Bellinzona. Nuova caserma dei pompieri: i dubbi restano senza risposta. L’MPS voterà contro il progetto ed è pronto a sostenere un referendum

Il dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi sulla futura caserma dei pompieri di Bellinzona conferma la fondatezza delle preoccupazioni sollevate dall’MPS fin dall’inizio. A quasi un anno dalla nostra interrogazione del 15 dicembre 2025, i principali interrogativi rimangono aperti e le spiegazioni fornite dal Municipio non hanno chiarito le ragioni per cui ha scelto l’ex stabilimento LATI di Sant’Antonino, Comune che non fa parte della Città, invece dell’area dell’ex birreria di Carasso, già di proprietà comunale e per anni prevista come sede della nuova caserma.
Con quell’interrogazione, presentata pochi giorni dopo l’annuncio del Municipio, l’MPS è stato il primo a sollevare pubblicamente, sul piano politico a Bellinzona, dubbi espliciti su questa scelta. Non si tratta di una semplice contrapposizione tra due ubicazioni, ma di una decisione che riguarda l’organizzazione del servizio pompieri, la sicurezza della popolazione, i tempi d’intervento e l’impiego di importanti risorse pubbliche.
Fin dall’inizio abbiamo chiesto chiarimenti sulla convenienza economica dell’operazione, sui tempi d’intervento verso il centro cittadino e le zone più densamente abitate, sull’incidenza del traffico, sullo stato di un edificio industriale di quasi 35 anni e sulle conseguenze per l’organizzazione del Corpo, compreso il rischio di una progressiva professionalizzazione a scapito dei militi volontari.
Nel corso dei mesi, queste perplessità hanno trovato riscontro anche nelle critiche di un nutrito gruppo di pompieri volontari, riuniti nel comitato NoCaSa, che le hanno espresse pubblicamente a più riprese: con una lettera aperta in aprile e con una nuova presa di posizione in settembre. Le loro prese di posizione hanno dato al dibattito un peso particolare: non si tratta soltanto di obiezioni sollevate da forze politiche, ma di preoccupazioni che provengono da chi conosce direttamente il funzionamento del servizio, le sue esigenze e le condizioni necessarie per garantire interventi tempestivi ed efficaci.
Questi pompieri hanno motivato in modo dettagliato le proprie riserve: la distanza dal centro e dalle zone più abitate della città, il traffico nella zona, la vicinanza a uno stabilimento chimico soggetto all’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti, lo stato dell’edificio e le ripercussioni sui volontari e sull’organizzazione del Corpo. Le loro critiche meritano quindi di essere prese sul serio e affrontate nel merito. Non possono essere liquidate come una semplice resistenza al cambiamento, né ignorate in nome di una decisione già presa. Quando sono gli stessi operatori del servizio a sollevare interrogativi sull’adeguatezza di una soluzione, spetta alle autorità fornire risposte documentate e convincenti.
Nel corso del 2026 il confronto si è ulteriormente ampliato, con nuove prese di posizione politiche, atti parlamentari di diversi gruppi politici e un lungo esame in seno alla Commissione della gestione, che ha fatto slittare la decisione di alcuni mesi, fino alla presentazione, all’inizio di ottobre, di un rapporto di minoranza che chiede di respingere il credito. È così emerso che i dubbi iniziali dell’MPS non erano pretestuosi e che la scelta municipale è tutt’altro che unanimemente condivisa.
Nel messaggio e nelle risposte alle interpellanze il Municipio ha presentato le proprie argomentazioni a sostegno del progetto, ma ciò non significa che le questioni fondamentali siano state chiarite. Restano da dimostrare la convenienza complessiva dell’operazione, l’adeguatezza della nuova ubicazione dal punto di vista operativo e la solidità del confronto con l’alternativa di Carasso.
Una decisione che impegna importanti risorse pubbliche e riguarda un servizio essenziale per la sicurezza della popolazione deve basarsi su valutazioni trasparenti, complete e verificabili. Non basta affermare che la soluzione scelta sia la migliore: occorre dimostrarlo, rispondendo nel merito alle obiezioni sollevate, comprese quelle provenienti dagli stessi pompieri.
In sintesi, i dubbi sollevati dall’MPS nel dicembre 2025, poi ripresi e confermati da numerosi altri interventi, non sono ancora stati né risolti né chiariti dal Municipio.
Per queste ragioni, nella seduta del Consiglio comunale del 19 ottobre i consiglieri comunali dell’MPS voteranno contro il messaggio municipale relativo all’acquisizione del sedime e dello stabile ex LATI e al credito di progettazione per la ristrutturazione dello stabile nella nuova caserma dei pompieri a Sant’Antonino.
L’MPS dichiara inoltre sin d’ora la propria disponibilità a partecipare a una campagna referendaria qualora il Consiglio comunale approvasse il progetto. Riteniamo che una scelta di questa importanza debba poter essere sottoposta a un confronto pubblico e che, se necessario, la popolazione debba avere la possibilità di esprimersi.
Non mettiamo in discussione la necessità di dotare i pompieri di una caserma adeguata. Ci opponiamo a un progetto la cui ubicazione e le cui conseguenze operative ed economiche continuano a sollevare interrogativi senza risposta. Proprio per garantire un servizio efficiente e un impiego responsabile del denaro pubblico, riteniamo che questo messaggio municipale non debba essere approvato.