Bellinzona. Fortezza, tuttora valide le ragioni del NO
L’MPS ha votato in Consiglio comunale contro il progetto della Fortezza, condividendo in quella sede una serie di critiche che, a nostro avviso, non hanno trovato una risposta convincente nel dibattito seguito al lancio del referendum.
Ci permettiamo di aggiungere che, già prima di quel dibattito, le obiezioni sollevate da più parti sul progetto (e che, a nostro avviso, restano i principali punti di dissenso) avrebbero potuto trovare ragionevoli alternative. Ci riferiamo, in particolare, alla questione dell’accesso a pagamento ad alcune zone della Fortezza e a quella della sua gestione. Il Municipio di Bellinzona, dimostrando ancora una volta un atteggiamento poco incline al negoziato, ha invece spinto per arrivare a tutti i costi a una prova di forza. D’altronde, non è il primo tema,— e non sarà probabilmente l’ultimo, sul quale l’esecutivo mostra questo atteggiamento: basti pensare a quanto sta succedendo con la nuova caserma dei pompieri.
Non siamo stati tra i promotori del referendum. Abbiamo tuttavia invitato a firmarlo, perché riteniamo che un progetto di questa portata, e soprattutto un progetto che presenta interrogativi importanti sul piano dell’accessibilità e della gestione, debba essere sottoposto al giudizio della popolazione. Oggi, alla vigilia della votazione, quelle critiche, quegli interrogativi rimangono pienamente attuali.
Una prima questione riguarda l’accesso alla Fortezza e agli spazi che dovrebbero essere messi a disposizione della popolazione. Non riteniamo accettabile che cittadini e cittadine residenti in Ticino possano trovarsi a dover pagare per accedere ad alcuni spazi di una struttura che viene presentata come un importante patrimonio e come un luogo di interesse pubblico. Il carattere pubblico di un progetto non può limitarsi alla proprietà o al finanziamento pubblico: deve tradursi anche nella possibilità concreta di usufruire degli spazi senza che il prezzo costituisca una barriera.
Una seconda questione riguarda la gestione della struttura. Il progetto prevede che essa venga affidata a una fondazione esterna. Anche su questo punto, le rassicurazioni dei sostenitori non hanno sciolto i nostri interrogativi. Quando importanti risorse pubbliche vengono investite in un progetto, è legittimo – e necessario – chiedersi chi avrà il controllo effettivo della struttura, secondo quali criteri verranno prese le decisioni e quali saranno gli strumenti a disposizione della città e della collettività per orientarne la gestione.
Non basta dunque richiamare genericamente l’importanza della Fortezza, il suo valore storico o le opportunità che potrebbe rappresentare per Bellinzona. Su questi aspetti non è in discussione la necessità di valorizzare il patrimonio. Il punto è come farlo, a quali condizioni e nell’interesse di chi.
Per l’MPS, un investimento pubblico di questa rilevanza dovrebbe essere accompagnato da garanzie molto più solide sul carattere realmente pubblico della struttura, sulla sua accessibilità e sul controllo democratico della sua gestione.
Il referendum ha permesso almeno di portare queste questioni davanti alla popolazione. È positivo che siano le cittadine e i cittadini a poter decidere su un progetto che avrà conseguenze a lungo termine per la città.
Non si tratta di essere contro la valorizzazione della Fortezza. Si tratta di chiedere che un patrimonio di questo rilievo venga valorizzato secondo criteri realmente pubblici: accessibile alla popolazione, gestito nell’interesse della collettività e sottoposto a un effettivo controllo democratico.
Alla luce della mancanza di risposte concrete e adeguate alle criticità che abbiamo sollevato, l’MPS ribadisce quindi la propria opposizione a questo progetto e invita la popolazione a votare NO il prossimo 27 settembre.