Pubblichiamo qui di seguito l’ampia presa di posizione dei compagni e delle compagne dell’NPA-Anticapitaliste resa pubblica al termine della conferenza organizzata negli scorsi giorni per discutere le prospettive e il posizionamento in vista delle elezioni presidenziali del 2027. (Red)
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Anticapitalisti e antifascisti. Ci battiamo per sconfiggere l’estrema destra con le nostre lotte e con le urne, per la vittoria del nostro campo sociale
Al fine di definire la propria posizione in vista delle elezioni presidenziali del 2027, il 27 giugno 2026 si è tenuta una Conferenza nazionale dell’NPA-l’Anticapitalista. Vi hanno partecipato i delegati, in rappresentanza degli attivisti dell’NPA-l’Anticapitalista che avevano partecipato e votato alle assemblee generali tenutesi nel corso del mese di giugno.
Un sistema ormai allo stremo
Il sistema capitalistico minaccia l’esistenza dell’intera umanità. Questo sistema è il principale responsabile della crisi climatica. I capitalisti chiedono costantemente ulteriori passi indietro per la società e finanziamenti pubblici sempre maggiori per incrementare i propri profitti. Ora spingono per l’espansione infinita della spesa militare e la proliferazione di guerre imperialiste contro i popoli.
I leader che li guidano, in particolare Emmanuel Macron, sono screditati e le loro politiche sono respinte in massa da lavoratori e giovani. Ma altri, ancora più pericolosi, si propongono di sostituirli. Con il sostegno di interi settori del mondo imprenditoriale, l’estrema destra e le organizzazioni neofasciste stanno guadagnando terreno in tutto il mondo. Questa è l’espressione politica della radicalizzazione della borghesia. Quando si tratta di potere, l’estrema destra non solo perseguita gli immigrati, le persone di colore e gli individui LGBTQ+, non solo attacca i diritti delle donne e la libertà di associazione e di espressione, ma intensifica anche la sua offensiva contro tutti i lavoratori e le loro organizzazioni, unicamente a beneficio del capitale.
In Francia, il macronismo ha fallito e la destra sta faticando a riorganizzarsi. Sta cercando di farlo allineandosi sempre più all’ideologia di estrema destra. La crescente polarizzazione tra il Rassemblement National e la sinistra antiliberale riflette le esplosive contraddizioni che covano nella società francese.
Molte lotte si oppongono direttamente alle classi dominanti e alle loro politiche: le lotte ambientaliste contro progetti grandiosi, dannosi e imposti dall’alto, le lotte femministe, antirazziste e LGBTI+ contro la violenza sessista e sessuale nei confronti di donne e bambini, le lotte nei quartieri operai, le lotte dei lavoratori per difendere le proprie pensioni, l’indennità di disoccupazione, la sanità, la sicurezza sociale… Ma queste lotte si sforzano di ottenere vittorie contro un potere più determinato che mai a preservare i propri interessi.
Il pericolo dell’estrema destra
Per gli attivisti dell’NPA-l’Anticapitalista, le elezioni presidenziali del 2027 e le successive elezioni legislative rivestono un’importanza fondamentale, poiché per la prima volta il Rassemblement National ha concrete possibilità di vittoria. La situazione è tanto più grave in quanto la costituzione antidemocratica della Quinta Repubblica offre al presidente innumerevoli opportunità per imporre un potere autoritario.
Avendo acquisito, attraverso i media controllati da miliardari di estrema destra, i mezzi per imporre la propria egemonia sulla società, e avendo ottenuto numerosi seggi nell’Assemblea Nazionale e nei comuni, l’estrema destra fascista di Bardella e Le Pen è riuscita a impadronirsi dell’apparato statale e ad assumere il controllo della polizia, dell’esercito e delle istituzioni giudiziarie. Ciò rappresenta un grave pericolo per gli sfruttati e gli oppressi, per la classe lavoratrice e per le persone di colore, le donne, le persone LGBTQ+ e le minoranze di genere, per le quali l’estrema destra è il peggior nemico. Garantisce inoltre la continuazione e l’aggravarsi della corsa verso il cambiamento climatico. Tuttavia, sappiamo dalla vittoria elettorale del Nuovo Fronte Popolare (NFP) che il peggio non è mai inevitabile e che è possibile sconfiggere e respingere l’estrema destra e le sue idee letali.
