Inquietudine e indignazione per la sentenza su Don Rolando Leo, condannato per abusi su nove minorenni a 18 mesi sospesi, ben sotto i 5 anni e mezzo chiesti dall’accusa e persino della metà del massimo proposto dalla difesa.
Sconcertano le motivazioni del giudice Pagnamenta quando afferma che, nella sua carriera, ha visto “fatti ben più gravi”, che in questa vicenda le “vittime erano vestite” e che don Leo avrebbe mostrato un “sincero pentimento”. Il giudice ha inoltre sottolineato che gli atti commessi sono da considerarsi come “i meno gravi” nella gerarchia delle molestie e delle violenze…
Ma come si può parlare di “meno grave” in casi di abusi su minori? Ogni molestia è violazione della dignità e non esiste pentimento che cancelli il trauma. Minimizzare, come avviene anche nelle violenze contro le donne, alimenta la vittimizzazione secondaria, ferisce chi denuncia e scoraggia altre vittime.
La giustizia dovrebbe proteggere e credere, non trasformarsi in luogo di silenzio imposto.