Tema: Economia

La “rigidità” del mercato del lavoro non è per nulla nemica dell’occupazione

Il principio essenziale che regge le riforme neoliberali può essere così riassunto: i datori di lavoro dovrebbero pagare i loro salariati solo quando questi ultimi lavorano effettivamente per loro. I...

Politica monetaria. Non lasciamo il dibattito in mano ai soli liberisti

Le politiche monetarie sono state in questi anni l’unico vero antidoto messo in campo per arginare la crisi. Un vuoto della politica colmato dall’attivismo dei banchieri centrali. Ora The Economist...

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Economia zombie

Il recente G20 di Shanghai fotografa l’impasse in cui versa il sistema economico globale. Fa capolino nelle riflessioni dei Grandi della terra la consapevolezza che la politica monetaria espansiva di...

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La Cina e le nuove intemperie

È dallo scorso anno che gran parte dei principali commentatori tendono a minimizzare i problemi esplosi nei paesi emergenti, in particolare in Cina. Eppure dal crollo della Borsa di Shanghai...

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Gli anelli deboli

Sembrano lontani i tempi in cui il ministro dell’Economia Giulio Tremonti dichiarava che «la posizione delle banche italiane è migliore di quella delle banche estere». Era l’inizio del 2009, in...

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Economia, le coordinate della crisi in arrivo

Mentre la zona euro abbozza una fase di ripresa molto moderata, si moltiplicano i pronostici allarmisti sulla traiettoria generale dell’economia mondiale: «La crescita cinese rallenta, l’economia mondiale soffre» è, ad...

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La gufa Lagarde

A ridosso della fine dell’anno il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha fatto il punto sull’economia globale, individuando problemi e prospettive della fase economica attuale. Un bilancio fatto...

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Il macigno del credito a rischio

Gli effetti positivi del Quantitative easing sulla finanza sono evidenti: dalla stabilizzazione dell’euro alla decisa riduzione dei costi sul rifinanziamento dei debiti sovrani, passando per un miglioramento generale delle condizioni...

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La toppa del “Bail in”

A distanza di oltre un lustro dall’esplosione della crisi si sente ancora parlare di regolamentazione finanziaria. Da Basilea 1 siamo arrivati a Basilea 3 e c’è chi parla di provvedimenti...

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Luciano Gallino, sociologo combattivo e resistente

Neanche la morte che lo ha colto a Torino l’8 novembre all’età di 88 anni, ha trovato il sociologo Luciano Gallino impreparato. Il suo ultimo libro infatti, Il denaro, il...

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Una proposta anticonvenzionale

La pro­po­sta di un quan­ti­ta­tive easing for the peo­ple è stata avan­zata lo scorso marzo da un gruppo di eco­no­mi­sti con una let­tera pub­bli­cata sul Finan­cial Times. Suc­ces­si­va­mente il nuovo...

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Un «quantitative easing» per il popolo

La Fed ha deciso di rin­viare la fine della pra­tica del rin­viare, cioè quella che Wol­fang Streeck descrive come la logica del «pren­dere tempo com­pran­dolo con l’aiuto del denaro» per...

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I paesi emergenti non sono più la soluzione

A metà luglio l’Economist riportava una battuta su come in Cina si fosse passati da un mercato azionario che per la sua robustezza assomigliava a un toro (bull market) a...

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Debito pubblico, un meccanismo permanente del capitalismo

Il debito pubblico ha una doppia natura: gigantesco meccanismo di espropriazione in favore dei capitalisti e strumento di ricatto sui governi. Dalla crisi del 2008, il debito pubblico (quello degli...

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Quando a crescere è solo la stagnazione

Come un mantra il governo ripete che siamo in ripresa economica, in realtà – dati alla mano – la crescita è minima e sul tesoretto a disposizione si sta aprendo...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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