Tag: Libertà di stampa

L’anticomunismo in Svizzera durante la Guerra fredda. “Attorno a noi e tra di noi”

L’epoca della Guerra fredda è stata contraddistinta in Svizzera da un’isteria anticomunista. È solo in questo contesto che l’esercito segreto P-26 (1) può essere correttamente compreso. Nel giugno 1948, durante...

Domandiamo giustizia e libertà
In difesa del servizio pubblico, No all’abolizione del canone radiotelevisivo

E’ raro che una campagna referendaria cominci così presto e susciti tanta animazione. E’ il caso dell’iniziativa detta“No Billag”, che porta il titolo “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo”, su cui...

Solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’ATS in sciopero!

a cura della redazione Il Movimento per il socialismo (MPS) esprime la propria totale solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici dell’ATS in sciopero da questa mattina, in difesa dei...

Il Consiglio di Stato deve intervenire a difesa dell’Agenzia Telegrafica Svizzera, della sua integrità e del suo statuto

di Matteo Pronzini* Come riportato dalla stampa la proprietà dell’Agenzia Telegrafica Svizzera (ats) intende sopprimere nell’arco dei prossimi due anni da 35 a 40 posti a tempo pieno su 150....

I metodi intimidatori della Clinica Sant’Anna fanno scuola tra i galantuomini di questo Cantone?

di Matteo Pronzini* Come tutti sanno nei confronti del responsabile di Argo 1 è in corso un’inchiesta penale per sequestro di persona. Non è inoltre escluso che il responsabile di...

La battaglia per i diritti democratici

Ma come, ci ha detto qualcuno, voi dell’MPS impegnati a fondo per difendere il diritto di espressione di giornalisti del gruppo Ringier, uno dei più potenti gruppi editoriali della Svizzera?...

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Per la difesa della libertà di stampa e dei giornalisti del Caffè sotto accusa

La giurisprudenza del Tribunale federale dà atto che, in tema di punibilità dei media, le norme del diritto penale vanno interpretate alla luce delle diposizioni del diritto superiore, vale a...

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Mendrisiotto. Traffico e dumping? Purtroppo sì!

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

eventi

Presentazione del libro: “Contro la scuola neoliberale – tecniche di resistenza per docenti”.

27 Maggio 2026
20:30
CAMIGNOLO – Scuola media – aula B026 (blocco B)