Pubblichiamo la interpellanza con la quale i consiglieri comunali dell’MPS a Bellinzona rilanciano la questione sulla realizzazione della nuova caserma dei pompieri e della Protezione civile.
l’interpellanza riprende alla lettera il testo di una interrogazione presentata sei mesi fa e alla quale il Municipio non ha ancora risposto. Ricordiamo che nel frattempo da settori interni al corpo pompieri sono arrivate ampie e documentate voci di dissenso rispetto alla soluzione prospettata. (Red)
************************
Progetto di acquisto dell’ex immobile LATI a San Antonino per la realizzazione della nuova Caserma dei Pompieri di Bellinzona e della Protezione civile
Nel dicembre 2025, il Movimento per il Socialismo (MPS) aveva presentato un’interrogazione circostanziata e tecnica riguardo al progetto di acquisto dell’ex immobile LATI a Sant’Antonino per la nuova caserma dei Pompieri. Ad oggi, a quasi sei mesi di distanza, il Municipio non ha ancora fornito alcuna risposta.
In questo lasso di tempo, l’Esecutivo ha però trovato il modo di organizzare due incontri con capigruppo, presidenti sezionali e consiglieri/e comunali per discutere del tema, ad uno dei quali l’MPS non è nemmeno stato invitato. La stampa ha inoltre dato eco a una nuova interpellanza sul tema presentata dalla consigliera comunale Maura Mossi Nembrini, a riprova del forte interesse pubblico e dei dubbi e perplessità che circondano il progetto.
Considerata l’ingiustificata inerzia del Municipio nel rispondere a domande tecniche e non politiche, e vista l’imminente seduta del Consiglio Comunale del 15 giugno 2026, abbiamo deciso di trasformare la nostra interrogazione in un’interpellanza per ricevere finalmente le risposte dovute e favorire un dibattito trasparente.
Il 12 dicembre scorso è apparsa sulla Regione la notizia secondo cui la Città di Bellinzona intenderebbe acquistare l’ex immobile della LATI a San Antonino per destinarlo a nuova Caserma dei Pompieri di Bellinzona e sede della Protezione civile.
Nell’articolo si afferma che tale soluzione “sembra mettere tutti d’accordo” e che la nuova centrale dei pompieri non sarà più realizzata sul sedime dell’ex Birreria di Carasso, bensì a San Antonino. Tale affermazione appare tuttavia quantomeno azzardata, poiché non risulta condivisa da una parte dei pompieri volontari e non è chiaro se sia stata sondata l’opinione della cittadinanza.
Il capodicastero competente afferma che la soluzione sarebbe particolarmente vantaggiosa per la Città, in quanto consentirebbe di rinunciare a un investimento di circa 45 milioni di franchi sul sedime dell’ex Birreria, a favore di un investimento di circa 30 milioni di franchi a San Antonino. Sebbene il risparmio apparente sia rilevante, sorgono numerosi interrogativi sull’effettiva convenienza complessiva dell’operazione.
San Antonino rientra sì nel comprensorio di competenza del Corpo Pompieri di Bellinzona, ma è uno dei comuni che non hanno aderito all’aggregazione alla Città. La collocazione della caserma fuori dal territorio cittadino solleva quindi importanti perplessità sotto il profilo logistico e operativo, soprattutto se confrontata con la soluzione dell’ex Birreria, situata in prossimità del centro cittadino e delle principali arterie di collegamento nord-sud.
Nell’articolo si sottolinea inoltre la vicinanza dell’immobile a una zona produttiva e allo svincolo autostradale, elementi ritenuti favorevoli per la prontezza d’intervento. Ci si chiede tuttavia se tale impostazione non privilegi implicitamente la protezione di aree industriali e commerciali rispetto al centro cittadino densamente abitato e a infrastrutture sensibili quali case anziani, cliniche e ospedale.
