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SUMMARY:Fermiamo la guerra\, fermiamo Erdogan! Manifestazione sabato 12 ott
 obre\, Bellinzona
DESCRIPTION:Solidarietà con il popolo curdo\, con i civili che sono già s
 tati colpiti in questa nuova e orribile guerra!\n\nDa quando è stata isti
 tuita l'autogestione democratica autonoma nella Siria settentrionale e ori
 entale (Rojava)\, il confine tra la Turchia e la Siria settentrionale/orie
 ntale è stato protetto e le azioni armate contro la Turchia non hanno avu
 to origine da questo territorio. È evidente che l’accusa dello Stato tu
 rco delle minacce ai suoi confini con la Siria settentrionale/orientale è
  una menzogna. Nei colloqui mediati dall'amministrazione statunitense tra 
 l'autogestione democratica autonoma della Siria settentrionale/orientale e
  lo Stato turco\, l'autogestione e le forze democratiche siriane (SDF) han
 no dimostrato la volontà di lavorare con tutti nella regione per una pace
  duratura. L'autoamministrazione ha rispettato l'attuazione dell'accordo s
 ul meccanismo di sicurezza che ha coordinato gli sforzi delle forze statun
 itensi e turche intorno alle regioni di confine con l'obiettivo di permett
 ere alla coalizione guidata dagli Stati Uniti e alla SDF di rimanere conce
 ntrata sulla sconfitta dell'ISIS.\n\nIl Presidente degli Stati Uniti Donal
 d Trump e il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno violato l'accordo
  negoziato tra l'amministrazione autonoma e democratica della Siria setten
 trionale/orientale e lo Stato turco. Gli Stati Uniti hanno abbandonato il 
 ruolo di mediatore e lasciato il Nord-Est della Siria\, trasformando un'oa
 si di stabilità e coesistenza nell’incubo di un sanguinoso conflitto.\n
 Inoltre\, l'idea di trasferire la responsabilità dei combattenti ISIS imp
 rigionati catturati nel nord -est della Siria allo Stato turco è ridicola
 . Molti di questi combattenti provenivano dalla Turchia e sono stati soste
 nuti proprio dallo Stato turco. Questi 70.000 prigionieri ISIS\, attualmen
 te sotto la custodia delle autorità di autoamministrazione del Rojava\, r
 appresentano un rischio immediato per la sicurezza regionale e internazion
 ale\, poiché è grande il pericolo che queste popolazioni di prigionieri 
 fungano da incubatore per la rinascita del cosiddetto Stato islamico.\nL'i
 nvasione turca e la conseguente crisi di sicurezza porrà le basi per un I
 SIS rilanciato\, che avrà quale obiettivo l'annientamento dell’autoammi
 nistrazione democratica autonoma istituita dai popoli della regione\, per 
 sostituirla nel cosiddetto Stato islamico attraverso il genocidio\, il fem
 minicidio e l'etnocidio\, dei curdi e altri gruppi etnici e religiosi dell
 a regione\, compresi arabi\, cristiani (armeni\, assiri\, caldei e siriaci
 )\, turkmeni\, ceceni\, ceceni\, aleviti e yazidi.\nMolti di questi gruppi
  hanno avuto per la prima volta voce in capitolo nella gestione della loro
  vita quotidiana grazie all'istituzione di un'autoamministrazione autonoma
  democratica. Ora invece si troveranno ad affrontare i massacri per mano d
 ei militari turchi e dei loro alleati jihadisti.\n\nLo Stato turco sotto l
 a guida di Erdogan ha perseguito apertamente strategie politiche interne e
 d esterne volte all'eliminazione del popolo curdo. Erdogan e il suo regime
  autoritario rappresentano la dittatura totalitaria\, il militarismo e la 
 violenta persecuzione delle minoranze. I curdi e i loro alleati nella Siri
 a settentrionale /orientale sono portatori di una svolta democratica\, di 
 promozione della parità di genere e della coesistenza pacifica di tutti i
  popoli e religioni. Oltre 11.000 uomini e donne delle forze di sicurezza 
 del Nord-Est della Siria hanno dato la loro vita (e altre 22.000 persone s
 ono rimaste ferite) per liberare questa regione dall'ISIS\, proteggere i p
 opoli del Nord-Est della Siria e dare loro un futuro migliore.\n\nL'invasi
 one delle forze turche\, iniziata in due località di confine diverse\, co
 nta una dozzina di fronti di scontro diretto con le forze democratiche sir
 iane\, ma si teme un rapido sviluppo della guerra. Purtroppo si contano gi
 à i primi morti civili\, una categoria che paga sempre il prezzo maggiore
  della follia bellica di Erdogan.\nL’invasione delle truppe turche creer
 à i presupposti in cui l'ISIS potrà essere rianimata e commettere crimin
 i contro l'umanità\, diventando ancora una volta una minaccia per l'inter
 o Medio Oriente\, l'Europa e il mondo\, causando morti e distruzioni indic
 ibili\, costringendo milioni di persone a fuggire dalle loro case e divent
 are rifugiati.\n\nInvitiamo le comunità internazionali e le organizzazion
 i della società civile di tutto il mondo ad agire immediatamente contro l
 a minaccia della rinascita dell'ISIS e l'annientamento dei popoli del Nord
 -Est della Siria dallo Stato turco.\n\nLa Comunità curda\, la Comunità s
 iriaca residente in Ticino e il Comitato ticinese per la ricostruzione di 
 Kobane\, invitano a una manifestazione di condanna contro la guerra al Roj
 ava\, questo:\n\nsabato 12 ottobre alle ore 15 davanti alla Posta di Belli
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