Paese: Cuba

Cuba. Il tabù delle sinistre

Le recenti manifestazioni a Cuba, di fronte alle quali il governo di Miguel Díaz-Canel ha esplicitamente invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza per affrontare i manifestanti, hanno aperto...

Ritorno su Cuba

I recenti avvenimenti a Cuba con i loro forti segnali di crisi hanno riaperto non solo una nuova violenta offensiva politica ed ideologica (combinata a concrete misure di strangolamento economico)...

La rivolta sociale a Cuba: i segnali ignorati

Fa male vedere la rivolta sociale a Cuba ma non ci coglie di sorpresa. Le scienze sociali non saranno scienze esatte ma non sono cieche. Se coloro che dirigono chiudono...

Il problema di Cuba sono gli Stati uniti

Pubblichiamo questo articolo di Branko Marcetic apparso su JacobinMag perché illustra bene la responsabilità dell’imperialismo americano attraverso la politica pluridecennale dell’embargo; anche se, come bene sottolinea l’autore, “Niente di tutto...

Cuba. “Un grido di disperazione”

Sembra molto probabile che tutto quello che è successo a Cuba dalla scorsa domenica 11 luglio, sia stato incoraggiato da un numero più o meno grande di persone contrarie al...

Cuba: perché sono scoppiate le proteste dell’11 luglio?

Nelle prime ore del mattino dell’11 luglio 2021, una protesta sociale è iniziata nel comune di San Antonio de los Baños, Cuba. In poche ore, queste “fiamme” si sono diffuse...

La crisi a Cuba

Pubblichiamo qui una breve analisi ripresa dai canali internazionali della BBC inglese. Essa tematizza alcune delle questioni che, sicuramente, sono alla base delle manifestazioni dei giorni scorsi. Deprimente, e nel...

Cuba: raddoppiano i salari, calano le scorte…

A fine giugno, Miguel Diaz-Canel, il presidente cubano, ha annunciato a sorpresa massicci aumenti salariali per il milione e mezzo di pubblici dipendenti che conta il paese. L’altro ieri, lo...

America latina, la nuova lotta per l’egemonia geopolitica

Conclusosi il ciclo progressista, in America latina si è inaugurata una nuova fase nella lotta per l’egemonia geopolitica. Per comprendere in modo adeguato questa nuova realtà è necessaria un’analisi sia...

Novità a Cuba?

Francamente è presto per commentare l’elezione del primo presidente nato dopo la vittoria della rivoluzione. Più volte, anche senza arrivare a una nomina formale, erano comparsi a fianco di Fidel...

Ultimi articoli

Siria. Il recente accordo tra Damasco e l’amministrazione curda

Gaza. Se l’espressione «cessate il fuoco» assume un nuovo significato…

Il comitato per il NO all’iniziativa contro il dumping salariale si limita a negare la realtà

In poche parole

Due mensilità in meno rispetto a Oltralpe: e i giovani se ne vanno

In Ticino, per lo stesso lavoro e con le stesse qualifiche, si guadagna fino a due mensilità in meno rispetto al resto della Svizzera.
Non è poco, è una differenza che pesa a fine annno e che condiziona le scelte di vita, i progetti, il futuro dei giovani.
Così, molti giovani che studiano e si formano in Ticino sono costretti a emigrare, come si faceva un secolo fa,  non perché non vogliono vivere in questo Cantone, ma perché qui il loro lavoro vale meno.
Lo stesso hanno fatto e continuano a fare i e le ticinesi che studiano e si formano nelle università degli altri Cantoni: per le stesse ragioni rinunciano a ritornare. Negli ultimi 20 anni 8 mila giovani ticinesi sono emigrati in altri cantoni. Attualmente si calcola che i due terzi dei laureati ticinesi non rientrano in Ticino.
È chiaro, il dumping salariale impoverisce i giovani e tutto il Cantone. Dire No al dumping significa dare una speranza ai giovani e al futuro di questo Cantone.
Per questo il prossimo 8 marzo votiamo SI all’iniziativa “Per la difesa dei diritti di chi lavora e contro il dumping salariale e sociale”.

eventi

Difesa dei diritti di chi lavora e lotta al dumping

10 Febbraio 2026
20:15
MENDRISIO – La Filanda

SFIDE QUOTIDIANE - Disparità di genere nel mondo del lavoro

28 Febbraio 2026
16:30
MENDRISIO – Aula Magna scuole Canavèe