La denuncia contro la Svizzera presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) deve essere mantenuta!

Una delegazione del Gruppo per la difesa dei diritti sindacali (Gdds) ha consegnato, venerdì 5 giugno, un appello per il mantenimento della denuncia dell’USS presso l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) riguardo ai licenziamenti antisindacali a Pierre-Yves Maillard, presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS), e ad Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse. La consegna è avvenuta poco prima dell’Assemblea dei delegati e delle delegate dell’USS a Berna, che ne è stata informata.

Sostenuto da circa 500 firme di militanti e membri di diversi sindacati, nonché da varie organizzazioni, l’appello «Giù le mani dalla denuncia all’OIL, finché la Svizzera non rispetterà pienamente i diritti sindacali!» chiede all’USS, a Travail.Suisse e alle organizzazioni sindacali di opporsi all’archiviazione di questa denuncia, depositata nel 2003.

I licenziamenti antisindacali sono ancora molto numerosi in Svizzera. Lo scorso gennaio, una dipendente di 5àSec, presidente del Comitato del settore sbiancamento tessile di Unia Ginevra, è stata licenziata in modo brutale a causa della sua attività sindacale. Nel 2023, ad esempio, sono stati documentati 21 licenziamenti antisindacali in Svizzera. Questa situazione non può più continuare.

Di fronte all’inazione della Svizzera nel conformarsi alla Convenzione n. 98 sul diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva, che il Paese ha peraltro ratificato, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) aveva inserito, nel 2019, la Svizzera nella lista nera degli Stati con le peggiori violazioni dei diritti sindacali. Il nostro Paese è stato successivamente rimosso da tale lista grazie all’avvio di una procedura di mediazione da parte del Consiglio federale.

Questa mediazione ha portato alla formulazione della 14ª misura di protezione salariale presentata da Guy Parmelin nell’ambito del pacchetto dei Bilaterali III, misura che lo stesso consigliere federale ha subordinato al ritiro della denuncia depositata presso l’OIL.

Preoccupato per il possibile ritiro o la possibile archiviazione di questa denuncia, e poiché la 14ª misura non risponde alle raccomandazioni dell’OIL in materia di licenziamenti antisindacali — che prevedono in particolare la reintegrazione dei lavoratori licenziati —, il Gruppo per la difesa dei diritti sindacali, composto da membri di diversi sindacati, da alcune vittime e da persone vicine a vittime di tali licenziamenti, ha lanciato l’appello consegnato venerdì all’USS e a Travail.Suisse.

Questa denuncia rappresenta infatti uno strumento importante per indurre il governo e i datori di lavoro, che continuano a opporsi in nome del libero mercato, a migliorare concretamente la protezione dei militanti sindacali nelle aziende. La 14ª misura è infatti molto limitata e, per esempio, non avrebbe protetto la presidente del Comitato del settore sbiancamento tessile di Ginevra.

Mentre è in corso la 114ª sessione della Conferenza internazionale del Lavoro a Ginevra, il Gdds informa inoltre di aver scritto, alla fine di maggio, all’Actrav (Ufficio delle attività per i lavoratori dell’OIL) per chiedere un esame della misura 14 attualmente sottoposta al Parlamento. Abbiamo ricevuto una risposta che precisa come spetti all’USS, in qualità di organizzazione denunciante, inoltrare tale richiesta. Abbiamo quindi chiesto all’USS di procedere in tal senso.

Il Gdds proseguirà la propria azione e continuerà a raccogliere sostegni individuali e collettivi affinché la denuncia presso l’OIL non venga archiviata. Essa potrebbe infatti costituire un importante punto d’appoggio per il movimento sindacale, che si è impegnato, in particolare durante i congressi di Unia e dell’USS del 2022, a lanciare un’iniziativa volta a rafforzare la protezione dei delegati sindacali nei luoghi di lavoro.

Più informazioni su: https://www.asro1918.org/-Appel-pour-le-maintien-de-la-plainte-aupres-de-l-OIT-.html? lang=it