Pubblichiamo la nuova interpellanza presentata dai deputati dell’MPS in merito al presidio antifascista di sabato 21 febbraio a Lugano. Essa pone nuove domande, complementari a quelle già inoltrare con la interpellanza (tuttora inevasa) dello scorso 25 febbraio. (Red)
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Il 21 febbraio 2026 a Lugano si è tenuto un presidio antifascista. La manifestazione ha visto la presenza di circa 300 persone in Piazza Manzoni. La giornata è stata caratterizzata da un’imponente presenza di forze dell’ordine, inclusi rinforzi da altri cantoni. Gli agenti erano presenti fin dall’ora di pranzo nelle vie adiacenti la piazza dove hanno effettuato identificazioni e perquisizioni (come dichiarato in un comunicato dell’Assemblea antifascista che ha chiamato il presidio) e che nel corso del pomeriggio hanno circondato i manifestanti presenti nella piazza. Malgrado questa situazione, il presidio si è svolto pacificamente e nel rispetto delle libertà costituzionali.
Secondo alcune testimonianze, è stato visto almeno un drone sorvolare la zona della manifestazione. Erano inoltre presenti diversi agenti con telecamere e macchine fotografiche puntate sui manifestanti.
Lo stesso giorno, una decina di militanti di estrema destra si sono radunati presso la sede scout di Cornaredo. Questa azione ha portato a una denuncia per violazione di domicilio da parte dell’associazione.
- Il Consiglio di Stato concorda che una manifestazione pacifica e non autorizzata è tutelata dalla Costituzione federale?
- Il Consiglio di Stato ritiene proporzionato il dispositivo di polizia presente il 21 febbraio 2026 per una manifestazione pacifica tutelata dalla Costituzione federale?
- Il Consiglio di Stato ritiene proporzionata l’intimazione di sgombero pronunciata verbalmente dalla polizia cantonale per una manifestazione pacifica tutelata dalla Costituzione federale?
- La polizia ha circondato i manifestanti per impedire che il presidio si trasformasse in un corteo per le vie cittadine. La polizia cantonale sa che la tecnica del “kettling” o “circondamento” (Einkesselung in tedesco) è suscettibile di violare l’articolo 5 della CEDU (Diritto alla libertà e alla sicurezza) come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo[1]? Come valuta il Consiglio di Stato questa tecnica dal punto di vista dei diritti fondamentali?
- Quanti apparecchi di sorveglianza (fissi o mobili che captano e registrano segnali visivi e acustici[2]) sono stati impiegati il 21 febbraio 2026?
- Ai manifestanti è stata fornita un’informazione sufficiente in merito all’utilizzo di questi apparecchi (art. 9 cpv. 2 LPol)?
- Le registrazioni sono state cancellate entro i termini di legge, cioè 7 giorni, o sono state estratte (art. 9c cpv. 4 LPol)?
- In vista della manifestazione del 21 febbraio 2026 sono state attuate misure di osservazione preventiva (art. 9e LPol), indagini in incognito (art. 9f LPol) o è stato fatto ricorso a fonti confidenziali (art. 9d LPol)?
- Corrisponde al vero che sono stati utilizzati uno o più droni il 21 febbraio 2026? Se sì, quanti?
- Corrisponde al vero che uno o più droni hanno seguito anche manifestanti mentre si allontanavano dopo lo scioglimento del presidio? Se sì, non si tratta di un’interpretazione troppo estensiva dell’art. 9c LPol?
- La polizia ha dichiarato di aver effettuato controlli di identità preventivi per identificare i presenti “in caso di eventuali danni”. Quante persone sono state controllate, identificate e perquisite il 21 febbraio 2026?
- La Sezione scout di Lugano ha sporto denuncia per violazione di domicilio. Poiché l’esposizione e propagazione di simboli fascisti/nazisti e il saluto e il saluto romano potrebbero rientrare nel campo di applicazione dell’art. 261bis CP, il Consiglio di Stato sa se il Ministero pubblico ha avviato un’indagine anche per questa fattispecie, peraltro perseguibile d’ufficio?
- In alcune dichiarazioni sui media[3], il sindaco di Lugano Michele Foletti ha dichiarato «Non avremmo potuto garantite la sicurezza alla Città e alla cittadinanza alla luce dell’annunciata contromanifestazione antagonista alla quale hanno aderito parecchie persone, molte delle quali da oltre confine» e che non avrebbe voluto che si ripetesse «quanto capitato a Torino (la manifestazione per la chiusura del centro sociale Askatasuna degenerata in scontri con la polizia, ndr) e a Milano (per i tafferugli della recente protesta contro le Olimpiadi, ndr)».
- Il Ticino non è conosciuto per manifestazioni che culminano in confronti violenti tra manifestanti e polizia, come avvenuto in Italia. Di quali informazioni specifiche disponeva il sindaco per poter fare tali dichiarazioni?
- Il Consiglio di Stato e la polizia cantonale avevano informazioni specifiche in merito a possibili scontri o arrivo di manifestanti dall’estero?
[1] Decisione Arnold et Carthaler contro Svizzera del 19 dicembre 2023.
[2] Cfr. art. 2 Regolamento per l’impiego di apparecchi audio e video a supporto delle operazioni e degli interventi della polizia cantonale (dell’8 febbraio 2012)
[3] https://www.laregione.ch/cantone/luganese/1904086/lugano-sicurezza-potuto-cittadinanza-garantite
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