No all’aumento dell’IVA il prossimo 29 Novembre. Per un finanziamento equo della 13a AVS

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Come si ricorderà, dopo una lunga discussione, il Parlamento nazionale ha deciso di aumentare l’IVA quale soluzione provvisoria per il finanziamento della 13a AVS.
Trattandosi di una modifica costituzionale, saremo chiamati a votare il prossimo 29 novembre.
L’IVA è sempre stata considerata una tassa antisociale, poiché fortemente regressiva: molti studi lo hanno confermato in passato.
Per questa ragione riteniamo che un suo aumento (anche pensando che si prospettano ulteriori aumenti per finanziare altre attività  – cfr. spese militari) sia inaccettabile e debba essere combattuto.
Su iniziativa dell’MPS è stato quindi elaborato un appello per la costituzione di un Comitato ticinese contro l’aumento dell’IVA il prossimo 29 novembre e per un finanziamento equo della 13a AVS. A livello nazionale diverse associazioni, comprese alcune federazioni sindacali, sostengono tale posizione.
Ricordiamo che l’entrata in vigore della 13a AVS avverrà nel prossimo mese di dicembre ed è indipendente dalla discussione sul suo finanziamento. (Red)

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La 13ª rendita AVS è una conquista sociale importante. Il prossimo mese di dicembre verrà versata a tutte le pensionate e i pensionati che ne hanno diritto. Su questo non vi è nulla da discutere, vista la chiara decisione popolare del marzo 2024.
Ora si tratta di garantirne il finanziamento senza farne pagare il prezzo  a chi vive del proprio salario o della propria pensione come invece vorrebbe la maggioranza del Parlamento nazionale.
Per questo la 13 AVS deve essere finanziata in modo socialmente equo e sostenibile. Per questo ci opponiamo all’aumento dell’IVA previsto per finanziare la 13ª AVS, sul quale saremo chiamati a votare il prossimo 29 novembre.
L’AVS non si trova oggi in una situazione di emergenza finanziaria.
Non vi è nessuna urgenza.
L’AVS dispone di riserve consistenti e negli ultimi anni ha registrato risultati finanziari positivi. La situazione delle sue finanze permette quindi di affrontare l’introduzione della 13ª AVS senza presentare l’aumento dell’IVA come una misura d’emergenza.

L’IVA pesa proporzionalmente di più sui redditi bassi e riduce il potere d’acquisto

L’IVA è un’imposta sui consumi. Viene pagata quando acquistiamo beni e servizi, indipendentemente dal reddito di chi effettua l’acquisto.
Questo determina un effetto regressivo: le economie domestiche con redditi più bassi destinano normalmente una quota in percentuale maggiore del proprio reddito ai consumi rispetto a quelle più ricche. Di conseguenza, un aumento dell’IVA pesa proporzionalmente di più sui bilanci famigliari.
L’aumento dell’IVA si traduce in un aumento del prezzo finale dei beni e dei servizi soggetti all’imposta. Per chi dispone di un reddito modesto e deve destinare gran parte delle proprie entrate alle spese correnti, ogni aumento dei prezzi riduce il margine disponibile per vivere, risparmiare o affrontare spese impreviste, riducendo così il potere d’acquisto.
Tutto questo senza dimenticare che all’orizzonte vi sono altri possibili aumenti dell’IVA (ad esempio quella in discussione per finanziare le spese militari) che rischiano di portare ulteriore pregiudizio al potere d’acquisto.

La 13ª AVS e il suo finanziamento sono due questioni distinte

La 13ª AVS è stata approvata perché è stata riconosciuta la necessità di rafforzare il reddito delle persone pensionate.
Il diritto alla 13ª AVS e il modo in cui essa viene finanziata sono però due questioni differenti.
Votare contro l’aumento dell’IVA non significa votare contro la 13ª AVS che, come detto, verrà in ogni caso versata il prossimo mese di dicembre.
Contestiamo la scelta su come finanziarla nei prossimi anni attraverso un aumento di un’imposta regressiva sui consumi. 

Il finanziamento dell’AVS deve essere socialmente equo

Se nel medio e lungo periodo saranno necessarie nuove entrate per garantire l’equilibrio dell’AVS, queste dovranno essere individuate secondo un principio fondamentale: chi dispone di una maggiore capacità economica deve contribuire in misura maggiore.
Un finanziamento basato sui contributi legati ai redditi permette, in linea di principio, di tenere maggiormente conto della capacità contributiva rispetto a un’imposta sui consumi.

La nostra posizione

Il nostro comitato si impegna quindi per:

  • respingere l’aumento dell’IVA destinato a finanziare la 13ª  AVS;
  • difendere la 13ª AVS, senza mettere in discussione il diritto dei pensionati a riceverla;
  • rifiutare l’idea che l’IVA sia la soluzione per finanziare l’AVS
  • difendere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati;
  • promuovere un finanziamento dell’AVS fondato maggiormente sulla capacità contributiva, anziché trasferire il costo sulle spese quotidiane della popolazione;
  • affrontare il finanziamento futuro dell’AVS con una prospettiva di lungo periodo, senza presentare come emergenza immediata una situazione finanziaria che non lo è.

Chi volesse sostenere l’attività del comitato, aderirvi, ricevere materiale, etc. può rivolgersi direttamente a comitatonoiva@gmail.com

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