FFS Cargo, organizzare una risposta popolare
Si è tenuta martedì sera, 19 maggio, un’assemblea a Chiasso per fare il punto sulla necessaria risposta alle nuove soppressioni di posti di lavoro (una quarantina) annunciate ufficialmente ieri da FFS Cargo.
All’assemblea, indetta dal comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo, erano presenti diversi lavoratori toccati dalla misura e anche alcuni sindaci della regione preoccupati da questa situazione. Qui di seguito la risoluzione adottata. (Red)
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Risoluzione dell’Assemblea popolare di Chiasso
No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino
Le FFS hanno annunciato quello che hanno definito “un nuovo modello di produzione” per il traffico a carri isolati di FFS Cargo. Dietro questa definizione e il concetto di riorganizzazione si nasconde un chiaro segnale negativo per il Ticino e per i lavoratori di tutta la Svizzera. Questo progetto comporterà cambiamenti per circa 200 collaboratori e collaboratrici in tutta la Svizzera: 130 nella Svizzera tedesca, 40 in Ticino e 30 nella Svizzera romanda.
Per il Ticino ciò significa l’abbandono del deposito macchinisti a Chiasso e di altri punti nel Mendrisiotto (Mendrisio, Balerna, Maroggia), dove sono impiegate appunto 40 persone, che verranno trasferite in altri luoghi di lavoro presso FFS Cargo oppure alle quali verrà offerto un altro ruolo all’interno delle FFS, in una società affiliata oppure un riorientamento professionale. Si tratta delle classiche espressioni utilizzate per indicare la dismissione di un servizio e l’imposizione di cambiamenti di sede o di ruolo per i lavoratori.
Nel loro comunicato, le FFS garantiscono che non ci saranno licenziamenti in Ticino, mentre a livello svizzero affermano che i licenziamenti saranno delle “eccezioni”.
Si tratta di decisioni e dichiarazioni che confermano i timori espressi dal Gran Consiglio nella risoluzione approvata il 20 ottobre del 2025 e dal Consiglio di Stato nella presa di posizione successiva all’incontro con i vertici delle FFS del 31 ottobre 2025.

Il piano delle FFS è chiaro: ridurre il Ticino a un corridoio di transito, con conseguente perdita di posti di lavoro qualificati e di prospettive di carriera per i giovani. Il Mendrisiotto è la regione maggiormente penalizzata e questa riorganizzazione avrà inevitabilmente un impatto anche sul traffico pesante, andando a gravare ulteriormente su una regione già fortemente confrontata con tale problematica.
Le FFS sono rimaste sorde agli appelli della popolazione, del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato e proseguono nella loro politica, che penalizza fortemente il Ticino. Oggi la grande maggioranza del personale delle FFS è occupato nel mantenimento della linea, mentre i settori-chiave vengono centralizzati e trasferiti nella Svizzera Tedesca. Il Ticino dà molto alle FFS e riceve in cambio riduzioni di servizio e di personale. Basti citare l’esempio dello stabilimento di Castione: a fronte di un investimento cantonale di 138 milioni di franchi, si prevedono 150 posti di lavoro in mendo rispetto alla situazione delle Officine di Bellinzona.
La strategia adottata da FFS Cargo è doppiamente penalizzante per il Ticino: lo è sul piano del personale con riduzioni, trasferimenti e demansionamenti, e lo è anche perché apre ulteriormente la strada ai servizi privati e al traffico su gomma, aggravando la situazione ambientale di una regione – il Mendrisiotto – che già soffre pesantemente per l’impatto del traffico pesante sul proprio asse stradale e autostradale.
Alla luce delle considerazioni che precedono, le presenti ed i presenti all’Assemblea popolare di Chiasso al fine di evitare qualsiasi ulteriore ridimensionamento di FFS Cargo in Ticino:
Rivendicano:
- il mantenimento di tutti i posti di lavoro attualmente esistenti / nessuna soppressione di posti di lavoro;
- l’assenza di cambiamenti di statuto per il personale di locomotiva di FFS Cargo che possano comportare riduzioni salariali o demansionamenti;
- l’insediamento e la creazione in Ticino di nuovi servizi e posti di lavoro FFS in settori chiave;
- l’attivazione di misure concrete e di meccanismi efficaci volti a dare attuazione al dettato costituzionale relativo al trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.
- l’adeguamento della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP)
- d’instaurare un obiettivo di trasferimento per il traffico merci interno alla Svizzera
Chiedono:
- alla Deputazione ticinese alle Camere federali, al Consiglio di Stato e alle autorità comunali un impegno attivo e determinato, al fianco del Comitato, nel sostenere e portare avanti queste rivendicazioni.
Danno mandato al Comitato No allo smantellamento di FFS Cargo:
- d’organizzare per il primo fine settimana di giugno 2026 una manifestazione popolare a Chiasso cercando il più ampio coinvolgimento delle autorità cantonali e comunali ed alla Deputazione ticinese alle Camere Federali
- di organizzare ulteriori forme di mobilitazione
(Chiasso 19 maggio 2026)