E i gettoni IPCT, dove finiscono?
È una domanda legittima, soprattutto nel dibattito in corso in Ticino sulle remunerazioni dei membri dei Consigli di amministrazione di enti pubblici e parapubblici.
Il Corriere del Ticino ha recentemente dedicato un articolo al tema, citando anche il caso dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT). In una risposta del 15 gennaio 2025 a un’interrogazione parlamentare, il Consiglio di Stato precisa che ai membri del CdA dell’IPCT [Istituto di Previdenza del Canton Ticino] è riconosciuta una remunerazione di «14’400 franchi annui, a cui si aggiungono le indennità di seduta». Complessivamente, si tratta di circa 18’400 franchi l’anno.
Chi fa parte del CdA di una cassa pensioni, soprattutto quando è stato eletto direttamente dalle assicurate e dagli assicurati, dovrebbe avere un obiettivo chiaro: operare nell’interesse di chi lo ha eletto. Lo si può fare bene anche trattenendo le indennità, che sono il compenso di un lavoro. Noi abbiamo scelto, liberamente, un’interpretazione più severa: per decisione dell’assemblea di ErreDiPi, versiamo all’associazione la quasi totalità delle indennità ricevute.
È quanto avevamo promesso durante la campagna elettorale. E non è rimasta una semplice promessa: dal luglio 2024 versiamo l’intero compenso mensile e la metà dei gettoni di presenza. In un mese con una sola riunione, per esempio, significa, per ciascuno di noi, 1’400 franchi a ErreDiPi e 200 trattenuti. E, nella pratica, quasi sempre anche questi ultimi vengono lasciati all’associazione. In quasi due anni e mezzo, in tre, abbiamo versato così 111’307.80 franchi.
Questi soldi finanziano l’attività dell’associazione: informazione sulla stampa e sul sito www.erredipi.ch, sportello di consulenza, visite nelle scuole e sui luoghi di lavoro, mobilitazione e tutela dei diritti. Coprono anche l’affitto della sede, gli strumenti informatici, il materiale informativo e le spese legali. Una parte va a due ricorsi che riguardano l’IPCT: uno per l’accesso ai verbali del CdA, l’altro contro il taglio delle rendite vedovili.
Un mandato in un ente pubblico non è un’opportunità personale, ma una responsabilità verso le persone che si rappresentano. Non è un’idea nuova: somiglia a quella, molto svizzera, della milizia, per cui una carica pubblica si esercita accanto al proprio lavoro e non per farne un reddito. Riversare le indennità e renderne conto all’assemblea di ErreDiPi è il nostro modo di onorare questo mandato. E chi non ne trae un guadagno è anche più libero: di chiedere, di dissentire, di votare contro.
I soldi dei gettoni IPCT, insomma, non finiscono nelle nostre tasche: servono alle assicurate e agli assicurati, anche a chi non aderisce a ErreDiPi. Lo sportello di consulenza è aperto a tutti, e i ricorsi sono nell’interesse di tutte le persone assicurate.
* rappresentanti ErreDiPi nel CdA dell’IPCT. Articolo apparso mercoledì 7 ottobre 2026 sul Corriere del Ticino