Tag: marxismo

Che dice Rossanda?

Se ne è andata Rossana Rossanda, testimone curiosa e mai rassegnata del Novecento le cui cronache, partorite nel gran marasma della storia comunista, erano pensate per fare la storia Si...

Bensaïd: come resistere alla catastrofe

Il pensiero di Daniel Bensaïd rimane più vivo che mai. Ha il merito di aver introdotto nel lessico marxista un nuovo concetto: la biforcazione. A dieci anni dalla sua morte,...

Netflix e Putin uniti nelle calunnie contro Trotsky

Netflix, una compagnia americana, propone la serie Trotsky, diretta da Alexander Kott e Konstantin Statsky. Rossiya 1, il canale più visto in Russia, l’ha mandata in onda nel novembre 2017....

La possibilità dell’affermazione del fascismo

In occasione dell’uscita del suo libro la Possibilité du fascisme (Edizioni La Découverte), abbiamo incontrato Ugo Palheta [sociologo militante e collaboratore della rivista marxista francese Contretemps, n.d.r]. Il tuo libro...

L’anticomunismo in Svizzera durante la Guerra fredda. “Attorno a noi e tra di noi”

L’epoca della Guerra fredda è stata contraddistinta in Svizzera da un’isteria anticomunista. È solo in questo contesto che l’esercito segreto P-26 (1) può essere correttamente compreso. Nel giugno 1948, durante...

Il ’68 ha ancora molto da spiegare

Diego Giachetti ha all’attivo numerosi studi sugli anni ’60 e ’70, la stagione dei movimenti, il ruolo di operai, giovani, donne, nella conflittualità che ha caratterizzato quei decenni focali. Oltre...

La sinistra ed il Nicaragua: i silenzi che uccidono

Senza etica, la sinistra non è nulla. Né il programma, né i discorsi e ancor meno le intenzioni hanno un qualsivoglia valore se non si fondano sulla verità, sul rispetto...

Marx e i ritmi sincopati della politica

In occasione dei 200 anni dalla nascita di Marx, pubblichiamo un estratto della prefazione di Daniel Bensaid al testo “Inventare l’ignoto. Testi e corrispondenze sulla Comune di Parigi” di Karl...

Perché i lavoratori votano a destra? Classe, identità, cultura

Questo testo è l’intervento che l’autore doveva fare, il 14 aprile scorso, alla VI Scuola di primavera di Anticapitalistes-Catalunya, tenutasi a Begues (Barcellona). Per cause organizzative, l’intervento non poté aver...

Stagnazione secolare o crescita numerica?

La crisi del 2008 non ha comportato solo un crollo della produzione, ma ha messo in moto un meccanismo che sembra pesare in modo duraturo sulla crescita futura. Questa constatazione...

Krivine: il ’68 fu fantastico. E può succedere ancora

di Alain Krivine* 50 anni fa il ’68: parla uno dei leader dell’epoca, Alain Krivine, militante trotzkista: «Noi contro padroni, oggi contro immigrati. Ma ci spero ancora» «Fu un’esplosione sociale...

Che cos’è stata, dunque, la Rivoluzione d’Ottobre?

di Ernest Mandel Era il 7 novembre del 1917 quando l’insurrezione di operai, contadini e soldati conquistò il Palazzo d’Inverno, a Pietroburgo, dando il via alla rivoluzione russa. Cento anni...

Quattro incontri sulla rivoluzione d’Ottobre

a cura della redazione Segnaliamo ai nostri lettori e alle nostre lettrici un’interessante ciclo di conferenze e proiezioni cinematografiche dedicate al centenario della rivoluzione russa. Con il titolo “In nome...

Che Guevara. Tra Marx e America latina

di Carolina Gregori La Higuera, 9 ottobre 1967. Cinquant’anni dal giorno in cui Ernesto Guevara fu assassinato. Il suo nome e il suo volto sono stati richiamati, nel corso della...

Catalogna – Classi, egemonia e indipendentismo catalano

di Marc Casanovas e Brais Fernández* Con questo testo intendiamo partecipare alla discussione strategica apertasi nelle sinistre sul referendum catalano dell’1 Ottobre, ma che riteniamo vada anche oltre. Non ci...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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