Tema caldo: Palestina e Israele

Israele, un nuovo partito binazionale

In Israele, gli attivisti di sinistra hanno lanciato un nuovo partito politico, “A Place For Us All” (Un posto per tutti noi, Likulina Makan / Makom Lekulanu in arabo ed...

A Gaza non c’è nessun “cessate il fuoco”

Gli amici stranieri che riescono a mettersi in contatto con me mi chiedono spesso: “Com’è la vita a Gaza dopo sette mesi di cessate il fuoco?” Innanzitutto, è importante chiarire...

Gaza, una crisi che non si ferma

A oltre 6 mesi dall’entrata in vigore del fragile e inefficace cessate il fuoco a Gaza, Medici Senza Frontiere (MSF) lancia l’allarme sui continui e violenti attacchi da parte delle...

Per comprendere Gaza

E’ appena stato dato alle stampe in italiano un nuovo libro di Gilbert Achcar, “Gaza, Genocidio annunciato. La catastrofe palestinese in una prospettiva storica e mondiale”, edito da Ombre corte,...

Libano. L’espansionismo sionista e il pretesto di Hezbollah

Mai prima d’ora un’iniziativa militare di Hezbollah libanese (letteralmente, Partito di Dio) era stata ripudiata in Libano come la decisione, del 2 marzo, di lanciare razzi oltre il confine meridionale...

«Se Hamas verrà disarmato, a Gaza scoppierà una guerra civile»

Rami Abou Jamous illustra le conseguenze concrete che comporterà il disarmo di Hamas. Gli abitanti di Gaza si trovano intrappolati tra la prospettiva di una guerra civile e quella di...

Israele–Cisgiordania. La cosiddetta maggioranza silenziosa d’Israele sta a guardare mentre i palestinesi della Cisgiordania vengono cacciati

«Abitanti di Beita, vi incoraggiamo a iniziare a fare le valigie», ha dichiarato lunedì 9 marzo l’amministratore del gruppo WhatsApp in ebraico “News of the Hills” (“Notizie delle colline”), dopo...

Le guerre in Medio Oriente riguardano ancora il petrolio e l’impero

Gilbert Achcar spiega come il petrolio, il potere degli Stati Uniti e le rivalità regionali abbiano plasmato decenni di conflitti in Medio Oriente e perché il confronto con l’Iran rientri...

Francesca Albanese e la meschinità dei potenti

La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, è nuovamente esposta a una campagna politica che la prende di mira, sia come persona,...

Israele avanza verso l’annessione formale della Cisgiordania

Di fatto, la Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967, è già stata annessa. Sulle mappe ufficiali israeliane, la linea verde che separa questo territorio palestinese da quello israeliano non è...

Gaza. Se l’espressione «cessate il fuoco» assume un nuovo significato…

Come si può definire un accordo di cessate il fuoco dopo la cui conclusione le persone continuano a morire? È questa la domanda che gli abitanti di Gaza si pongono...

Gennaio 2026, il mese che sconvolse il mondo. Corriamo in piazza!

Le istantanee di un mese che restituisce una scena internazionale malsana e indecente La scena politica internazionale è dominata dalle “gesta” del capo del principale imperialismo, che con la sua...

“Reclutare ed espandere”: il “corollario Trump” alla dottrina Monroe

Il testo che pubblichiamo qui di seguito è stato redatto alcune settimane prima dell’intervento americano in Venezuela. Esso appare tuttavia prezioso e illuminante per capire la logica che sorregge questo...

Tutta la popolazione di Gaza dipende dalle ONG

Trentasette ONG internazionali rischiano il divieto di operare nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, ovvero in tutta la Palestina. Israele esige che forniscano i nomi di...

Venezuela, Trump si affianca a Putin e a Netanyahu

L’aggressione dell’esercito di Washington al Venezuela costituisce l’ennesima violazione di quel che resta del “diritto internazionale” e della Carta delle Nazioni Unite, in particolare degli articoli 1 e 2, che...

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Zali: quel che poteva dire e quel che deve fare

In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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