Fino a che il mercato del lavoro ticinese sarà nella situazione disastrosa in cui si trova oggi, più controlli e una maggiore disponibilità di informazioni sono più che necessari.
“Il numero di controlli più alto del paese”, diranno gli oppositori all’iniziativa. Certo, la matematica non è un’opinione. Ma anche il più grande numero di abusi sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, i salari più bassi di tutto il paese, e fenomeni quali i licenziamenti sostitutivi sempre più all’ordine del giorno. Questa la situazione che il sindacato tocca con mano ogni
giorno, e che combatte con ogni mezzo a sua disposizione. Mezzi che, è un’evidenza, non bastano per riportare una situazione più sana di quella che il Ticino vive oggi. Quindi, ed è una seconda evidenza, questi devono essere ulteriormente potenziati. Per questa ragione,
nonostante la constatazione iniziale, ed il fatto che una parte dei controlli effettuati lo siano proprio dal sindacato, ad esempio per il tramite delle Commissioni Paritetiche, il sindacato sostiene l’iniziativa MPS in votazione il prossimo 8 marzo.
Prendiamo un solo esempio, quello del fenomeno dei licenziamenti sostitutivi, ovvero il
licenziamento di una persona per sostituirla con un’altra che “costa meno”: perché più giovane, perché residente all’estero, o perché semplicemente nella disponibilità (nell’obbligo) di accettare condizioni salariali meno dignitose. Si licenzia, ad esempio, una persona che guadagna 6’000 Fr./mese, per sostituirla con un’altra che svolgerà la stessa mansione per 5’000 Fr./mese.
Nessuna violazione della legge: in caso di controllo, l’ispettore verificherà la correttezza del salario di 5’000 Fr rispetto alla legge sul salario minimo o al contratto collettivo eventualmente in vigore, e nel caso in cui non vi fossero infrazioni non sarà segnalata nessuna problematica. Non per mancanza di volontà di chi controlla, ma per assenza di mandato specifico in questo
ambito, specchio di una volontà politica di non evidenziare questa problematica.
Cosa che invece vuol fare l’iniziativa, che renderà obbligatoria la notifica di tutte le assunzioni o cessazioni di impiego all’Ispettorato del lavoro, accompagnata dalle informazioni importanti contenute nei contratti (salario, funzione, grado d’impego, orario, …). Questo permetterà di avere fotografie reali della situazione del mercato del lavoro ticinese, indispensabili per porre le basi di un intervento a 360 gradi che porti finalmente le risposte necessarie. E permetta di intervenire in modo mirato, denunciando questi abusi.
Questa importante novità proposta dall’iniziativa MPS, così come le altre legata all’aumento del numero di ispettori presso l’Ufficio dell’Ispettorato del lavoro e alla creazione di un ufficio specifico dedicato all’esecuzione della legge sulla parità dei sessi, sono elementi necessari per combattere il dumping salariale e le altre derive del mercato del lavoro ticinese. Per questo, il Sindacato Unia e gli altri sindacati dell’USS sostengono l’iniziativa in votazione l’8 marzo prossimo e invitano la popolazione a fare altrettanto.
*Segretario Regionale Unia Ticino e Moesa, testo dell’intervento alla conferenza stampa del 19 gennaio 2026
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