Bellinzona. La Posta liquida l’ufficio del popolare quartiere delle Semine

Dopo quello del quartiere di San Paolo, la Posta decide la chiusura e il declassamento dell’Ufficio postale del popolare quartiere delle Semine. Qui di seguito l’articolata interpellanza al Municipio presentata dai consiglieri comunali dell’MPS, Martino Colombo e Matteo Pronzini. (Red)

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Posta alle Semine: il Municipio intende ancora difendere un vero ufficio postale?

La Posta ha annunciato, con una comunicazione del 17 agosto 2026, che l’attuale ufficio postale delle Semine verrà chiuso e trasferito, a partire dall’autunno, nei locali della Farmacia Azione di via Zorzi, a circa 150 metri dall’attuale sede.
La nuova struttura sarà organizzata secondo il modello della «filiale in partenariato». Secondo quanto comunicato, resteranno possibili l’impostazione di lettere e pacchi, il ritiro di lettere e pacchi e i pagamenti con carta di debito, mentre gli orari di apertura saranno estesi rispetto a quelli attuali: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 e il sabato dalle 9.00 alle 11.00.
La questione, tuttavia, non può essere ridotta, come sembra suggerire la Posta, ad un semplice spostamento di 150 metri.
Quella annunciata oggi è infatti la concretizzazione di una decisione che si inserisce nella più ampia riorganizzazione della rete postale svizzera, che già nel 2024 aveva portato La Posta a indicare gli uffici delle Semine e di San Paolo tra quelli destinati alla chiusura o trasformazione. Nell’agosto 2024 la notizia aveva suscitato una forte opposizione a Bellinzona e in Ticino.
La questione era poi approdata al Consiglio comunale di Bellinzona il 23-24 settembre 2024, quando i consiglieri comunali MPS Matteo Pronzini e Martino Colombo avevano presentato una risoluzione contro la chiusura degli uffici postali di Semine e San Paolo. La risoluzione chiedeva, tra le altre cose, una chiara opposizione del Comune, il coordinamento con il Cantone, la Deputazione ticinese alle Camere federali e gli altri Comuni, nonché il ricorso alla Commissione federale delle poste (PostCom) qualora La Posta non avesse rivisto la propria decisione.
In quella occasione il Municipio, per bocca del sindaco Mario Branda, aveva ribadito la propria opposizione alla chiusura dei due uffici, ricordando anche come in passato la Città fosse intervenuta direttamente per mantenere alcuni servizi postali nei quartieri, assumendone in parte la gestione, come avvenuto a Camorino e Claro. Il sindaco aveva inoltre sottolineato come il margine d’azione del Municipio fosse limitato, ma non aveva escluso la possibilità di ricorrere agli strumenti a disposizione e di utilizzare la posizione del Comune anche per negoziare con La Posta.
Nel frattempo, nel luglio 2025, l’ufficio di San Paolo è stato effettivamente trasformato in una filiale in partenariato presso la Migros di via San Gottardo. Per le Semine era stata prospettata una soluzione analoga. Adessa quella prospettiva è purtroppo diventata realtà.
Il problema è che la trasformazione di un ufficio postale in una filiale in partenariato non è necessariamente equivalente al mantenimento di un ufficio postale tradizionale. Cambia infatti la natura del servizio, il rapporto con il personale, l’organizzazione degli sportelli e, soprattutto, viene ulteriormente ridotta la presenza diretta della Posta nei quartieri.
La stessa documentazione della Commissione federale delle poste evidenzia che, nell’ambito della procedura prevista dall’art. 34 dell’Ordinanza sulle poste, il Comune deve essere consultato e La Posta deve adoperarsi per trovare una soluzione di comune accordo. Se tale accordo non viene raggiunto, il Comune può adire la PostCom, la quale verifica tra l’altro il rispetto della procedura, i requisiti di raggiungibilità e se la decisione tiene conto delle caratteristiche regionali.
È quindi legittimo chiedersi quale sia oggi la posizione del Municipio e, soprattutto, se l’Esecutivo intenda considerare definitivamente chiusa la questione oppure se intenda ancora difendere la presenza di un vero ufficio postale alle Semine.
La questione assume inoltre una particolare rilevanza se si considera il ruolo che il servizio postale svolge in un quartiere che presenta caratteristiche specifiche sotto il profilo sociale e demografico. Già durante il dibattito del 2024 era stato sottolineato come la popolazione interessata comprendesse una quota importante di persone anziane e come la presenza di servizi di prossimità nei quartieri rappresentasse un elemento importante della qualità di vita.
D’altra parte, il quartiere delle Semine non è una realtà marginale o isolata. Il suo centro di quartiere concentra scuole, servizi, attività commerciali, strutture sportive e altri servizi di prossimità. La stessa documentazione comunale e le discussioni avvenute in Consiglio comunale hanno evidenziato l’importanza di mantenere nei quartieri servizi facilmente accessibili alla popolazione.

