Brasile.Lula è confermato presidente, con una rimonta storica

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Riprendiamo dal sito refrattario e controcorrente questo breve commento e profilo sulla vittoria di Lula (Red)

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E’ la prima volta, almeno per il Brasile, che un candidato alla presidenza, collocatosi in svantaggio al primo turno, vince al ballottaggio.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) è stato rieletto questa notte alla presidenza della Repubblica, ribaltando tutte le previsioni e sconfiggendo, con più di 4 milioni di voti di distacco il suo avversario di estrema destra Flávio Bolsonaro. In percentuale (dati provvisori) 51,75% contro 48,25%.

Come noto, Flávio Bolsonaro era uscito dal primo turno in vantaggio su Lula.

Luiz Inácio Lula da Silva è un ex operaio metalmeccanico, sindacalista, nato a Caetés, nel Nordest, nello stato di Pernambuco, nel 1945. Tra due giorni, il 27 ottobre, compirà 81 anni. Figlio di contadini, emigrò da bambino con la madre e i fratelli a São Paulo, dove lavorò fin da giovane prima come precario e poi come tornitore. Ha iniziato a svolgere attività sindacale alla fine degli anni ’60, nel pieno della dittatura militare e, come presidente del sindacato dei metalmeccanici della regione di São Paulo, acquisì negli anni 70 notorietà nazionale guidando importanti scioperi operai, quando fu persino imprigionato per il suo attivismo politico.

Nel 1980 fondò il Partido dos Trabalhadores (PT) e partecipò nel 1983 alla fondazione della CUT (Confederazione Unificata dei Lavoratori). Fu eletto nel 1986 come deputato federale, il più votato a livello nazionale. E’ stato candidato alla presidenza nel 1989, 1994 e 1998, arrivando secondo in tutte le occasioni.

Nel 2002, finalmente, e poi ancora nel 2006, fu eletto presidente della Repubblica. I suoi primi due mandati furono caratterizzati dall’espansione dei programmi sociali per combattere la povertà e la fame, dalla crescita economica e da una forte proiezione del paese sulla scena internazionale, anche se non tutte le sue promesse elettorali furono mantenute.

Coinvolto, quando aveva già lasciato la presidenza, in un’indagine di corruzione, ha dovuto scontare un anno e mezzo di carcere tra il 2018 e il 2019. Nel 2021, la Corte Suprema Federale (CSF) ha annullato le sue condanne, riscontrando gravi errori del giudice che lo aveva condannato, e gli restituì i diritti politici, consentendogli di tornare sulla scena politica e elettorale, fin dal 2022, quando ha sconfitto l’allora presidente Jair Bolsonaro e ha assunto il suo terzo mandato come presidente, che ora si prolunga nel quarto mandato (fino al 2030).

I risultati definitivi (non ufficiali)

Lula è eletto presidente con il 51,76% (corrispondente a oltre 64 milioni di voti), contro il 48,24% di Flavio Bolsonaro (corrispondente a 59,8 milioni di voti). I voti bianchi sono stati 1,4 milioni, quelli nulli 2,7 milioni. La partecipazione al voto è stata dell’80,8%.

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