Categoria geografica: Internazionale

La Nato delle terre rare: l’Occidente prova a sfidare la Cina

Dal Giappone all’Australia, dalla Malaysia al Brasile: la corsa per spezzare il monopolio cinese sulle terre rare tra sussidi miliardari e resistenze locali La dipendenza dalle forniture cinesi di terre...

Fascisti da tutto il mondo a San Pietroburgo

Politici russi e sacerdoti ortodossi accolgono esponenti dell’estrema destra mondiale Qualche settimana fa, attivisti di gruppi fascisti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a San Pietroburgo, quella che...

Stati Uniti – Venezuela: guerra o accordo?

Mentre Donald Trump chiede le sue dimissioni, Nicolas Maduro rifiuta per il momento di lasciare il potere. Washington minaccia un intervento armato. Donald Trump lo ha detto chiaramente: vuole la...

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Germania-Cina: la spirale della dipendenza economica

Mentre l’industria tedesca è allo stremo e torna ai livelli del 2005, le aziende aumentano gli investimenti in Cina. Berlino è intrappolata in una dipendenza che non riesce a spezzare....

La COP30 tra discussioni ufficiali e mobilitazione popolare

La COP30 [1] si è tenuta a Belém, capitale dello Stato brasiliano del Pará, dal 10 al 22 novembre. Aveva il difficile compito di far dimenticare i risultati deludenti ottenuti...

Più di mille lavoratori Amazon si ribellano all’IA

Più di 1.000 dipendenti Amazon e oltre tremila firmatari solidali, esterni all’azienda, hanno firmato una lettera aperta in cui esprimono “seria preoccupazione” per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, affermando che l’approccio...

La COP 30 conferma la crisi della politica climatica

Mentre si placa il polverone sollevato dalla COP30 di Belém, diventa impossibile ignorare la portata del fallimento. Il mondo sta andando incontro a un riscaldamento catastrofico, gli ecosistemi stanno collassando...

Come Israele ha rafforzato l’apartheid durante la guerra a Gaza

Da oltre due anni, la vita pubblica israeliana è avvolta da una fitta e sconcertante nebbia. Crisi, conflitti e preoccupazioni si sono susseguiti senza sosta, sia all’interno che all’esterno del...

Capitalismo produttivo e/o capitalismo della rendita?

Sebbene non ne siamo ancora certi, è possibile che il capitalismo stia subendo una nuova trasformazione: passando da un capitalismo neoliberista, caratterizzato da deregolamentazioni e deterioramento delle condizioni di lavoro,...

Ucraina. Tre aspetti da chiarire sullo scandalo corruzione

Sul gravissimo scandalo di corruzione che ha travolto i fedelissimi di Zelensky, vanno chiariti alcuni aspetti. In questi giorni circolano una serie di commenti che mostrano quanto sia diffusa la...

L’Ucraina di fronte a una scelta insostenibile

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COP30. Senza mappa e senza direzione

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Il Che restituito alla storia

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Sfruttati ovunque: i lavoratori nordcoreani in Russia e Cina

Centinaia di migliaia di nordcoreani lavorano in Russia e Cina in condizioni di sfruttamento estremo, controllati da un sistema di sorveglianza che supera i confini NOTA INTRODUTTIVA: Con questo articolo proseguo...

La “pace” di Gaza e il campismo

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Conti AET 2025. Tutto bene? Non proprio…

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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