Rieletto il 25 ottobre con il 51,8% dei voti contro il senatore di estrema destra Flávio Bolsonaro, Lula è riuscito in un ribaltamento senza precedenti dal ritorno della democrazia in Brasile: mai prima d’ora un candidato sconfitto al primo turno aveva vinto il secondo. Questa vittoria è stata conquistata nelle strade e sui social network.
La straordinaria vittoria ottenuta questa notte da Lula in Brasile rappresenta la più importante sconfitta inflitta all’estrema destra da moltissimo tempo, e il suo impatto si farà sentire su scala mondiale.
Vedere milioni di persone riversarsi nelle strade di questo immenso Paese per festeggiare era sufficiente a far venire le lacrime agli occhi.
Questo ribaltamento, apparentemente impossibile al secondo turno, non è una semplice vittoria elettorale. È stato conquistato nelle strade e sui social network. Subito dopo che il candidato di estrema destra, Flávio Bolsonaro, si era piazzato al primo posto al primo turno, migliaia di persone, perlopiù giovanissime, sono scese nelle strade di Niterói, dall’altra parte della baia di Rio de Janeiro, per manifestare contro la prospettiva di un governo neofascista in Brasile. Lo stesso è accaduto nelle città del Nordest, la regione più povera del Paese. Questo movimento si è ripetuto in tutto il Brasile durante le tre settimane che hanno separato i due turni.
Parallelamente, le giovani deputate e i giovani deputati di un piccolo partito che sostiene il Partito dei Lavoratori (PT)di Lula hanno completamente rivitalizzato la presenza della campagna elettorale sui social network, fino ad allora piuttosto fiacca. «L’Esercito di Lula», un canale WhatsApp lanciato da André Janones, del partito Rede, è passato da 50.000 iscritti a un milione in due giorni. Oggi ne conta più di 10 milioni.
La prossima fase si preannuncia difficile, se non addirittura violenta. Nel momento in cui scriviamo questo breve commento, Flávio Bolsonaro si rifiuta di riconoscere i risultati e invita i suoi sostenitori a fare altrettanto. Promette di contestare i risultati davanti ai tribunali, ma l’ultima volta, quando suo padre Jair Bolsonaro aveva perso, i suoi sostenitori avevano assaltato il Congresso e il palazzo presidenziale. Il presidente americano Trump sembra pronto a sostenerlo.
Anche se la minaccia immediata dovesse attenuarsi, la presidenza di Lula dovrà confrontarsi con ampie maggioranze dell’estrema destra e della destra tradizionale in entrambe le camere del Congresso. Se non vorrà capitolare completamente, dovrà governare contando sul sostegno delle piazze e del suo nuovo esercito digitale.
Tutto questo, a sua volta, rischia di provocare scontri. L’estrema destra è profondamente radicata in ampi settori della società. E potrebbe godere della simpatia di almeno una parte delle forze armate.
Ciò che il popolo brasiliano ha realizzato può rappresentare un’immensa fonte di ispirazione per tutte e tutti noi che ci troviamo ad affrontare la rinascita di diverse forme di neofascismo e della estrema destra in varie parti del mondo. Ma il popolo brasiliano avrà anche bisogno di sostegno. Dovremmo cominciare fin da ora a riflettere su come organizzare questa solidarietà. «No pasarán!».
Ma anche sviluppare le nostre lotte fa parte della costruzione della solidarietà. Non c’è quasi alcun dubbio che i giovani che scendono nelle strade in Brasile siano stati incoraggiati da ciò che vedono accadere in Francia e in Spagna. Lo stesso vale per gli studenti serbi che hanno appena fatto cadere Vučić.
Una nuova forma di internazionalismo sembra prendere forma, e dobbiamo esserne parte. Viviamo tempi interessanti, anche se pericolosi.
