Solidarietà attiva ai lavoratori della logistica in lotta!

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alogistica scioperoLavoratori della Fincantieri e degli appalti, da ieri mattina e per l’intera giornata di oggi, 30 ottobre, nei principali centri della logistica, da Bologna a Napoli-Caserta, da Torino e Milano fino a Roma, da Brescia a Piacenza, è in corso lo sciopero nazionale indetto dal SI-Cobas (e da altri).

Questa lotta merita la solidarietà attiva dei lavoratori di tutti i settori anzitutto perché respinge con decisione l’attacco portato al contratto nazionale dal padronato e dal governo Renzi, che è teso a peggiorare le condizioni di lavoro, mentre rivendica aumenti salariali del 5% e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, attacca il meccanismo degli appalti come forma di super-sfruttamento e di precarietà del lavoro, pretende il pieno diritto ad organizzarsi sui posti di lavoro per tutte le organizzazioni sindacali. E questi sono obiettivi comuni ai lavoratori di tutte le categorie.
Questa lotta merita la solidarietà attiva dei lavoratori di tutti i settori anche perché porta avanti da anni le sue rivendicazioni con azioni di lotta vere, determinate, fatte di scioperi e di picchetti forti, di blocchi totali delle imprese e degli interporti, senza arretrare davanti alle intimidazioni mafiose e alla repressione statale, con una vera solidarietà tra i lavoratori delle diverse imprese e città. Ed è riuscita in questo modo a spostare i rapporti di forza tra operai e padroni a favore degli operai, ottenendo – in tempi così difficili – anche dei miglioramenti rispetto al contratto nazionale.

Questa lotta guidata dal SI-Cobas ha mostrato e sviluppato il grande potenziale di energia e di coscienza di classe che c’è tra i lavoratori immigrati, che costituiscono la grande maggioranza dei facchini in sciopero. Quel potenziale c’è anche negli stabilimenti Fincantieri, ma da anni la politica di Fim-Uilm e della stessa Fiom lo ha mortificato e disperso, abbandonando a sé stessi le migliaia di operai degli appalti, che sono fondamentali nella produzione delle navi, e permettendo che nella giungla degli appalti e dei sub-appalti si sviluppasse un nuovo schiavismo. Dobbiamo invece fare in modo che anche in Fincantieri torni ad esprimersi il protagonismo dei lavoratori immigrati dall’estero e dal Sud dell’Italia!

Ma questa lotta merita la solidarietà attiva dei lavoratori di tutti i settori anche perché il SI-Cobas ha il coraggio di denunciare le azioni di guerra del governo Renzi e dei governi occidentali che, mentre segano qui i diritti dei lavoratori e il welfare, producono morte, distruzione ed emigrazione forzata nel mondo arabo-islamico (dopo averle prodotte nella ex-Jugoslavia), contrapponendo a questa guerra anti-operaia, esterna e interna, dei governi capitalistici la prospettiva dell’unità combattiva dei lavoratori di tutti i paesi, e lavorando in concreto a realizzarla.

Facciamo conoscere questa lotta! Sosteniamola anche contribuendo alla cassa di resistenza dei lavoratori colpiti dai licenziamenti! In questa stagione in cui scadono molti contratti di lavoro, a iniziare da quello dei metalmeccanici, rispondiamo all’arroganza padronale delle sanguisughe Marchionne, Bono, Squinzi, etc., e del loro portavoce Renzi, con un fronte unito dei lavoratori di tutte le categorie deciso a riconquistare il terreno perduto!

 

* Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri, Marghera

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