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Nell’edizione del 7 giugno 2020 il Caffè riporta la notizia secondo cui in Ticino il numero delle revoca di permessi per cittadini senza passaporto rossocrociato nel corso degli ultimi anni è fortemente aumentato. Il caso dei falsi permessi dei manager della Kering ci permette d’affermare che certamente tale provvedimento non colpisce persone facoltose, amiche di amici, proprietari di jet posteggiati ad Agno, etc., etc.

Nel 2019 la revoca ha colpito ben 260 persone. Il grafico pubblicato del Caffe (che riproduciamo) è significativo. Fino al 2010 le revoche erano meno di 90 all’anno. Dal 2011 al 2014 si situavano attorno alle 100. Dal 2015 sono raddoppiate, fino a raggiungere nel 2019 appunto la cifra di 260.

Dalla lettura dell’articolo apprendiamo che buona parte di queste revoche sono da ritenere abusive e non giustificate. Non sarebbero pochi i casi in cui l’istanza superiore annullerebbe le decisioni prese dal leghista Norman Gobbi.

Purtroppo però non tutte le persone toccate da questa politica abusiva arbitraria (e xenofoba?) di Norman Gobbi possono permettersi la possibilità di pagare un avvocato e fare ricorso alla decisione di revoca. Ed in questi casi l’autorizzazione al gratuito patrocinio sarebbe di competenza del Consiglio di Stato…. E qui il cerchio si chiude.

Alla luce di queste considerazioni chiediamo al Consiglio di Stato

1.     Nel 2018 quanti sono stati i casi di revoca del permesso di residenza per cui vi è stato un ricorso all’istanza superiore?

2.     Quanti di questi casi di ricorso si sono conclusi con sentenza definitiva con l’annullamento della decisione?

3.     Per quanti casi i ricorrenti hanno chiesto al Consiglio di Stato il gratuito patrocinio?

4.     In quanti casi il gratuito patrocinio è stato concesso?

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti

Angelica Lepori, Simona Arigoni, Matteo Pronzini

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