In vista di un possibile incontro (a Ginevra) tra Putin e Zelensky (con o senza Trump), la Svizzera si candida ad accogliere, nascondendo dietro la neutralità e il mito dei “buoni uffici” gli interessi dei potentati economici.
Il problema: Putin, come Netanyahu, è un criminale e un assassino su cui pende un mandato di cattura internazionale della Corte penale internazionale (CPI).
Gli USA (come Russia, Cina, India, Israele, Iran, Egitto, Arabia Saudita, fior fiore dei paesi che con la democrazia c’entrano poco) non riconoscono la CPI e possono invitare chi vogliono. Ma la Svizzera sì: nel 2022 il Dipartimento di Cassis ricordava che “la CPI difende lo Stato di diritto e la giustizia a livello internazionale” ed è “stata creata per lottare contro l’impunità di guerra e i crimini di aggressione”.” La Svizzera – diceva – la sostiene come parte dei suoi valori e obiettivi di politica estera”.
Parole già dimenticate: pronti a rimangiarsi tutto, magari per guadagnare punti nelle future trattative sui dazi con Trump. Con la scusa che Putin verrebbe a Ginevra per una “trattativa di pace”. Mon œil, direbbero i ginevrini!