Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto della decisione del Tribunale amministrativo cantonale che ha accolto anche il secondo ricorso contro le nomine alla direzione della SIMS effettuate nel giugno 2024. Una decisione che conferma, senza più alcuna ambiguità, la grave leggerezza con cui la direzione del DECS ha gestito questa vicenda.
I deputati dell’MPS erano stati i primi, già nei giorni immediatamente successivi alle nomine, a sollevare pubblicamente e in sede parlamentare forti perplessità su qualifiche, criteri di selezione e modalità decisionali adottate dal DECS (https://www4.ti.ch/user_librerie/php/GC/allegato.php?allid=170258 ). Perplessità che oggi trovano una seconda conferma giudiziaria.
Quelle nomine sono state decise e “cucinate” all’interno di una ristretta cerchia, attorno al capo della Divisione della scuola Berger, con l’ostinato e incomprensibile sostegno della direttrice del DECS. Sarebbe bastato un minimo confronto con il mondo della scuola per capire che tali scelte erano destinate a suscitare una forte opposizione tra docenti e candidati esclusi. Così è stato.
Ancora più grave è quanto avvenuto dopo il primo ricorso accolto: invece di trarne le dovute conseguenze, la direzione del DECS ha scelto di ignorare deliberatamente la decisione del tribunale, riproponendo le stesse nomine, in un atto di aperta sfida istituzionale. Oggi il DECS deve subire una seconda bocciatura da parte del TRAM.
A questo punto la situazione è chiara: le due persone nominate non possono più continuare a dirigere la SIMS. Occorre tornare alla casella di partenza e riaprire un nuovo concorso, mettendo finalmente fine a una gestione fallimentare che ha fatto perdere quasi due anni a un settore fondamentale della scuola ticinese.
Le Scuole medie superiori attraversano una fase delicata, segnata dall’introduzione dei nuovi piani di studio e da difficoltà crescenti legate anche alla crisi sociale in atto. In questo contesto, l’incapacità del DECS di garantire una direzione solida, autorevole e legittimata è una responsabilità politica grave.
L’MPS invita la direzione del DECS e il Consiglio di Stato a voltare pagina, abbandonando logiche autoreferenziali e opache, e ad avviare un nuovo percorso fondato su una vera consultazione del mondo della scuola: docenti, direzioni ed esperti.
Solo così sarà possibile effettuare scelte credibili e realmente orientate all’interesse della scuola ticinese.
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