Tag: Gilet gialli

Francia, la repressione di Macron è un segnale della crisi di egemonia della borghesia

La questione della governance autoritaria è oggi una questione che riguarda l’intero movimento operaio, vittima collettiva della repressione a tutto campo che continua a svilupparsi, con una notevole accelerazione dopo...

La grève générale può fermare Macron

Da venerdì la Francia è investita da una lotta imponente di lavoratori contro l’attacco al sistema pensionistico. Il presidente vorrebbe diventare la «Thatcher francese» ma gli scioperi possono fermarlo. Non...

La Francia è entrata nuovamente in una fase di scontro sociale di grande portata

Un anno fa, nel novembre del 2018, è stato il movimento dei “Gilets Jaunes” a fare irruzione nelle piazze delle città francesi. Esploso a causa del progetto governativo di una...

Gilets jaunes cinque mesi dopo: insurrezione urbana, democrazia diffusa, contro-potere sociale

Le mobilitazioni francesi continuano ormai da cinque mesi. I momenti di scontro di piazza e la creazione di nuove forme di democrazia si combinano all’insegna della persistenza. Un’analisi approfondita e...

“Caro signor Macron, se ne deve andare”: lettera di un filosofo al Presidente francese

Per concludere in bellezza il grande dibattito nazionale, 65 “intellettuali” erano stati invitati all’Eliseo lunedì 18 marzo scorso dal Presidente stesso, proprio mentre il suo governo annunciava una serie di...

Dossier Gilet Gialli #3: una giornata di lotta importante

Gli atti dei gilet gialli proseguono sabato dopo sabato e il movimento non sembra attenuare la sua intensità. Recuperiamo qui però un articolo di Léon Crémieux di riflessione dopo lo...

Dossier Gilet Gialli #2: Gilet Gialli e movimento operaio a un bivio

La mobilitazione dei Gilet Gialli non è un’espressione di marginalità, di disintegrazione sociale. Al contrario, la grande maggioranza delle persone alle rotonde sono lavoratori salariati, perché dietro alla cortina di...

Ultimi articoli

Il gelo come arma di sterminio: la strategia russa contro la popolazione ucraina

Gennaio 2026, il mese che sconvolse il mondo. Corriamo in piazza!

La fantasia preferita dell’Occidente: una Repubblica islamica “responsabile”

In poche parole

Venezuela. Il governo di Delcy Rodríguez e i rapporti con gli USA: verso un madurismo senza Maduro?

Il rapimento di Maduro e di sua moglie da parte di Trump ha riattivato riflessi ideologici novecenteschi – di tipo stalinista e “campista” – che riducono tutto a uno schema automatico: «è per il petrolio», «è come l’Iraq», «è l’imperialismo USA». Questa visione non aiuta il popolo venezuelano: serve piuttosto a disarmare la resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici.
La realtà che sta emergendo è un’altra: a Trump va bene preservare il regime madurista senza Maduro, con la complicità dello Stato, dell’esercito e dell’élite del partito al potere. La “boliborghesia”, che vive di rendita e controllo militare, mira a mantenere il potere reprimendo il paese anche attraverso un’intesa con Washington.
Non è una questione di petrolio. Chevron già operava in Venezuela ed era quotata a Wall Street; al massimo le imprese vicine a Trump beneficeranno di eventuali investimenti se il governo riuscirà a “stabilizzare” il paese con la repressione. Il nodo centrale è il potere globale: la spartizione del mondo tra Trump, Putin e Xi, con il consenso di Mosca in questo caso, in un’operazione controrivoluzionaria e antidemocratica che colpisce i popoli di tutto il mondo, compreso quello statunitense.
Difendere il popolo venezuelano non significa schierarsi con il vecchio imperialismo contro il nuovo, ma opporsi a entrambi e alla guerra permanente contro i popoli.

eventi

NO, Vannacci NO. Presidio Antifascista

28 Gennaio 2026
19:30
MENDRISIO – Hotel Coronado

Vannaccio NO! - Presidio antifascista

28 Gennaio 2026
19:30
Hotel Coronado