Bellinzona. Un municipio alla deriva…

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Il Municipio di Bellinzona (e con esso la città) ha parecchi problemi. Da anni non riesce, colpevolmente, a imbroccare un preventivo, mentre i celebri «progetti strategici» sbandierati al momento dell’aggregazione (spesso iniziative concepite da altri, alle quali la città si è semplicemente accodata) si sono persi per strada: nuovo quartiere Officine, nuovo ospedale, fermata ferroviaria di piazza Indipendenza, rilancio della Fortezza e via dicendo.

Proprio sul rilancio della Fortezza, l’ultimo dei grandi “progetti strategici”, il Municipio e i partiti che lo compongono hanno incassato una sonora scoppola. E un’altra, sulla nuova caserma dei pompieri, si profila all’orizzonte.

In questo quadro, segnato da una perdita di credibilità politica evidente, quale sembra essere la preoccupazione principale dei municipali? Non risolvere i problemi della città, recuperare i ritardi o rimettere ordine nei conti. No: perseguire, con una perseveranza che sfiora l’ossessione, Matteo Pronzini per le frasi pronunciate durante una seduta del Consiglio comunale del 2021 (cinque anni fa!)

E poco importa che Pronzini sia stato prosciolto dalle accuse per ben due volte e che le pretese dei suoi accusatori non abbiano trovato soddisfazione in due gradi di giudizio. Oggi arriva la notizia che i sette municipali della precedente legislatura (quasi tutti ancora in carica) intendono ricorrere al Tribunale federale, prolungando una vicenda che sembrava già sufficientemente eloquente.

Che dire? Paradossalmente, questa decisione non ci dispiace: ci risparmia la fatica di scrivere lunghi articoli per illustrare le contraddizioni e le miserie politiche del Municipio a trazione liberal-socialista. Perché, mentre i grandi progetti arrancano e la credibilità politica si sgretola, sono gli stessi protagonisti a occuparsi di esporre pubblicamente le proprie priorità.

Bellinzona avrebbe bisogno di un Municipio capace di governare, realizzare e assumersi le proprie responsabilità. Si ritrova invece a fare i conti con un Esecutivo che sembra avere più energie da spendere nelle aule giudiziarie che nella soluzione dei problemi della città. E che, con questa nuova iniziativa, offre ancora una volta alle cittadine e ai cittadini un’immagine tutt’altro che edificante del proprio modo di intendere la politica.

*articolo apparso sul quotidiano LaRegione sabato 10 ottobre 2026

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