Due misure efficaci per i redditi medio-bassi

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Il monitoraggio della povertà in Svizzera 2025 ha evidenziato il fenomeno delle lavoratrici e dei lavoratori poveri. Quasi il 9% dei lavoratori in Ticino risulta povero: il doppio della media svizzera. Ciò non deve stupire se si considera che i salari in Ticino sono i più bassi. Il valore salariale centrale in Ticino nel 2024 era di 5’708 fr contro 7’024 fr (mensili); per le funzioni senza responsabilità il valore salariale centrale era di 5’254 fr contro 6’368 fr (mensili).

Il prossimo 8 marzo in Ticino si vota sull’iniziativa popolare contro il dumping salariale e sociale, sottoscritta da 7’400 cittadine e cittadini. L’eccellente rapporto del granconsigliere Fabrizio Sirica fornisce un quadro documentato della situazione salariale e contrattuale in Ticino. Il monitoraggio dei salari proposto dall’iniziativa consentirà di avere un quadro statistico preciso sulle condizioni di lavoro in Ticino: informatizzando le operazioni non sarà difficile inserire i dati dei contratti esistenti anno per anno e rilevare l’evoluzione dei salari e delle altre condizioni di lavoro. Se nell’ambito della raccolta dei dati l’autorità riscontrerà palesi infrazioni, dovrà segnalarle agli organismi competenti. Monitoraggio e intervento sono quindi intimamente legati.

Le Città trarranno vantaggio da questa iniziativa, in quanto le cittadine e i cittadini con meno forza contrattuale ne usciranno rafforzati. Non si tratta di demonizzare i datori di lavoro, ma di fare chiarezza dove ci sono salari medio-bassi e dove ci si approfitta dei più deboli. Con salari più conformi al costo della vita e con meno abusi si elimina la concorrenza sleale tra datori di lavoro e anche gli interventi sociali a carico dell’ente pubblico cantonale e comunale potranno diminuire, cosa peraltro che tanti auspicano nel centro-destra.

Pure virtuosa appare l’iniziativa federale per il fondo del clima. Le Città ticinesi, che subiscono gli effetti nefasti del riscaldamento climatico, potrebbero beneficiare moltissimo del nuovo fondo federale. Infatti vi si potrebbe attingere per accelerare il risanamento energetico di numerosi edifici degli anni ‘60/’70: ciò andrebbe a vantaggio non solamente dell’ambiente, ma anche delle tasche degli inquilini che devono pagare le spese per il riscaldamento. Medesimo discorso vale per il passaggio dall’energia fossile alle energie rinnovabili.

*municipale La Sinistra Lugano

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