Tema: Guerra e armamenti

La pericolosa alleanza tra IA e settore militare

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C’è chi guadagna 1.800 dollari al secondo alimentando il caldo estremo

Un’analisi di Oxfam spiega che sole cinque compagnie del settore fossile hanno alimentato un’ondata di caldo estremo su quattro negli ultimi decenni In breve Mentre l’Europa comincia ad affrontare la quarta...

Ucraina. Dopo le manifestazioni: potere, capitale ed economia della difesa

Dal 16 luglio, gli ucraini sono scesi in piazza. La causa immediata è stata la destituzione di Mykhailo Fedorov, ministro della Difesa da sei mesi e, in precedenza, artefice della...

I miliardari russi di fronte a un dilemma: Putin minaccia e protegge i loro patrimoni

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Il fascismo oggi, tra “scialuppe di salvataggio”, steampunk e colonialismo

In questa affascinante prima intervista per State of Power 2026, gli accademici e attivisti Toscano e Walia esplorano le radici storiche e le attuali dinamiche capitalistiche che hanno portato all’ascesa...

Coppa del Mondo 2026: la guerra della Fifa contro i poveri

Dal costo dei biglietti al monopolio su tutto quello che circonda la Coppa del Mondo 2026, la Fifa è pronta a guadagni record. La Coppa del Mondo 2026 che comincia domani...

No al G7! Contro il capitalismo militarista e guerrafondaio: un anti-imperialismo solidale e un’alternativa ecosocialista e femminista!

Il capitalismo genera una crisi dopo l’altra e non si intravede alcuna stabilizzazione. Il vertice del G7 a Évian non cambierà nulla. Al contrario: i paesi del G7, insieme alla...

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Mentre i talk-show della televisione di stato a Mosca continuano a celebrare l’inossidabile legame con la Cina e l’apparente resilienza della Russia di fronte alle sanzioni occidentali, dietro la facciata...

A Gaza non c’è nessun “cessate il fuoco”

Gli amici stranieri che riescono a mettersi in contatto con me mi chiedono spesso: “Com’è la vita a Gaza dopo sette mesi di cessate il fuoco?” Innanzitutto, è importante chiarire...

Il Fondo Monetario avverte: la spesa militare andrà a discapito della spesa sociale

Il modello «burro o cannoni» torna nell’analisi macroeconomica dell’Fmi: investire nel riarmo significa sacrificare welfare, sanità e istruzione Burro o cannoni. Un’espressione usata in macroeconomia per illustrare come gli Stati...

Ecocidio a Teheran: quando la guerra arriva nell’aria che respiriamo

Il problema non è semplicemente il bombardamento di alcuni depositi di petrolio. Il vero problema è che nelle guerre moderne, le infrastrutture energetiche non sono più solo un obiettivo militare....

Iran: quale solidarietà? No alla guerra di aggressione e, allo stesso tempo, no al regime iraniano

Riproduciamo la trascrizione dell’intervento di Gilbert Achcar in occasione di un incontro pubblico «per la fine della guerra in Iran e in Medio Oriente», organizzato dalla centrale sindacale CGT, dalla...

Ucraina, un libro sul conflitto in corso da oltre 4 anni

Pubblichiamo l’introduzione e il primo capitolo del libro “Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina” (FuoriscenaLibri, 2026) di Marta Serafini, giornalista del Corriere della Sera. Si occupa di terrorismo e di relazioni internazionali. È stata...

Mosca, 9 maggio, un anniversario sciovinista della “Grande Guerra Patriottica”

Il 9 maggio, è il giorno della vittoria in Russia e c’è chi vuole partecipare, anche qui nel nostro paese, alla celebrazione con cui Vladimir Putin tenta di rivendicare la...

Neutralità. Uno strumento operativo del capitalismo svizzero

Neutralità: per chi si pone, come noi, da un punto di vista internazionalista è quasi una bestemmia. Nulla che abbia, abbia avuto o possa avere a che fare con le...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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