Tema: Guerra e armamenti

I miliardari russi di fronte a un dilemma: Putin minaccia e protegge i loro patrimoni

Ostaggi del Cremlino: i miliardari russi tra guerra e nazionalizzazioni La classe dei miliardari russi ha recuperato la ricchezza collettiva che possedeva prima della guerra, ma le condizioni che hanno...

Il fascismo oggi, tra “scialuppe di salvataggio”, steampunk e colonialismo

In questa affascinante prima intervista per State of Power 2026, gli accademici e attivisti Toscano e Walia esplorano le radici storiche e le attuali dinamiche capitalistiche che hanno portato all’ascesa...

Coppa del Mondo 2026: la guerra della Fifa contro i poveri

Dal costo dei biglietti al monopolio su tutto quello che circonda la Coppa del Mondo 2026, la Fifa è pronta a guadagni record. La Coppa del Mondo 2026 che comincia domani...

No al G7! Contro il capitalismo militarista e guerrafondaio: un anti-imperialismo solidale e un’alternativa ecosocialista e femminista!

Il capitalismo genera una crisi dopo l’altra e non si intravede alcuna stabilizzazione. Il vertice del G7 a Évian non cambierà nulla. Al contrario: i paesi del G7, insieme alla...

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Mentre i talk-show della televisione di stato a Mosca continuano a celebrare l’inossidabile legame con la Cina e l’apparente resilienza della Russia di fronte alle sanzioni occidentali, dietro la facciata...

A Gaza non c’è nessun “cessate il fuoco”

Gli amici stranieri che riescono a mettersi in contatto con me mi chiedono spesso: “Com’è la vita a Gaza dopo sette mesi di cessate il fuoco?” Innanzitutto, è importante chiarire...

Il Fondo Monetario avverte: la spesa militare andrà a discapito della spesa sociale

Il modello «burro o cannoni» torna nell’analisi macroeconomica dell’Fmi: investire nel riarmo significa sacrificare welfare, sanità e istruzione Burro o cannoni. Un’espressione usata in macroeconomia per illustrare come gli Stati...

Ecocidio a Teheran: quando la guerra arriva nell’aria che respiriamo

Il problema non è semplicemente il bombardamento di alcuni depositi di petrolio. Il vero problema è che nelle guerre moderne, le infrastrutture energetiche non sono più solo un obiettivo militare....

Iran: quale solidarietà? No alla guerra di aggressione e, allo stesso tempo, no al regime iraniano

Riproduciamo la trascrizione dell’intervento di Gilbert Achcar in occasione di un incontro pubblico «per la fine della guerra in Iran e in Medio Oriente», organizzato dalla centrale sindacale CGT, dalla...

Ucraina, un libro sul conflitto in corso da oltre 4 anni

Pubblichiamo l’introduzione e il primo capitolo del libro “Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina” (FuoriscenaLibri, 2026) di Marta Serafini, giornalista del Corriere della Sera. Si occupa di terrorismo e di relazioni internazionali. È stata...

Mosca, 9 maggio, un anniversario sciovinista della “Grande Guerra Patriottica”

Il 9 maggio, è il giorno della vittoria in Russia e c’è chi vuole partecipare, anche qui nel nostro paese, alla celebrazione con cui Vladimir Putin tenta di rivendicare la...

Neutralità. Uno strumento operativo del capitalismo svizzero

Neutralità: per chi si pone, come noi, da un punto di vista internazionalista è quasi una bestemmia. Nulla che abbia, abbia avuto o possa avere a che fare con le...

Gaza, una crisi che non si ferma

A oltre 6 mesi dall’entrata in vigore del fragile e inefficace cessate il fuoco a Gaza, Medici Senza Frontiere (MSF) lancia l’allarme sui continui e violenti attacchi da parte delle...

Un’iniziativa popolare contro la prosecuzione dell’acquisto degli aerei F-35!

Viene pubblicata oggi dalla Cancelleria federale e presentata nel corso di una conferenza stampa a Berna l’iniziativa popolare denominata «No agli F-35».Si tratta di un’iniziativa che non avrà la forza...

Ucraina, Russia, Palestina e Israele: alcuni fatti

Contro la disinformazione della “sinistra” putinista Noi della Campagna di Solidarietà con l’Ucraina non ci proponiamo di difendere le politiche o le posizioni del governo ucraino, né in politica interna...

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Un appello dei deputati MPS per le dimissioni di Claudio Zali

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Canicole: la rabbia e la tristezza. E la speranza, nonostante tutto

Le parole attribuite a Claudio Zali esigono una risposta politica. La responsabilità politica viene prima della dimensione privata

In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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