Tema: Guerra e armamenti

Domande e risposte sull’iniziativa contro l’acquisto degli F-35

Pubblichiamo qui di seguito un piccolo argomentario a favore dell’iniziativa lanciata dall’Association citoyenne Non agli F-35. Sosteniamo questa iniziativa e invitiamo tutte e tutti a firmarla senza esitazione. (Red) 1....

Russia-Ucraina. Vediamo le “condizioni” di Putin, senza ingannare

Un’analisi inedita sui contenuti del “non- negoziato”, dopo la pausa estiva… Avrò perso l’allenamento ma la propaganda russa (la più organizzata al mondo, perché di lunga scuola) si adatta continuamente,...

Corea del Nord. Pizza, tech e grattacieli: il boom di Pyongyang, fragile e per pochi

Il Pil coreano è in crescita grazie agli introiti generati dalla partecipazione alla guerra contro l’Ucraina. A goderne sono però pochi privilegiati Secondo il Wall Street Journal, la Corea del...

Insieme per porre «finalmente fine» all’acquisto degli F-35!

Pubblichiamo questa presa di posizione dell’Association citoyenne «Non aux F-35 che, prendendo spunto dalle recenti polemiche sul prezzo di acquisto degli F-35, rilancia la discussione attorno all’iniziativa popolare proposta qualche...

Il boicottaggio. Un piccolo gesto che fa la differenza

Pubblichiamo (e sosteniamo) questa presa di posizione del Gruppo cittadine e cittadini 24 maggio che da tempo svolge attività di solidarietà con il popolo palestinese (ricordiamo, tra le altre cose,...

Sul concetto di imperialismo e la sua storia

Nell’era di Trump, caratterizzata dalla competizione con una Cina in piena ascesa e dalla guerra di invasione condotta dalla Russia contro l’Ucraina, è utile tornare sul concetto di imperialismo –...

Trumponomics: verso un regime di accumulazione neoimperialista e tecnoreazionario, che unisce imprese e Stato?

1.    Il leone che si sente con le spalle al muro è più pericoloso. In questa fase di crisi capitalista, che coincide con il declino dell’egemonia statunitense, la violenza dell’amministrazione...

Non è solo una partita di calcio…

Ci raccontano che lo sport è neutrale, che lo sport nulla ha a che vedere con la politica e le scelte che i politici fanno. Il massacro dei palestinesi deciso,...

Game Over Israel: la cultura sportiva come ingranaggio del genocidio. Un rapporto della Hind Rajab Foundation

La La Hind Rajab Foundation (HRF) ha pubblicato nel 2025 relativo al rapporto tra la cultura sportiva israeliana (in particolare quella calcistica) e il genocidio in atto in Palestina. Un...

Ucraina, la guerra non può essere una giustificazione

I diritti dei lavoratori e la situazione economica visti da sinistra Wojciech Albert Łobodziński ha intervistato Olena Tkalilch, militante dell’organizzazione socialista ucraina Sotsialnyi Rukh (Movimento Sociale), sull’aumento vertiginoso della povertà...

Prossima partita FC Lugano–Maccabi Tel Aviv: quali misure per prevenire violenze e comportamenti razzisti dei tifosi israeliani?

Pubblichiamo il testo che i deputati dell’MPS (Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini) hanno inoltrato al Consiglio di Stato in merito alla prossima partita del FC Lugano che ospiterà gli israeliani...

La pericolosa alleanza tra IA e settore militare

Questo articolo, dedicato alla penetrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore militare, è, nella sua versione originale, composto da due parti distinte. La prima, che qui riprendiamo, descrive gli effetti delle...

C’è chi guadagna 1.800 dollari al secondo alimentando il caldo estremo

Un’analisi di Oxfam spiega che sole cinque compagnie del settore fossile hanno alimentato un’ondata di caldo estremo su quattro negli ultimi decenni In breve Mentre l’Europa comincia ad affrontare la quarta...

Ucraina. Dopo le manifestazioni: potere, capitale ed economia della difesa

Dal 16 luglio, gli ucraini sono scesi in piazza. La causa immediata è stata la destituzione di Mykhailo Fedorov, ministro della Difesa da sei mesi e, in precedenza, artefice della...

I miliardari russi di fronte a un dilemma: Putin minaccia e protegge i loro patrimoni

Ostaggi del Cremlino: i miliardari russi tra guerra e nazionalizzazioni La classe dei miliardari russi ha recuperato la ricchezza collettiva che possedeva prima della guerra, ma le condizioni che hanno...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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