Alla luce di quanto precede, chiediamo al Municipio:

  1. Quando e in quale forma il Municipio è stato informato da La Posta della decisione definitiva di trasferire l’ufficio delle Semine presso la Farmacia Azione? Il Municipio può mettere a disposizione del Consiglio comunale la corrispondenza intercorsa con La Posta su questo tema?
  2. Il Municipio conferma che la decisione è stata presa nonostante la propria contrarietà? In caso affermativo, quali sono state le motivazioni addotte dalla Posta per respingere la posizione della Città?
  3. Il Municipio ritiene che il trasferimento alla Farmacia Azione costituisca una soluzione soddisfacente oppure continua a ritenere necessario il mantenimento di un vero ufficio postale alle Semine?
  4. Nel 2024 il Municipio aveva espresso una chiara opposizione alla chiusura degli uffici delle Semine e di San Paolo. Quali iniziative concrete sono state intraprese dal Municipio da allora a oggi per difendere l’ufficio delle Semine? Chiediamo in particolare di conoscere:
    – quanti incontri vi sono stati con La Posta;
    – quali proposte alternative sono state avanzate dal Municipio;
    – quali sono state le motivazioni per cui tali proposte non sono state accolte
  5. Il Municipio ha formalmente comunicato a La Posta di non condividere la trasformazione dell’ufficio in una filiale in partenariato? In caso affermativo, con quali argomenti?
  6. Alla luce della comunicazione odierna, il Municipio intende avviare o ha già avviato la procedura prevista dall’art. 34 OPO davanti alla Commissione federale delle poste (PostCom)? In caso negativo, per quale motivo?
  7. Considerato che il Comune può adire la PostCom qualora non venga raggiunta una soluzione di comune accordo, il Municipio intende utilizzare questo strumento per chiedere che la decisione della Posta venga riesaminata? In caso contrario, quali sono le ragioni per cui ritiene inutile o inopportuno farlo?
  8. Il Municipio ha verificato nel dettaglio quali prestazioni oggi garantite dall’ufficio delle Semine non saranno più disponibili nella futura filiale in partenariato presso la Farmacia Azione? In particolare, quali servizi verranno a mancare o saranno modificati per:
    – persone anziane;
    – persone con difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali;
    – persone che necessitano di operazioni allo sportello
    – utenti che devono effettuate operazioni postali particolari
  9. La Posta sostiene che il trasferimento garantirà «orari di apertura più estesi». Il Municipio ritiene che un aumento degli orari di apertura compensi effettivamente la perdita di un ufficio postale gestito direttamente dalla Posta? Quali elementi oggettivi sono alla base di questa valutazione?
  10. Il Municipio dispone di dati relativi all’utilizzo dell’ufficio postale delle Semine? In particolare, La Posta ha trasmesso dati sui volumi di lettere, pacchi, versamenti, raccomandate e altre operazioni effettuate negli ultimi anni? Se sì, il Municipio ritiene che tali dati giustifichino la trasformazione dell’ufficio?
  11. La PostCom, nell’ambito della propria procedura, verifica anche se la decisione della Posta tenga conto delle caratteristiche regionali.
    Il Municipio ha messo a disposizione della Posta una valutazione specifica delle caratteristiche sociali, demografiche e territoriali del quartiere delle Semine? In particolare, è stata considerata la presenza di persone anziane, di famiglie, di persone con difficoltà nell’accesso ai servizi digitali e la funzione di servizio di prossimità svolta dall’ufficio?
  12. Il Municipio intende coinvolgere il Cantone, la Deputazione ticinese alle Camere federali e gli altri Comuni interessati dalla riorganizzazione della rete postale per promuovere una posizione comune contro l’ulteriore smantellamento della rete di uffici postali?
  13. Nel 2024 il Municipio aveva ricordato che sul territorio della Città erano già presenti diverse agenzie postali e che in passato la Città era intervenuta direttamente per mantenere alcuni servizi, come a Camorino e Claro.
    Il Municipio ha valutato anche per le Semine la possibilità di una soluzione analoga, eventualmente in collaborazione con la Città? Se tale ipotesi è stata scartata, per quali motivi?