Ucraina, Russia, Palestina e Israele: alcuni fatti

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Contro la disinformazione della “sinistra” putinista

Noi della Campagna di Solidarietà con l’Ucraina non ci proponiamo di difendere le politiche o le posizioni del governo ucraino, né in politica interna né in politica estera. Collaboriamo con i sindacati e la sinistra ucraina per opporci alle politiche di destra del governo; questo orientamento include gli attivisti di sinistra che lo scorso anno hanno organizzato manifestazioni pro-Palestina in Ucraina, nonostante la guerra e la legge marziale (vedi nella foto qui sotto, un’immagine di una iniziativa svoltasi a Kiev in solidarietà con la Palestina). Allo stesso tempo, contribuiamo a difendere i diritti del popolo ucraino e la resistenza dell’Ucraina contro l’imperialismo russo, di cui i sindacati e la sinistra ucraini fanno parte.
Detto questo, sulla questione palestinese come su altre, circolano informazioni errate sull’operato del governo ucraino e di quello russo. Quali sono i fatti?

Ucraina, Palestina e Israele

Zelensky e altri leader hanno certamente talvolta rilasciato dichiarazioni filo-israeliane, che possono essere ragionevolmente criticate. Non stiamo affermando che il governo ucraino sia filo-palestinese; e ovviamente il diritto degli ucraini a vivere liberi da invasioni e occupazioni non dipende dal fatto che il loro governo abbia buone intenzioni politiche.
(Poco prima della pubblicazione di questo articolo, è apparsa online una serie di notizie false secondo cui l’Ucraina avrebbe legiferato per punire le critiche a Israele, quando in realtà ha legiferato per punire l’antisemitismo. Non riteniamo opportuno rispondere a questa affermazione, ma è comunque opportuno segnalarla.)
Allo stesso tempo, occorre sottolineare quanto segue:
Mentre il Regno Unito ha riconosciuto la Palestina come stato indipendente solo nel 2025, l’Ucraina la riconosce dal 1991 e non ha mai vacillato in questa posizione. Negli ultimi anni ha messo in pratica questo riconoscimento includendo la Palestina tra i paesi invitati agli eventi internazionali (ad esempio, il vertice internazionale per la pace in Svizzera nel giugno 2024).
Dopo gli attacchi di Hamas contro Israele nell’ottobre 2023, il governo ucraino ha espresso sostegno a Israele. Tuttavia, quando gli è stato chiesto pubblicamente di chiarire la sua posizione, Zelensky non solo ha affermato che l’Ucraina era pronta a fornire aiuti umanitari ai palestinesi e ha spiegato il riconoscimento da parte dell’Ucraina della Palestina come stato indipendente, ma ha anche dichiarato che il suo governo “farà tutto il possibile per convincere Israele a fermarsi, a porre fine a questo conflitto”.
L’Ucraina ha ripetutamente condannato pubblicamente gli attacchi contro i civili palestinesi, con la prima dichiarazione in tal senso rilasciata il 18 ottobre 2023. Tale dichiarazione ha anche ribadito il sostegno dell’Ucraina a uno stato palestinese indipendente.
Contrariamente a quanto affermato dalla propaganda russa, l’Ucraina vota regolarmente contro Israele sulle questioni relative ai diritti dei palestinesi alle Nazioni Unite. L’ambasciatore israeliano in Ucraina, Michael Brodsky, che nel 2023 si lamentò pubblicamente di questo fatto, dichiarò che l’Ucraina si oppone a Israele nel “90% dei casi”. Brodsky fu particolarmente contrariato dal voto ucraino, nel novembre 2022, a favore di una risoluzione che chiedeva lo svolgimento di una conferenza di pace israelo-palestinese a Mosca, proprio mentre l’Ucraina difendeva il proprio popolo e il proprio territorio dall’invasione russa. Questo è solo uno dei tanti esempi. Ad esempio, nello stesso anno l’Ucraina appoggiò una risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva alla Corte Internazionale di Giustizia di indagare sulla “prolungata occupazione, gli insediamenti e l’annessione del territorio palestinese da parte di Israele”.
L’Ucraina ha inoltre regolarmente inviato aiuti alimentari e altri aiuti umanitari ai palestinesi durante il periodo successivo al genocidio israeliano del 2023, in quantità sufficienti a sfamare centinaia di migliaia di famiglie palestinesi per lunghi periodi. In almeno un’occasione, nell’ottobre del 2024, tali aiuti sono stati colpiti dai bombardamenti russi mentre erano in attesa di sbarcare (così come le spedizioni di cibo ucraine destinate all’Africa).

Nel settembre 2025 Zelensky pronunciò un importante discorso alle Nazioni Unite criticando la mancanza di sostegno concreto ai popoli che subivano violenze e occupazione, pronunciando queste parole: “Se una nazione vuole la pace, deve comunque impegnarsi sul fronte degli armamenti. È assurdo, ma questa è la realtà… il diritto internazionale non funziona se non si hanno amici potenti disposti a difenderlo… Cosa possono aspettarsi realmente il Sudan, la Somalia, la Palestina o qualsiasi altro popolo in guerra dalle Nazioni Unite o dal sistema globale? Per decenni solo dichiarazioni e ancora dichiarazioni. Persino tutto ciò che sta accadendo a Gaza rimane senza una via d’uscita…”

Russia e Israele

Nel frattempo, il governo israeliano ha rifiutato le richieste di aiuti militari da parte dell’Ucraina fin dal 2022. Netanyahu e Putin restano, come lo sono sempre stati, stretti alleati (così come entrambi sono anche alleati di Trump).
Negli ultimi due anni si sono sentiti almeno sei volte; nel gennaio 2026, dopo una di queste telefonate, Netanyahu dichiarò alla Knesset: “Parlo regolarmente con Putin e questo dialogo è importante per la tutela degli interessi di sicurezza…”. L’ambasciatore ucraino protestò formalmente per questa affermazione e il ministero degli Esteri israeliano gli rivolse un avvertimento.
Nel giugno 2025, quando gli fu chiesto in un’intervista perché la Russia non stesse aiutando l’Iran durante la campagna di bombardamenti israelo-americana contro di esso – che, col senno di poi, si è rivelata il preludio all’attuale guerra – nonostante l’Iran avesse fornito missili alla Russia per la guerra in Ucraina, Putin rispose: “Oggi Israele è quasi un paese russofono, due milioni di persone provenienti prima dall’Unione Sovietica e poi dalla Russia vivono lì. Ne teniamo conto”.
Ciò ha ribadito un tema che Putin ha sottolineato nel corso degli anni. Ma, cosa fondamentale, il sostegno della Russia a Israele – compreso e soprattutto sotto i governi israeliani di estrema destra – non è solo retorico.
Pur utilizzando opportunisticamente una retorica filo-palestinese, la Russia ha fornito un massiccio aiuto materiale a Israele durante il recente genocidio. Tra novembre 2023 e ottobre 2025, secondo l’ONG Oil Change International, la Russia ha fornito il 45% dei prodotti petroliferi raffinati a Israele – ovvero il carburante senza il quale la macchina bellica israeliana non avrebbe potuto funzionare – ed è stata anche un importante fornitore di petrolio greggio (cfr. “Nuovi dati rivelano che i paesi alimentano il genocidio a Gaza”, novembre 2025. NB. Testo in inglese).
In altre parole, la Russia è responsabile dei crimini commessi da Israele contro i palestinesi tanto quanto gli stati che hanno armato Israele. Mentre l’Ucraina inviava cibo alla Palestina, la Russia inviava carburante a Israele.

*articolo apparso sul sito di Ukraine Solidarity Campaign

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