La maggioranza del consiglio comunale di Bellinzona si è opposta nella sua recente seduta alla mozione dell’MPS che chiedeva di potenziare la presenza della città in ambito scolastico; in particolare garantendo una presenza capillare di sedi e sezioni scolastiche sul territorio, sviluppando le mense scolastiche, il doposcuola e diminuendo il numero di allievi per classe. Pubblichiamo qui di seguito l’intervento del consigliere comunale MPS Martino Colombo a sostegno della mozione. (Red)
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La premessa alla discussione sulla mozione presentata quattro anni fa è chiara: il regolamento comunale va modificato su punti specifici e ben definiti. Ci limiteremo qui a richiamarne alcuni; desideriamo tuttavia sottolineare come il lavoro di approfondimento svolto dalla commissione sia stato, almeno a nostro avviso, insufficiente, limitandosi a riprendere – talvolta anche alla lettera – le considerazioni del Municipio (che, tra l’altro, aveva dichiarato irricevibile la mozione, salvo poi essere smentito dalla maggioranza del Consiglio comunale).
a) Mense scolastiche
La mozione formula due richieste fondamentali: da un lato, che tutte le sedi delle scuole comunali possano contare su una mensa; dall’altro, che tale servizio sia gestito direttamente dal Comune.
Attualmente nessuna di queste due condizioni è soddisfatta, così come non lo erano nel 2022, quando la mozione è stata presentata.
Le considerazioni della Commissione della legislazione, che invita a respingere l’iniziativa, non rispondono nel merito a queste due proposte. Sul primo punto, il rapporto si limita ad affermare che il servizio mensa è «già ampiamente attivo», senza però precisare a cosa si riferisca il termine «ampiamente». Sul secondo, si fa genericamente riferimento a «collaborazioni locali», senza ulteriori spiegazioni.
La realtà è che questo servizio, in particolare nelle scuole elementari, è interamente appaltato ad associazioni private, con tutte le polemiche che tale scelta ha suscitato negli ultimi anni.
La doppia rivendicazione contenuta nella mozione mantiene dunque tutta la sua validità e propone una visione del servizio pubblico profondamente diversa da quella oggi vigente. E non apriamo qui un’ulteriore discussione che prima o poi andrà affrontata: quella della necessità di rendere questi servizi gratuiti.
b) Doposcuola
Parliamo qui di quello che il rapporto della Commissione definisce «offerta extrascolastica». Colpisce l’assenza di qualsiasi analisi concreta di quanto finora realizzato, nonostante il tema sia stato posto più volte all’ordine del giorno. Ci si limita infatti a ricordare che «è in corso un approfondimento municipale sull’offerta extrascolastica» e a sostenere che tale approfondimento – del quale, peraltro, non viene fornita alcuna informazione sostanziale – renderebbe «superflua una nuova regolamentazione».
Ci pare che questo tipo di argomentazione, se così la si può definire, sfugga a qualsiasi valutazione logica o razionale. Come tale, non può che essere respinta.
c) Numero di allievi per classe
Il rapporto, riprendendo la posizione del Municipio, afferma che i «criteri sul numero di allievi e sulla definizione delle sedi competono al diritto cantonale, che prevale su eventuali norme comunali».
Riteniamo che questa affermazione non abbia alcun fondamento. Nessuna norma cantonale può impedire alla Città di Bellinzona di aprire sedi scolastiche, istituire sezioni o decidere la formazione di classi con un numero minimo o massimo di allievi diverso da quello previsto dalla legislazione cantonale.
È evidente che i criteri stabiliti dal Cantone sono determinanti per quanto riguarda il finanziamento. Di conseguenza, eventuali scelte diverse da parte della Città comporterebbero inevitabilmente l’assunzione di maggiori oneri finanziari.
Nulla impedirebbe – né avrebbe impedito – ad esempio, di mantenere una sede di scuola elementare a Daro qualora questa raggiungesse il numero minimo di allievi previsto da un regolamento comunale. Lo ricordiamo perché si tratta di una questione già discussa in questa sede. Naturalmente il Cantone, con ogni probabilità, non riconoscerebbe il finanziamento di quella sezione e la Città dovrebbe farsene carico. Ma avrebbe pienamente il diritto di costituirla.
Per questa ragione, le obiezioni fondate sulla preminenza del diritto superiore appaiono prive di fondamento. La questione centrale è un’altra: la Città ritiene o no che la riduzione del numero di allievi per classe e il mantenimento di sedi e sezioni scolastiche diffuse su tutto il territorio rappresentino un obiettivo da perseguire? Tutto il resto rischia di essere soltanto una cortina fumogena che impedisce di affrontare il vero problema.
Per concludere Le proposte contenute nella mozione vanno tutte nella direzione di un rafforzamento della scuola comunale di Bellinzona come servizio pubblico. Esse mirano a migliorare le condizioni di apprendimento sia dal punto di vista pedagogico – attraverso una riduzione del numero di allievi per classe – sia attraverso il potenziamento dei servizi sociali legati all’insegnamento: mense, doposcuola e presenza capillare delle sedi scolastiche sul territorio.
È questa la discussione di fondo alla quale siamo chiamati.