Un fronte antifascista unito
Raggiungere questo obiettivo è possibile solo se riusciamo a unire, nel modo più ampio e democratico possibile, l’intero movimento operaio, e in particolare la sinistra radicale. Dobbiamo costruire un fronte antifascista capace di mobilitare le classi lavoratrici per contrastare la marcia del Rassemblement National sull’Eliseo. Per questo motivo, NPA-L’Anticapitaliste invita ora tutti gli attivisti del movimento sociale e operaio, della sinistra, i rivoluzionari e gli ambientalisti a mobilitarsi e a creare, ove possibile, fronti e comitati di azione antifascista contro l’estrema destra, uniti nel modo più ampio possibile. Queste strutture di resistenza saranno essenziali a prescindere dall’esito delle prossime elezioni. Pertanto, questa politica deve essere sostenuta nel lungo periodo.
La resistenza all’estrema destra è una preoccupazione ampiamente condivisa all’interno di gruppi locali, comitati anti-estrema destra, circoli intellettuali (CRAC), ambienti artistici (“Via Bolloré”, cinema indipendenti) e media indipendenti. È una preoccupazione condivisa anche dai gruppi di attivisti di cui facciamo parte: femministe, antirazzisti, difensori dei diritti LGBTI+, ambientalisti, attivisti contro progetti su larga scala, dannosi e imposti, e naturalmente, attivisti sindacali. Tutti condividono la preoccupazione per il pericolo rappresentato dall’estrema destra e stanno lavorando per formare coalizioni, come quella del 13 giugno promossa da ATTAC, Copernic e Solidaires, per una campagna antifascista all’interno del movimento sociale. Gli attivisti di NPA-L’Anticapitaliste sono pienamente coinvolti in diverse di queste iniziative, che saranno necessarie durante e dopo le elezioni. Siamo convinti che la lotta contro l’estrema destra debba essere condotta anche in questo contesto elettorale.
L’NPA-l’Anticapitaliste condurrà una propria campagna con incontri, manifestazioni pubbliche e materiale informativo per promuovere la necessità di questo fronte antifascista unito.
Una candidatura unitaria per affrontare l’emergenza sociale e ambientale
L’NPA-l’Anticapitalista non ha interessi distinti da quelli del nostro campo sociale: nell’attuale situazione politica, è tempo di unità, non di divisione, per portare avanti un programma di rottura con il liberalismo. In questo contesto, l’NPA-l’Anticapitalista non presenta un candidato alle elezioni presidenziali, partecipa alla costruzione di un ampio fronte antifascista e si impegna per una candidatura unitaria della sinistra radicale.
Deplorando l’attuale assenza di un ampio fronte sociale e politico dinamico, come quello che si era delineato ai tempi dell’NFP, l’NPA-l’Anticapitalista osserva che, al momento, la candidatura di Jean-Luc Mélenchon è la più adatta a raccogliere i voti delle classi lavoratrici per consentire alla sinistra di confrontarsi con l’estrema destra alle urne.
Nei prossimi mesi lavoreremo per garantire il successo di questa campagna. Stiamo avviando delle discussioni per raggiungere un accordo con La France Insoumise (LFI) e tutte le organizzazioni e i movimenti della sinistra radicale che desiderano aderire alla campagna di Mélenchon. Tale accordo deve fornire garanzie a tutte le forze affinché possano trovare il proprio posto al suo interno. LFI propone di istituire un comitato politico e di creare comitati di campagna a partire dai suoi gruppi di azione. Pur mantenendo la propria indipendenza politica e organizzativa, l’NPA-L’Anticapitaliste propone di costruire, con tutte le forze coinvolte in questa campagna, delle strutture per l’azione e il processo decisionale collettivo e democratico, sia a livello locale che nazionale. Stiamo lavorando affinché questo processo includa tutte le forze che hanno formato un fronte sociale, politico e politico unito nel 2024, in particolare le organizzazioni del movimento sociale e operaio, nonché le forze rivoluzionarie e gli attivisti. Questi elementi sono essenziali per costruire un movimento militante e unificante, capace di bloccare il Rassemblement National e di portare speranza di cambiamento a milioni di persone. La campagna deve mobilitare il nostro movimento sociale, collegare i vari gruppi di attivisti e unire le nostre rivendicazioni per contrastare le classi dominanti e affrontare la minaccia dell’estrema destra sia sul territorio che alle elezioni.
