Paese: Cuba

Cuba. L’arte del negoziato “modello Avana”

A febbraio, il segretario di stato americano Marco Rubio ha incontrato Raul Guillermo Rodriguez-Castro, nipote di Raúl Castro, in occasione di una riunione della Comunità Caraibica (CARICOM) sull’isola di Saint...

In realtà Cuba está sola

Ero tra le quasi 700 persone convenute all’Avana alla fine della settimana scorsa, la maggior parte in aereo e una sessantina sui battelli provenienti dal Messico, nell’ambito dell’iniziativa intitolata ‘Convoy...

Cuba. Le crescenti minacce di Trump

Il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno bombardato Caracas, causando secondo quanto riferito la morte di 80 persone, e hanno rapito il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, e sua moglie,...

Manifestiamo la nostra solidarietà con il popolo cubano

Sabato 21 marzo – ore 16.00BELLINZONA – Piazzale Stazione Il blocco economico, energetico e alimentare imposto da Washington contro Cuba rappresenta un atto di guerra che aggrava la crisi umanitaria...

In difesa di Cuba, contro le misure neocoloniali di embargo e affamatrici imposte da Trump

Il blocco energetico e alimentare imposto da Washington aggrava la crisi umanitaria e minaccia la sovranità di tutta l’America Latina. Il neofascista inquilino della Casa Bianca tenta di mettere in...

La situazione precaria di Cuba

Cuba si trova nel mezzo di quella che è forse la sua situazione più difficile dal gennaio 1959. La situazione politica continua a peggiorare con la repressione sistematica di tutte...

Cuba. Mercato “libero” o pianificazione democratica?

Molti degli economisti cubani che sono favorevoli ad un ruolo maggiore del mercato sostengono che il mercato non è la stessa cosa del capitalismo, poiché i mercati hanno preceduto il...

Cuba, due anni fa le clamorose proteste dell’11 luglio

Due anni fa, a luglio 2021, all’Avana e in numerose altre località dell’isola scoppiavano ampie mobilitazioni popolari che hanno manifestato tutte le gravi problematiche che affliggono il paese che fu...

Cuba. La trasformazione della rivoluzione

Sebbene la Rivoluzione Cubana del 1959 abbia avuto un enorme sostegno popolare, soprattutto nei suoi primi anni, tale sostegno non si è espresso in iniziative autonome di controllo e di...

La crisi cubana. Non è solo economica, ma anche, e soprattutto, politica

La grave crisi economica con la quale si sta attualmente confrontando Cuba si combina con una crisi politica senza precedenti. La crisi economica, della quale abbiamo già scritto in varie occasioni, risulta...

Cuba. Il partito unico di fronte alla crisi

Un partito politico che governa da solo, che non è in competizione con nessun’altra organizzazione e che non deve presentarsi alle elezioni per essere ratificato, sembrerebbe godere di un grande...

Perché i cubani hanno manifestato l’11 luglio. Vogliono la fine del blocco e del governo dittatoriale

Le proteste di strada scoppiate in tutta Cuba l’11 luglio sono un evento senza precedenti dal trionfo della rivoluzione cubana più di 60 anni fa. Ma perché ora? Questo nostro...

Di fronte alle mobilitazioni popolari a Cuba e alle aggressioni imperialiste

Pubblichiamo la Risoluzione della Segreteria Esecutiva della Quarta Internazionale (dello scorso 21 luglio) sulla situazione a Cuba. (Red) Per la fine immediata dell’embargo economico imperialista a Cuba! Per una Cuba...

Cuba. No, la Storia non vi assolverà!

Che l’interazione tra un embargo vecchio di sessant’anni (e l’attivazione per la prima volta, dei capitoli II e III della legge Burton-Holmes[i] da parte dell’amministrazione Trump – e mai revocata...

Cuba. Il tabù delle sinistre

Le recenti manifestazioni a Cuba, di fronte alle quali il governo di Miguel Díaz-Canel ha esplicitamente invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza per affrontare i manifestanti, hanno aperto...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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