Mobilitiamoci il prossimo 20 novembre: per il nostro futuro, non per le loro guerre!

Una generazione contro la guerra e l’austerità

Il prossimo 20 novembre, studenti, studentesse e giovani di diversi paesi europei scenderanno in piazza per una giornata internazionale di sciopero e mobilitazione contro la militarizzazione della società e le politiche di austerità.
L’appello nasce da un’ondata di proteste che attraversa diversi paesi. In Germania, decine di migliaia di giovani si sono mobilitati contro il rafforzamento del servizio militare e la prospettiva del ritorno alla coscrizione obbligatoria. In Francia, le mobilitazioni studentesche contro il degrado del sistema educativo e le disuguaglianze sociali hanno coinvolto scuole e università, intrecciandosi con le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici.
Queste esperienze esprimono un rifiuto comune: mentre i governi destinano risorse crescenti agli armamenti e alla preparazione della guerra, alla maggioranza della popolazione vengono imposti sacrifici, tagli ai servizi pubblici e condizioni di vita sempre più precarie.
La parola d’ordine «Per il nostro futuro, non per le loro guerre!» riassume efficacemente il significato di questa mobilitazione.

Anche in Svizzera miliardi per l’esercito e tagli alla spesa sociale

La Svizzera non è estranea a queste dinamiche. Il Consiglio federale intende aumentare progressivamente le spese militari fino all’1% del PIL, destinando miliardi supplementari all’esercito. Contemporaneamente, porta avanti programmi di risparmio che colpiscono la formazione, la ricerca, i servizi pubblici e altri settori fondamentali per la popolazione.
Si prospetta persino un aumento dell’IVA per finanziare ulteriori investimenti militari, facendo così pagare direttamente alla popolazione il costo del riarmo.
Per gli armamenti i soldi si trovano, mentre per scuole, università, sanità, alloggi e politiche sociali si invoca continuamente la necessità di risparmiare. Non si tratta di una fatalità economica, ma di precise scelte politiche che rispondono agli interessi delle classi dominanti.
Dietro la retorica della neutralità, anche la Svizzera partecipa alle dinamiche economiche e strategiche che alimentano la militarizzazione internazionale, attraverso le proprie imprese, il settore finanziario e l’industria bellica.

Una mobilitazione anche in Ticino

Diverse organizzazioni giovanili hanno aderito alla mobilitazione internazionale, promuovendo una giornata nazionale di protesta contro il riarmo, le politiche di austerità e il peggioramento delle prospettive della gioventù.
Anche In Ticino si stanno preparando iniziative che assumono un significato particolare alla luce delle politiche di contenimento della spesa pubblica  che pesano da anni sulla scuola, sulle condizioni di lavoro e sui servizi alla popolazione.
La lotta contro il militarismo deve quindi collegarsi a quella contro l’austerità, la precarietà e le disuguaglianze sociali. E deve coinvolgere non soltanto gli studenti, ma anche il mondo del lavoro e le organizzazioni sindacali.
Proprio per questo ErreDiPi ed altre associazioni di insegnanti hanno deciso di indire – proprio in concomitanza con questa giornata – una giornata di mobilitazione degli insegnanti e del personale della scuola, proprio per il 20 novembre.
Le mobilitazioni europee mostrano quanto sia importante costruire questa convergenza. Gli attacchi alla formazione, ai salari, ai servizi pubblici e ai diritti democratici fanno parte di una stessa offensiva, alla quale occorre rispondere con una lotta comune.

Costruire un’opposizione al militarismo e alle politiche capitaliste

La giornata del 20 novembre rappresenta anche un’occasione per opporsi all’avanzata dell’estrema destra, al razzismo e al nazionalismo, che cercano di dividere lavoratori, lavoratrici e giovani, alimentando contrapposizioni e paure.
Di fronte alle guerre, dalla Palestina all’Ucraina, dal Sudan al Libano, è necessario rafforzare una solidarietà internazionalista fondata sul diritto dei popoli all’autodeterminazione e sull’opposizione alle politiche imperialiste.
I giovani dell’MPS e l’MPS sostengono la mobilitazione del 20 novembre e invitanno studenti, apprendisti, giovani lavoratori e lavoratrici, insegnanti e personale scolastico a partecipare alle iniziative previste anche in Ticino.
Questa giornata deve diventare un momento di costruzione di un movimento più ampio, capace di contestare le priorità economiche e politiche delle classi dominanti e di battersi per un’alternativa anticapitalista.

Vogliamo risorse per la formazione, la sanità, gli alloggi, i salari e la protezione del clima, non miliardi per gli armamenti e i profitti dell’industria bellica.

Il 20 novembre mobilitiamoci: per il nostro futuro, non per le loro guerre!