Germania. Fascismo alle porte? Alla vigilia delle elezioni regionali del 2026

Mancano ormai solo pochi giorni alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt (6 settembre) e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore (20 settembre), e il dibattito sul comportamento del partito Die Linke nei confronti dell’AfD, apparentemente inarrestabile nella sua ascesa, si fa ogni giorno più aspro.
Per una parte dell’establishment del partito, guidata dal vicepresidente del Bundestag Bodo Ramelow, ma saldamente radicata anche nella direzione del partito e nei gruppi parlamentari del Bundestag e dei parlamenti regionali, è del tutto evidente che qui si tratta di una crisi della «democrazia» nella sua lotta contro l’«autoritarismo». Die Linke dovrebbe quindi assumersi la propria responsabilità complessiva nei confronti dello Stato democratico in pericolo.
In pratica, ciò significa: integrarsi in un’alleanza di tutti i «partiti democratici» contro l’AfD, compresi eventuali accordi con la CDU per governare insieme nei Länder.

I numeri

In Sassonia-Anhalt l’AfD conta 3.500 iscritti. Nei sondaggi, tra gli 1,7 milioni di aventi diritto al voto, ottiene il 42,1%; alle elezioni federali del 2025 aveva già ottenuto concretamente 498.100 voti (37,1%). Con l’attuale risultato dei sondaggi (dato aggiornato al 25 agosto), l’AfD conquisterebbe 41 degli 83 seggi del parlamento regionale di Magdeburgo.
Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD conta 2.700 iscritti e raggiunge il 36% nei sondaggi tra 1,3 milioni di aventi diritto al voto. Alle ultime elezioni federali ha ottenuto effettivamente 357.356 voti (35%). Se il risultato dei sondaggi venisse confermato, l’AfD conquisterebbe 28 dei 71 seggi del parlamento regionale di Schwerin.
In Sassonia-Anhalt, con ogni probabilità, solo CDU (22,9% nei sondaggi), Die Linke (13%) e forse anche SPD (6,6%) riusciranno a ottenere seggi nel parlamento regionale. Da un punto di vista puramente matematico, l’unico modo per impedire all’AfD di assumere il governo sarebbe un’alleanza di governo tra CDU, Die Linke e SPD.
Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore saranno probabilmente rappresentati in parlamento SPD (29% nei sondaggi), Die Linke (11%) e CDU (10%), e forse anche i Verdi (5%). Se i Verdi entrassero nel parlamento regionale, sarebbero possibili coalizioni tra SPD e CDU oppure tra SPD e Die Linke; se invece non superassero la soglia, anche qui soltanto un’alleanza tra SPD, CDU e Die Linke potrebbe impedire all’AfD di partecipare al governo.

Dal punto di vista parlamentare non c’è alcuna possibilità, ma usiamola comunque

Il congresso federale di Die Linke ha purtroppo lasciato mano libera alle organizzazioni regionali del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e della Sassonia-Anhalt, permettendo loro di imbarcarsi in qualsiasi avventura parlamentare. Le mozioni volte a mantenere la vecchia tradizione dei partiti di sinistra e dei partiti dei lavoratori, evitando qualsiasi alleanza di governo o sostegno esterno ai partiti borghesi, non hanno ottenuto la maggioranza. Ora i responsabili di entrambe le organizzazioni regionali segnalano che sarebbero disposti a raggiungere accordi con la CDU e, se necessario, a sostenere un governo guidato dalla CDU.
Una simile decisione sarebbe fatale per Die Linke e rappresenterebbe un passo indietro rispetto alla fase di costruzione del partito, coronata dal successo dal 2024, come partito di classe di sinistra e indipendente. Il successo dell’AfD e il suo ampio sostegno — entrambi, va detto, ancora ben lontani dal raggiungere un livello comparabile di voti e, soprattutto, di radicamento sociale rispetto alla NSDAP nel suo Land modello, la Sassonia-Anhalt del 1932 — non possono essere separati dalla politica concreta che CDU, SPD e Verdi portano avanti da anni a livello federale e nei Länder.
È una politica condotta sulle spalle dei lavoratori salariati e in particolare delle persone migranti; della distruzione delle strutture dello Stato sociale nei settori della sanità, dell’assistenza, delle pensioni e dell’istruzione; del rifiuto di soluzioni reali alle crisi riguardanti gli affitti, il clima e la transizione dei trasporti; nonché della trascuratezza strutturale dei Länder della Germania orientale. Tutto ciò costituisce la forza propulsiva della crescita dei partiti di destra e soprattutto dell’AfD.
A ciò si aggiungono la crisi permanente dell’UE, che è ben lontana dalla promessa di creare un futuro prospero per il capitalismo europeo, e l’orientamento bellicista dei partiti di governo, che non solo riaccende le vecchie paure di guerra e distruzione, ma ha portato direttamente a un enorme aumento del costo della vita quotidiana. Proprio di recente un sondaggio ha rilevato che il timore dell’aumento dei prezzi costituisce la principale preoccupazione della popolazione della Germania orientale.

Governo di minoranza con maggioranze variabili

L’ascesa dell’AfD non è soltanto il risultato di questa politica e delle conseguenti paure di impoverimento e di declino. Il partito è anche riuscito a trasformare entrambe in una base per un ampio radicamento nella società. Questa tendenza può essere invertita soltanto se, in primo luogo, cambia la politica concreta dei governi e, in secondo luogo, la sinistra nel suo complesso, insieme al partito Die Linke, si impegna a costruire un ampio fronte sociale contro la destra e a rafforzare il proprio radicamento nella società come alternativa socialista.
Con un’alleanza con CDU e SPD al governo, quale che sia la sua forma, la politica concreta naturalmente non cambierà. Le minuscole concessioni che Die Linke potrebbe ottenere in cambio di una coalizione o del sostegno esterno a un presidente del governo regionale della CDU o della SPD non varrebbero nulla rispetto alle concessioni che dovrebbe fare alla politica borghese, e rappresenterebbero un colpo mortale per qualsiasi credibilità della Linke.
In particolare, una coalizione o un sostegno esterno alla CDU rappresenterebbero un atto di sottomissione nei confronti del governo federale, costituirebbero un ulteriore programma di rafforzamento dell’AfD e significherebbero la rinuncia a qualsiasi ruolo di opposizione proprio a favore dell’AfD.
Sul piano parlamentare non esiste alcuna «soluzione» al problema dell’AfD. L’unica possibilità concepibile è un governo di minoranza, nel quale Die Linke sostenga soltanto le misure socialmente sostenibili.
Un governo di tutti i partiti, così come un «governo di esperti» indipendente dai partiti, devono essere impediti. Per Die Linke, abbandonare la costruzione di un partito di classe politicamente indipendente non è un’opzione.

*articolo apparso sul sito della SOZ (Socialistische Zeitung) il 27 agosto 2026