Tema: Guerra e armamenti

Non è solo una partita di calcio…

Ci raccontano che lo sport è neutrale, che lo sport nulla ha a che vedere con la politica e le scelte che i politici fanno. Il massacro dei palestinesi deciso,...

Game Over Israel: la cultura sportiva come ingranaggio del genocidio. Un rapporto della Hind Rajab Foundation

La La Hind Rajab Foundation (HRF) ha pubblicato nel 2025 relativo al rapporto tra la cultura sportiva israeliana (in particolare quella calcistica) e il genocidio in atto in Palestina. Un...

Ucraina, la guerra non può essere una giustificazione

I diritti dei lavoratori e la situazione economica visti da sinistra Wojciech Albert Łobodziński ha intervistato Olena Tkalilch, militante dell’organizzazione socialista ucraina Sotsialnyi Rukh (Movimento Sociale), sull’aumento vertiginoso della povertà...

Prossima partita FC Lugano–Maccabi Tel Aviv: quali misure per prevenire violenze e comportamenti razzisti dei tifosi israeliani?

Pubblichiamo il testo che i deputati dell’MPS (Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini) hanno inoltrato al Consiglio di Stato in merito alla prossima partita del FC Lugano che ospiterà gli israeliani...

La pericolosa alleanza tra IA e settore militare

Questo articolo, dedicato alla penetrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore militare, è, nella sua versione originale, composto da due parti distinte. La prima, che qui riprendiamo, descrive gli effetti delle...

C’è chi guadagna 1.800 dollari al secondo alimentando il caldo estremo

Un’analisi di Oxfam spiega che sole cinque compagnie del settore fossile hanno alimentato un’ondata di caldo estremo su quattro negli ultimi decenni In breve Mentre l’Europa comincia ad affrontare la quarta...

Ucraina. Dopo le manifestazioni: potere, capitale ed economia della difesa

Dal 16 luglio, gli ucraini sono scesi in piazza. La causa immediata è stata la destituzione di Mykhailo Fedorov, ministro della Difesa da sei mesi e, in precedenza, artefice della...

I miliardari russi di fronte a un dilemma: Putin minaccia e protegge i loro patrimoni

Ostaggi del Cremlino: i miliardari russi tra guerra e nazionalizzazioni La classe dei miliardari russi ha recuperato la ricchezza collettiva che possedeva prima della guerra, ma le condizioni che hanno...

Il fascismo oggi, tra “scialuppe di salvataggio”, steampunk e colonialismo

In questa affascinante prima intervista per State of Power 2026, gli accademici e attivisti Toscano e Walia esplorano le radici storiche e le attuali dinamiche capitalistiche che hanno portato all’ascesa...

Coppa del Mondo 2026: la guerra della Fifa contro i poveri

Dal costo dei biglietti al monopolio su tutto quello che circonda la Coppa del Mondo 2026, la Fifa è pronta a guadagni record. La Coppa del Mondo 2026 che comincia domani...

No al G7! Contro il capitalismo militarista e guerrafondaio: un anti-imperialismo solidale e un’alternativa ecosocialista e femminista!

Il capitalismo genera una crisi dopo l’altra e non si intravede alcuna stabilizzazione. Il vertice del G7 a Évian non cambierà nulla. Al contrario: i paesi del G7, insieme alla...

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Mentre i talk-show della televisione di stato a Mosca continuano a celebrare l’inossidabile legame con la Cina e l’apparente resilienza della Russia di fronte alle sanzioni occidentali, dietro la facciata...

A Gaza non c’è nessun “cessate il fuoco”

Gli amici stranieri che riescono a mettersi in contatto con me mi chiedono spesso: “Com’è la vita a Gaza dopo sette mesi di cessate il fuoco?” Innanzitutto, è importante chiarire...

Il Fondo Monetario avverte: la spesa militare andrà a discapito della spesa sociale

Il modello «burro o cannoni» torna nell’analisi macroeconomica dell’Fmi: investire nel riarmo significa sacrificare welfare, sanità e istruzione Burro o cannoni. Un’espressione usata in macroeconomia per illustrare come gli Stati...

Ecocidio a Teheran: quando la guerra arriva nell’aria che respiriamo

Il problema non è semplicemente il bombardamento di alcuni depositi di petrolio. Il vero problema è che nelle guerre moderne, le infrastrutture energetiche non sono più solo un obiettivo militare....

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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