Tema caldo: Palestina e Israele

Non è solo una partita di calcio…

Ci raccontano che lo sport è neutrale, che lo sport nulla ha a che vedere con la politica e le scelte che i politici fanno. Il massacro dei palestinesi deciso,...

Lugano. Diverse centinaia per dire no al suprematismo sionista, al razzismo e al genocidio dei Palestinesi

È stata una bella manifestazione quella di Lugano per protestare contro la presenza di una squadra come il Maccabi Tel Aviv. Una manifestazione che ha visto una importante partecipazione (almeno...

Game Over Israel: la cultura sportiva come ingranaggio del genocidio. Un rapporto della Hind Rajab Foundation

La La Hind Rajab Foundation (HRF) ha pubblicato nel 2025 relativo al rapporto tra la cultura sportiva israeliana (in particolare quella calcistica) e il genocidio in atto in Palestina. Un...

Mobilitiamoci contro il sionismo razzista del Maccabi e dei suoi tifosi

Pubblichiamo qui di seguito la presa di posizione congiunta di alcuni collettivi attivi in Ticino nella solidarietà con il popolo palestinese. Essa riprende le preoccupazioni già espresse dai deputati MPS...

Prossima partita FC Lugano–Maccabi Tel Aviv: quali misure per prevenire violenze e comportamenti razzisti dei tifosi israeliani?

Pubblichiamo il testo che i deputati dell’MPS (Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini) hanno inoltrato al Consiglio di Stato in merito alla prossima partita del FC Lugano che ospiterà gli israeliani...

Odiare gli ebrei, amare Israele?

La guerra a Gaza e l’ascesa delle destre illiberali fungono da punto di partenza per una riflessione sulla crisi del legame tra ebraismo, sionismo e Israele. In questa intervista, il...

Locarno. Due presidi per la Palestina. Per denunciare il genocidio e le complicità

Segnaliamo qui di seguito due momenti di solidarietà con la Palestina.Il primo, che si terrà giovedì 6 agosto vuole denunciare le complicità – a cominciare dalla potente UBS – con...

I coloni israeliani spingono verso un’escalation incessante in Cisgiordania mentre la moderazione palestinese comincia a incrinarsi

Le incursioni dei coloni, l’espansione degli avamposti e la risposta dell’esercito hanno creato le condizioni in cui lo scontro, come dimostrano i violenti eventi di questo fine settimana, è diventato...

Israele, un nuovo partito binazionale

In Israele, gli attivisti di sinistra hanno lanciato un nuovo partito politico, “A Place For Us All” (Un posto per tutti noi, Likulina Makan / Makom Lekulanu in arabo ed...

A Gaza non c’è nessun “cessate il fuoco”

Gli amici stranieri che riescono a mettersi in contatto con me mi chiedono spesso: “Com’è la vita a Gaza dopo sette mesi di cessate il fuoco?” Innanzitutto, è importante chiarire...

Gaza, una crisi che non si ferma

A oltre 6 mesi dall’entrata in vigore del fragile e inefficace cessate il fuoco a Gaza, Medici Senza Frontiere (MSF) lancia l’allarme sui continui e violenti attacchi da parte delle...

Per comprendere Gaza

E’ appena stato dato alle stampe in italiano un nuovo libro di Gilbert Achcar, “Gaza, Genocidio annunciato. La catastrofe palestinese in una prospettiva storica e mondiale”, edito da Ombre corte,...

Libano. L’espansionismo sionista e il pretesto di Hezbollah

Mai prima d’ora un’iniziativa militare di Hezbollah libanese (letteralmente, Partito di Dio) era stata ripudiata in Libano come la decisione, del 2 marzo, di lanciare razzi oltre il confine meridionale...

«Se Hamas verrà disarmato, a Gaza scoppierà una guerra civile»

Rami Abou Jamous illustra le conseguenze concrete che comporterà il disarmo di Hamas. Gli abitanti di Gaza si trovano intrappolati tra la prospettiva di una guerra civile e quella di...

Israele–Cisgiordania. La cosiddetta maggioranza silenziosa d’Israele sta a guardare mentre i palestinesi della Cisgiordania vengono cacciati

«Abitanti di Beita, vi incoraggiamo a iniziare a fare le valigie», ha dichiarato lunedì 9 marzo l’amministratore del gruppo WhatsApp in ebraico “News of the Hills” (“Notizie delle colline”), dopo...

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Sul concetto di imperialismo e la sua storia

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Un presidio per chiedere chiarezza, verità e giustizia

In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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