Il 6 ottobre Tiziano Zanetti, a nome del gruppo Plr, ha depositato un’interpellanza allarmata: Bellinzona sarebbe la “capitale nell’eliminazione dei parcheggi”. Motivo? L’inizio dei lavori in Piazza Governo. Un progetto approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre 2021 con un credito di 680mila franchi, e il cui rapporto commissionale favorevole portava anche la firma di un relatore liberale radicale. Qualche mal di pancia in casa Plr c’era, certo, ma alla fine ha prevalso la posizione del Municipio.
L’interpellanza poggia su un assunto mai dimostrato: ogni stallo eliminato farebbe crollare gli incassi del centro. I fatti dicono altro. I negozi chiudevano ben prima che si toccasse un solo parcheggio: nella primavera 2024 la Società dei commercianti segnalava cinque chiusure in meno di sei mesi, con altre già annunciate e diverse avvenute negli anni precedenti. I problemi veri li conoscono tutti: affitti alle stelle, grande distribuzione aggressiva, orari liberalizzati, commercio online, erosione del potere d’acquisto. Su nessuno di questi fronti il Municipio è intervenuto, e la maggioranza che lo sostiene, Plr in testa, si è guardata bene dal chiederglielo.
Intanto la grande distribuzione prospera in Città. Supermercati e discount nuovi o ampliati, da Camorino alle Semine. Nel 2024 Migros ha aperto un terzo negozio a Bellinzona Nord; il 3 settembre ha inaugurato il Voi Migros Partner alle Semine con 25 posteggi riservati e aperto 48 domeniche l’anno: in pratica sette giorni su sette per undici mesi. Merito della legge cantonale sull’apertura dei negozi, sostenuta dal Plr con Lega, Udc e Centro. Su questo, dai banchi liberali, silenzio assoluto. Zanetti chiede se il Municipio accetti “passivamente” il trasferimento dei consumi verso le grandi superfici. Passivamente? Il Municipio, e con esso il Plr, lo organizza. Il vicesindaco Fabio Käppeli (Plr) dirige dal 2021 il dicastero da cui dipende il Servizio promozione economica, incaricato di favorire l’insediamento di nuove attività. Sugli affitti in centro, nel 2024, si è limitato a ricordare ai proprietari che un locale occupato a pigione più bassa rende più di uno sfitto: un garbato consiglio alla rendita, ma nessun intervento concreto.
Le alternative esistono, e le abbiamo proposte. Una moratoria sui nuovi supermercati: nemmeno discussa, perché avrebbe violato la sacra libertà di commercio. Rinunciare ai commerci nel Quartiere Officine, per non creare un centro concorrente a quello storico: niente da fare, la variante è passata, anche con i voti Plr. Gli strumenti ci sono: una zona di pianificazione contro nuovi centri commerciali, tetti alle superfici di vendita fuori dal centro, locali sfitti riaffittati dalla Città a canoni sostenibili, un freno agli orari d’apertura, salari dignitosi. Tutto ciò che tocca la rendita immobiliare e la grande distribuzione resta però tabù per il Plr di questa città e di questo cantone. Ora Zanetti chiede sgravi e incentivi pubblici per compensare il danno economico dovuto alla “ridotta accessibilità automobilistica”. Siamo alle solite: denaro di tutti per un danno di pochi, e mai dimostrato, mentre le cause vere, cioè pigioni e grandi superfici, restano intoccabili. Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. A Bellinzona il Plr guarda i parcheggi, e intanto spiana la strada ai supermercati.
*consigliere comunale MPS a Bellinzona. Articolo apparso su quotidiano LaRegione il 15 ottobre 2026
