Il disastro elettrico di AET

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Ieri, come un sol uomo (o donna), il Gran Consiglio non solo ha rifiutato di discutere i conti di AET, ma li ha approvati senza batter ciglio. Tutti (destra e sinistra di governo) hanno approvato – dopo averlo sottoscritto – un rapporto che, tra le altre facezie, scrive che “Nel complesso, l’esercizio 2024 conferma la solidità del modello industriale di AET e la validità della strategia adottata”.
Ora, basta una sguardo alla evoluzione di utili (perdite più che altro) degli ultimi 10 anni con conseguente versamento praticamente nulla di dividendi al Cantone (pertanto proprietario di AET) per capire che la “il modello industriale” non è per nulla “valido”. Così, come si può vedere nella prima tabella, negli ultimi dieci anni, AET ha conseguito per ben 6 anni pesantissime perdite (per un totale cumulato di 164 milioni) e solo 4 annate positive con un utile cumulato di 86 milioni (la metà delle perdite). Per nulla brillante!

Come si può vedere nella seconda tabella, i conti di AET sono da almeno un decennio condizionati dalla scelta di investire nel carbone nella centrale di Lünen. Qui sotto il calcolo – fonte consiglio di Stato – di quante perdite ha causato ad AET la scelta di Lünen. Si tratta di 191 milioni di franchi, risultato del fatto che AET (essendo azionista) è obbligata a comperare una quota di elettricità prodotta a Lünen a prezzi più alti di quanto l’avrebbe pagata comprandola normalmente sul mercato. Un disastro!

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