Mosca, 9 maggio, un anniversario sciovinista della “Grande Guerra Patriottica”

Il 9 maggio, è il giorno della vittoria in Russia e c’è chi vuole partecipare, anche qui nel nostro paese, alla celebrazione con cui Vladimir Putin tenta di rivendicare la vittoria sovietica su Hitler per legittimare il suo governo dispotico. Naturalmente l’autocrate sciovinista del Cremlino (come i suoi fan qui da noi) rimuove totalmente dalla memoria le responsabilità dell’URSS nell’agevolare e per certi versi collaborare con il nazismo nella prima fase della guerra.

A riprova di quanto affermato qui sopra basterebbe riprodurre la foto qui sotto.

Nell’immagine, l’ufficiale russo stringe la mano a un collega nazista nel settembre 1939 sulla linea di demarcazione della Polonia occupata da Est dalle truppe sovietiche e da Ovest da quelle del Reich. E’ una fotografia che appunto illustra uno dei momenti più significativi e per decenni taciuti della storia del XX secolo: l’incontro tra le forze della Germania nazista e dell’Unione Sovietica nel cuore della Polonia devastata.

Non si tratta di un incontro casuale, ma del risultato di una coordinazione militare precisa. Si osserva la cordialità tra i due eserciti che avevano appena terminato di schiacciare la resistenza polacca, operando come due bracci di una stessa tenaglia.

Nella Polonia occupata, nel settembre 1939, un soldato tedesco bacia una soldatessa sovietica

Dietro quella tenaglia c’era il protocollo segreto del Patto Molotov-Ribbentrop, firmato il 23 agosto 1939, presentato al mondo come un semplice trattato di “non aggressione”. Stalin e Hitler si erano già spartiti l’Europa orientale in “sfere di influenza”, in particolare la Polonia, invasa a partire dal 1° settembre 1939 dalla Germania e, a partire dal 17 settembre, dall’URSS, pugnalando alle spalle un esercito polacco già impegnato in una lotta disperata.

Ma la cosa non finì lì. A partire da quel tragico settembre, per ben 22 mesi, Stalin e Hitler furono partner strategici.

A Brest-Litovsk si tenne una vera e propria parata militare congiunta per celebrare la vittoria “a tenaglia” sulla Polonia. Oggi a Brest-Litovsk si è tenuta una parata congiunta russo-tedesca per celebrare la vittoria sulla Polonia. Davanti a una folla immensa, le divisioni militari dell’Armata Rossa e della Wehrmacht hanno sfilato sotto gli Archi della Vittoria decorati con stelle e svastiche.

I generali sovietici e tedeschi sono stati visti rendersi omaggio a vicenda. La parata aveva lo scopo di mostrare la potenza della nuova alleanza tra Unione Sovietica e nazisti. Dopo la parata, senza troppe cerimonie, i tedeschi si sono ritirati sulla riva occidentale del fiume Bug e i sovietici hanno preso il controllo della città e del resto della Polonia orientale.

Ma non fu solo parata. L’Unione Sovietica rifornì la macchina bellica nazista con petrolio, grano e materie prime, aiutando Hitler a vanificare il blocco navale britannico durante l’invasione della Francia e i bombardamenti sull’Inghilterra. Vi fu persino una collaborazione tra la Gestapo e la polizia politica staliniana per la repressione della resistenza polacca.

L’enfasi putiniana sulla “Grande Guerra Patriottica”, che iniziò solo nel 1941 in risposta alla criminale “operazione Barbarossa”, quando la Wehrmacht iniziò l’invasione del territorio sovietico, non riesce a far dimenticare due anni di azione coordinata di due regimi nazista e staliniano.

Preservare queste immagini significa onorare la verità e impedire che la propaganda moderna riscriva le responsabilità di chi ha dato inizio al conflitto più sanguinoso della storia umana.

Oggi Putin sta combattendo l’Ucraina da oltre 4 anni (più i precedenti 8 anni di guerra “a bassa intensità”), più tempo di quanto l’URSS abbia combattuto i nazisti tra il 1941 e il1945. E non sembra avere analoghe prospettive di vittoria, nonostante l’esplicito aiuto che gli ha offerto l’amico Donald Trump, nel tentativo di ribaltare la situazione a suo favore.

Putin sopprime sistematicamente l’opposizione torturando e rinchiudendo marxisti, anarchici, femministe e attivisti anti-guerra. Il regime di Putin è uno dei più repressivi al mondo. Centinaia di migliaia di russi e ucraini sarebbero ancora vivi se non fosse per l’invasione insensata dell’Ucraina da parte di Putin.

Chi inventa scuse e argomenti a favore di Putin è obiettivamente un nemico della libertà, non diversamente da chi giustifica in maniera più o meno esplicita le guerre di Trump, di Netanyahu e dell’Occidente. Sosteniamo gli antiputiniani russi e ucraini, le femministe e chi protesta contro la guerra.

Che ogni impero cada.

*articolo apparso sul sito di Refrattario e controcorrente il 9 maggio 2026