Che se ne vada, subito!
Pubblichiamo il testo della lettera che, nel tardo pomeriggio di ieri (27 agosto 2026), il segretariato MPS ha inviato alla presidente del Consiglio di Stato in merito alle questioni poste dalla presenza (fino alla fine di settembre) del consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali. (Red)
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Gentile Presidente,
con questo scritto vogliamo sottoporre all’attenzione del Governo una questione che, a nostro avviso, non può essere elusa in questa fase di transizione che riguarda il consigliere di Stato Claudio Zali, dimissionario ma ancora formalmente in carica fino alla fine di settembre.
Siamo consapevoli che Zali abbia rinunciato a esercitare alcune responsabilità – come quella relativa al corpo di polizia. Tuttavia, questa decisione non modifica il dato sostanziale: fino alla sua uscita definitiva dal Governo, egli rimane consigliere di Stato, con la possibilità di frequentare gli uffici dell’Amministrazione, di accedere a informazioni, dossier e strutture e, più in generale, di esercitare tutte quelle prerogative e possibilità di accesso che la sua posizione istituzionale ancora gli garantisce.
È proprio questa situazione che riteniamo problematica, alla luce delle inchieste della magistratura e delle vicende nelle quali il consigliere di Stato è coinvolto e che hanno suscitato, e continuano a suscitare, preoccupazione tra cittadini e cittadine.
Non intendiamo sostituirci alla magistratura né formulare anticipazioni sull’esito dei procedimenti. Riteniamo tuttavia che, accanto alla dimensione strettamente giudiziaria, vi sia una questione politica e istituzionale che il Governo non può ignorare: la fiducia nelle istituzioni e la necessità di preservarne la credibilità e l’imparzialità.
In questo senso, comprendiamo la volontà di Zali di concludere alcuni dossier prima della sua partenza definitiva. Ci chiediamo però se, nelle attuali circostanze, non sarebbe più saggio e soprattutto più comprensibile agli occhi della popolazione che egli si astenesse, fino alla fine di settembre, dall’accedere agli spazi, alle informazioni e alle attività dell’Amministrazione che la sua posizione di consigliere di Stato gli consente formalmente di frequentare.
Una simile scelta non costituirebbe un giudizio anticipato sulle responsabilità personali di Zali, né una sanzione. Sarebbe piuttosto una misura di prudenza istituzionale, volta a evitare qualsiasi possibile situazione di conflitto, interferenza o anche solo percezione di un uso improprio della posizione istituzionale. In una fase nella quale sono in gioco la fiducia della popolazione e la credibilità delle istituzioni, anche l’apparenza di un possibile condizionamento dovrebbe essere considerata con la massima attenzione.
Molto spesso sentiamo affermare che lo Stato dovrebbe funzionare come un’azienda; una considerazione che non condividiamo. Tuttavia non possiamo non constatare che, in una situazione simile, verosimilmente nessuna direzione aziendale avrebbe tollerato una presenza di questo tipo fino alla conclusione del periodo di disdetta.
Per queste ragioni, chiediamo al Governo di intervenire affinché, fino alla conclusione del suo mandato alla fine di settembre, Claudio Zali si astenga dall’accedere all’Amministrazione e dall’esercitare le prerogative connesse alla sua carica, fatta salva naturalmente la gestione di quanto strettamente necessario e formalmente previsto per la conclusione del suo mandato. Riteniamo che una decisione in questo senso rappresenterebbe un atto di responsabilità istituzionale e contribuirebbe a garantire quella trasparenza e quella fiducia nelle istituzioni che, oggi più che mai, devono essere salvaguardate.