Tema: Guerra e armamenti

Italia. Finalmente lo sciopero generale!

Contro il genocidio a Gaza, milioni di lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti È difficile dare i numeri di una giornata così intensa, brulicante di persone e finalmente intergenerazionale. Quel...

La scuola ticinese non può restare indifferente di fronte alla tragedia che sta insanguinando Gaza

Pubblichiamo una interpellanza dei deputati dell’MPS che riprende, in parte, i contenuti della lettera aperta che, lo scorso 26 agosto, avevamo indirizzato alla direzione del DECS. (Red) Da settimane il...

Italia. Palestina, uno sciopero veramente generale

Pubblichiamo questo breve resoconto, curato dalla redazione del sito refrattario e controcorrente, sulla giornata di sciopero generale in solidarietà con la Palestina tenutosi ieri in molte città italiane, in particolare...

Quale futuro per i bambini che nascono ora a Gaza?

Sei neonati, almeno due dei quali prematuri, giacciono stipati in un’unica culla all’ospedale Al-Ahli di Gaza City, a pochi giorni dal Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Sarebbe stato meglio se...

Gaza e il neofascismo mondiale

Le elezioni più recenti nei paesi occidentali (in Norvegia e Germania) hanno prodotto risultati preoccupanti che confermano l’ascesa delle forze razziste di estrema destra. Ciò rafforza la caratterizzazione dell’epoca in...

Gaza e l’olocausto che si sta perpetrando. La denazificazione di Israele è l’unica soluzione

La mortale supremazia etnica insita nella società israeliana affonda le sue radici più in profondità di Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich, e deve essere affrontata alla radice. Gaza è avvolta...

Israele, genocidio “senza guanti”

Nel momento in cui l’attacco di Israele a Gaza City e la sua occupazione conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la logica genocidaria che muove il governo di Netanyau, l’ex...

Conflitti economici e parate militari

Premessa  Non mi piacciono le sfilate militari, quelle di Pechino e di Mosca, ma anche quelle di Washington e dei Champs-Elisées; né mi piacciono quelle italiane del 2 giugno ai...

Dalle scuole ticinesi, un sostegno al popolo palestinese

Nelle scorse settimane ci eravamo rivolti con una lettera aperta alla consigliera di Stato direttrice del DECS Marina Carobbio chiedendole di rivolgere un un invito esplicito da parte sua –...

E se Genova non fosse un’anomalia? La grande mobilitazione per la Global Sumud Flottilla

La grande mobilitazione per la Global Sumud Flottilla è un termometro del clima sociale. E ci dice che c’è ancora spazio per l’umanità. Quel che è successo a Genova in...

La Palestina, il Sudan e l’indifferenza del Nord

Lunedì scorso, il Financial Times ha pubblicato un articolo basato sui rapporti dell’IPC (Integrated Food Security Phase Classification) per mettere in guardia contro la crescente incidenza della carestia in tutto...

La nostra scuola e il dramma di Gaza

Pubblichiamo la lettera aperta con la quale i deputati dell’MPS, Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, chiedono alla direttrice del DECS un intervento per promuovere e incoraggiare, all’interno della scuola e...

Di fronte alla “trattativa tra i potenti” è sempre più necessario sostenere la resistenza ucraina

Il 15 agosto 2025, in Alaska, Trump e Putin hanno apertamente esibito la loro alleanza di fatto durante una delle peggiori prove di “diplomazia”, segreta ma allo stesso tempo spettacolarizzata....

Quando chi sta in alto parla di pace…

Quando chi sta in alto parla di pace,la gente comune sache ci sarà la guerra.Quando chi sta in alto maledice la guerra,le cartoline precetto sono già state compilate. La guerra...

Trump, Netanyahu e il premio Nobel per la pace

La frenetica corsa di Donald Trump al Premio Nobel per la Pace ha suscitato ampi commenti sui media internazionali, soprattutto perché la sua ossessione per il premio si è intensificata...

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Riflessioni sulla violenza di genere

Zali: quel che poteva dire e quel che deve fare

Un appello dei deputati MPS per le dimissioni di Claudio Zali

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In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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