Va inoltre ricordato che nelle vicinanze di San Antonino è già attivo il distaccamento sud (ex caserma di Cadenazzo), oggi operante sotto l’egida della centrale di Bellinzona. Non risulta chiaro se, con una centrale principale a San Antonino, il centro cittadino di Bellinzona sarebbe ancora coperto in tempi d’intervento considerati adeguati e se siano state svolte valutazioni specifiche in tal senso.
Un ulteriore elemento critico riguarda il traffico. È noto che l’accesso alla zona di San Antonino risulta particolarmente difficoltoso a partire dal tardo pomeriggio fino alle ore serali, nonché durante i periodi di intenso traffico turistico. Ciò potrebbe incidere negativamente sia sull’afflusso dei militi volontari in caserma sia sull’uscita dei mezzi di intervento, tenuto conto anche delle caratteristiche dei veicoli pesanti utilizzati.
Se durante le ore diurne è attualmente garantita una prima partenza rapida grazie al personale presente in caserma, rimangono aperti numerosi interrogativi sulla gestione degli interventi nelle fasce serali, notturne e nei periodi di punta del traffico, considerato che una parte rilevante dei militi risiede oggi nelle vicinanze dell’attuale caserma e del centro cittadino.
Si teme inoltre che lo spostamento della caserma possa rappresentare un passo indiretto verso un progressivo passaggio al professionismo sulle 24 ore. Alla luce del numero relativamente contenuto di interventi effettuati annualmente dal Corpo Pompieri di Bellinzona (circa 600, urgenti e non urgenti), tale ipotesi solleva dubbi sia di opportunità sia di sostenibilità finanziaria, soprattutto se confrontata con realtà come Lugano.
Infine, circolano voci circa la possibile necessità di istituire un distaccamento nord (ad esempio a Castione) per garantire la prontezza d’intervento nella parte settentrionale del comprensorio, a causa della distanza di San Antonino. Qualora ciò fosse confermato, i costi complessivi dell’operazione risulterebbero ulteriormente aumentati.
Va inoltre considerato che l’immobile in questione ha quasi 35 anni e necessiterebbe verosimilmente di importanti interventi di ristrutturazione e adeguamento, nonché di eventuali bonifiche legate alla presenza di materiali pericolosi (PCB, amianto, ecc.), riducendo così il vantaggio economico inizialmente prospettato.
Alla luce di quanto precede, si chiede al Municipio
- Quali studi e valutazioni tecniche sono stati effettuati per confrontare in modo completo e oggettivo la soluzione dell’ex Birreria di Carasso con quella di San Antonino, includendo costi a lungo termine, tempi di intervento e impatto operativo?
- È stata valutata l’adeguatezza dei tempi di intervento verso il centro cittadino di Bellinzona, le zone densamente abitate e le infrastrutture sensibili (ospedale, case anziani, cliniche) con una caserma principale ubicata a San Antonino?
- Sono state prese in considerazione le problematiche legate al traffico, in particolare nelle ore di punta e nei periodi di forte afflusso turistico, sia per l’arrivo dei militi volontari sia per l’uscita dei mezzi di intervento?
- Come si intende garantire la prontezza della prima partenza nelle fasce serali, notturne e nei periodi di traffico intenso?
- È stata valutata l’ipotesi di un passaggio al professionismo sulle 24 ore quale conseguenza indiretta dello spostamento della caserma? In caso affermativo, quali sarebbero i costi stimati di tale opzione?
- Corrispondono al vero le voci relative alla necessità di istituire un distaccamento nord (ad esempio a Castione)? In caso affermativo, dove verrebbe ubicato e quali sarebbero i costi preventivati?
- Quali interventi di ristrutturazione, adeguamento e bonifica sono previsti per l’ex immobile LATI e quale sarebbe il loro costo complessivo stimato?
- Il Corpo Pompieri, e in particolare i pompieri volontari, è stato formalmente consultato in merito all’impatto operativo e organizzativo di questo spostamento?
- La cittadinanza è stata o verrà coinvolta in qualche forma di consultazione su una scelta infrastrutturale di tale rilevanza?
Matteo Pronzini – Martino Colombo
Condividi:
- Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Fai clic per condividere su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
