Periodo pre-natalizio: neanche tre giorni di pausa per le lavoratrici e i lavoratori del commercio!
Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto e denuncia la decisione del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) di autorizzare l’apertura straordinaria dei negozi anche domenica 27 dicembre 2026. Una scelta che dimostra, ancora una volta, come gli interessi della grande distribuzione e del padronato vengano sistematicamente anteposti ai diritti e alle condizioni di vita di lavoratrici e lavoratori.
A governo e padronato deve essere sembrato davvero insopportabile che, quest’anno, le lavoratrici e i lavoratori del commercio potessero beneficiare di tre giorni consecutivi di pausa: venerdì 25 dicembre (Natale), sabato 26 dicembre (Santo Stefano) e domenica 27 dicembre.
Tre giorni di fila senza dover correre al lavoro, tre giorni da trascorrere con familiari, amici e amiche, tre giorni per riposarsi dopo settimane segnate dai ritmi frenetici delle vendite natalizie. Evidentemente, un privilegio eccessivo agli occhi di chi considera lavoratrici e lavoratori soltanto una risorsa da sfruttare per far girare il più possibile la macchina dei consumi.
Ed ecco allora la soluzione: autorizzare l’apertura dei negozi anche domenica 27 dicembre, dalle 10 alle 18, interrompendo così una pausa di tre giorni che, per una volta, il calendario avrebbe garantito a molte lavoratrici e lavoratori.
Forse governo e padronato temono che tre giorni senza acquisti possano compromettere irrimediabilmente l’economia cantonale? O forse sperano che consumatrici e consumatori non abbiano ancora avuto il tempo di spendere tutta la tredicesima (naturalmente per chi ha ancora il diritto di riceverla) nei giorni che precedono il Natale? Meglio allora riaprire immediatamente le casse dei negozi, prima che qualche franco possa essere destinato ad altro che non sia alimentare i profitti della distribuzione commerciale.
L’MPS ritiene questa decisione particolarmente provocatoria, in particolare pensando al fatto che molti negozi della grande distribuzione aprono ormai sistematicamente di domenica durante tutto l’anno, oppure che in molti negozi (quei mini-supermercati annessi alle stazioni di benzina) vigono orari prolungati, o, ancora, alla intensificazione del lavoro durante il periodo delle feste: si vuole ora mettere in discussione persino la possibilità di beneficiare di tre giorni consecutivi di riposo alla fine dell’anno.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione di una concezione secondo la quale il tempo di vita e di riposo delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere subordinato alle esigenze delle imprese. Il diritto al riposo, alla vita familiare e sociale, al tempo libero viene considerato un ostacolo da rimuovere ogni volta che si intravede la possibilità di qualche vendita supplementare.
L’MPS denuncia questa logica e chiede che venga revocata l’autorizzazione all’apertura dei negozi domenica 27 dicembre.
Non esiste alcuna necessità sociale o economica che giustifichi questa decisione. I consumatori e le consumatrici avranno tutto il tempo per effettuare i propri acquisti negli altri giorni (ammesso e non concesso che l’evoluzione preoccupante del potere d’acquisto permetta di spendere).
E le lavoratrici e i lavoratori del commercio hanno diritto, almeno una volta, a tre giorni consecutivi di pausa durante le festività natalizie.