A seguito di colloqui che terrà a breve con LFI e con le organizzazioni e le correnti della sinistra radicale, NPA-l’Anticapitaliste deciderà le forme del suo coinvolgimento nella campagna e le modalità del suo sostegno a questa candidatura.
Unitario, internazionalista e rivoluzionario
L’NPA-l’Anticapitaliste è pienamente impegnata, sia nelle piazze che alle urne, nella lotta antifascista che prenderà il via con la campagna presidenziale.
In questo contesto politico e sociale, l’NPA-l’Anticapitalista continuerà a far sentire la sua voce unitaria e rivoluzionaria, il suo internazionalismo per l’autodeterminazione dei popoli e le sue aspirazioni per la democrazia più ampia possibile. Continueremo a costruire, insieme ad altri, lotte sociali, antirazziste, femministe, ambientaliste, internazionaliste e lotte contro ogni forma di oppressione.
Il programma proposto da NPA-L’Anticapitaliste è in linea con il Manifesto per una rivoluzione ecosocialista della Quarta Internazionale. Porteremo le nostre richieste per un programma anticapitalista radicale nei dibattiti programmatici, tra cui:
- Di fronte alla crisi economica, la requisizione delle banche, la riduzione dell’orario di lavoro e la cancellazione dei debiti pubblici; il divieto di licenziamenti e l’aumento massiccio dei salari, la condivisione della ricchezza, la previdenza sociale al 100%, il pensionamento a 60 anni, lo sviluppo e la fornitura gratuita di servizi pubblici commisurati alla crisi, per un effettivo diritto a un alloggio dignitoso per tutti, ecc.;
- Di fronte alla crisi ecologica, trasporto pubblico gratuito, espropriazione delle multinazionali, eliminazione graduale dei combustibili fossili e chiusura dell’energia nucleare, una decrescita ecosocialista per salvare il pianeta e la vita, perché solo una socializzazione della produzione e della riproduzione sociale decisa da tutti permetterà di evitare la catastrofe;
- Di fronte alla crisi democratica, all’abolizione della funzione presidenziale e alla fine della V Repubblica con un’assemblea costituente sostenuta da mobilitazioni, contro gli attacchi alla libertà e al razzismo; per i diritti uguali, per la libertà di movimento e di insediamento e la regolarizzazione degli immigrati irregolari, contro la discriminazione e l’islamofobia di stato; per l’autonomia dei giovani; per l’emancipazione delle donne e delle minoranze di genere;
- Di fronte all’imperialismo e al colonialismo: per una politica antimilitarista; per il diritto all’autodeterminazione dei popoli e per le solidarietà internazionaliste, dalla Palestina all’Ucraina, dall’Iran al Venezuela; per la decolonizzazione, a partire dalla Nuova Caledonia, e per il conseguimento effettivo dell’indipendenza da parte di tutti i popoli che la rivendicano, come i popoli corso e basco.
Sulla base di questo orientamento, l’NPA-l’Anticapitaliste organizzerà una campagna dinamica fin dalla ripresa autunnale, con il relativo materiale (opuscolo programmatico, volantini, manifesti, video…) e una serie di incontri pubblici.
L’università estiva dell’NPA-l’Anticapitaliste, che si terrà dal 23 al 26 agosto, sarà il primo grande evento di dibattito con le forze sociali e politiche disposte a costruire un ampio fronte antifascista legato alla battaglia presidenziale e legislativa.
La vittoria dell’estrema destra e della destra non è inevitabile. Mobilitiamoci per ridare speranza al nostro campo sociale, così da poter affrontare le classi dominanti e le loro politiche letali.
