Cure a domicilio: la crescita del privato tra domanda sociale e scelte politiche

Negli ultimi anni, l’assistenza domiciliare in Svizzera ha conosciuto una crescita rapida e costante, diventando uno dei pilastri del sistema sanitario. Dietro questa espansione, il Ticino è un caso esemplare e si situa in testa a questa classifica, si nasconde però una trasformazione profonda: il progressivo rafforzamento degli operatori privati a scopo di lucro, che stanno guadagnando spazio a scapito delle organizzazioni pubbliche o para-pubbliche.

Dal 2013 al 2024, il volume complessivo delle cure a domicilio è più che raddoppiato. Tuttavia, mentre il settore pubblico ha registrato un aumento moderato, le imprese private hanno moltiplicato la propria attività, arrivando a detenere una quota di mercato sempre più rilevante. In alcuni cantoni, ancora è il caso del Ticino, queste realtà sono ormai dominanti, segno di una tendenza destinata a consolidarsi.

Questa evoluzione si inserisce in un contesto caratterizzato da una domanda in forte crescita. L’invecchiamento della popolazione, la preferenza (spesso anche indotta dalle politiche pubbliche) per la permanenza a domicilio rispetto alle strutture residenziali, e la spinta a ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri (in particolare dopo l’introduzione delle DRG) (1) hanno contribuito ad ampliare il bacino di utenti. Anche le fasce d’età più giovani ricorrono sempre più spesso a questo tipo di assistenza.

A favorire l’espansione del settore privato non è stata solo la domanda, ma anche l’evoluzione del  finanziamento pubblico. Il sistema vigente garantisce contributi indipendentemente dalla natura dell’operatore, permettendo alle imprese private di accedere a risorse pubbliche senza essere soggette agli stessi vincoli delle strutture pubbliche, come l’obbligo di presa in carico universale (e preferendo l’assistenza alla cura – sicuramente meno costosa dal punto di vista del personale da impiegare). Questo consente loro di selezionare i casi più redditizi e di ottimizzare i costi.

Uno degli elementi chiave del loro modello economico è la gestione del lavoro. Le aziende private tendono a privilegiare forme contrattuali flessibili e a tempo parziale, che permettono di adattare l’offerta alla domanda riducendo i tempi improduttivi. Ciò si traduce spesso in condizioni di lavoro più precarie, con una forte intensificazione dei ritmi e una maggiore instabilità occupazionale, in un settore dove la forza lavoro è prevalentemente femminile.

Parallelamente, il settore privato si è concentrato soprattutto sulle cure di base, meno qualificate e più facilmente standardizzabili. Questo ambito consente l’impiego di personale con formazione limitata e offre margini di profitto più elevati. In questa logica si inserisce anche il crescente ricorso ai familiari come caregiver retribuiti, una pratica in forte espansione che apre nuovi interrogativi sul piano sociale e lavorativo.

Se da un lato questa soluzione può rappresentare un riconoscimento economico per attività tradizionalmente invisibili, dall’altro solleva questioni legate alla qualità delle cure, alla formazione e alla protezione dei lavoratori. Inoltre, rischia di rafforzare dinamiche di dipendenza e di trasferire responsabilità pubbliche sulle famiglie.

Infine, le prospettive di riforma del finanziamento sanitario, in particolare con l’introduzione di modelli più orientati alla remunerazione delle prestazioni piuttosto che al sostegno delle istituzioni di servizio pubblico, potrebbero accentuare ulteriormente queste tendenze. Il rischio è quello di una progressiva marginalizzazione del servizio pubblico a favore di una logica di mercato.

In questo scenario, il futuro dell’assistenza domiciliare appare sempre più legato a un equilibrio delicato tra esigenze di efficienza economica e garanzia di accesso universale e qualità delle cure. La direzione che verrà presa dipenderà in larga misura dalle scelte politiche dei prossimi anni.

1.I DRG (Diagnosis Related Groups) sono un sistema che classifica i ricoveri ospedalieri in gruppi omogenei per diagnosi e trattamenti. Servono a valutare le risorse necessarie per curare pazienti con caratteristiche simili. Ogni DRG ha una tariffa prestabilita che determina il rimborso all’ospedale.