Il NO dell’MPS al Consuntivo 2025 del Cantone

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Pubblichiamo l’intervento di Giuseppe Sergi che illustra le ragioni del voto negativo dell’MPS ai Consuntivi 2025 del Cantone. (Red)

È l’ultimo consuntivo della legislatura. E si capisce benissimo, leggendo il rapporto di maggioranza, che la campagna elettorale è ormai cominciata.

Proprio per questo, il rapporto assume i tratti di un esercizio di autoassoluzione politica. Più che offrire un bilancio rigoroso dell’azione svolta negli ultimi anni, cerca di occultare le responsabilità delle forze di destra e di estrema destra (Centro, PLR e Lega, per dirla chiaramente) che hanno dominato governo e Parlamento durante tutta la legislatura, spesso con il sostegno dell’UDC.

Il rapporto di maggioranza tenta ancora una volta di spostare il dibattito dalle cause agli effetti. Le difficoltà finanziarie del Cantone vengono attribuite all’incapacità del governo di risanare le finanze pubbliche e contenere la spesa. Una ricostruzione fuorviante. Non perché si voglia assolvere il governo, ma perché le criticità denunciate sono il prodotto delle stesse politiche sostenute e approvate per anni dalla maggioranza parlamentare.

Il governo non ha agito nel vuoto. Le sue scelte in materia fiscale, economica e sociale hanno sempre trovato una maggioranza pronta a sostenerle. La politica fiscale ne è l’esempio più evidente: sgravi per grandi patrimoni, redditi elevati e imprese sono stati giustificati con promesse di crescita e prosperità diffusa che non hanno trovato riscontro nella realtà.

A ciò si aggiunge una contraddizione strutturale: da una parte si riducono le entrate pubbliche, dall’altra si denuncia la scarsità di risorse per giustificare tagli alla spesa, minori investimenti e un ridimensionamento dei servizi pubblici.

Essendo l’ultimo consuntivo della legislatura, è possibile tracciare un bilancio complessivo. E il quadro che emerge è preoccupante: peggiora il potere d’acquisto di salari e redditi, cresce il peso degli affitti e dei premi di cassa malati, si indebolisce il sistema formativo e aumentano le difficoltà della sanità pubblica, confrontata con carenza di personale, peggioramento delle condizioni di lavoro e crescente pressione sulle prestazioni.

A questi problemi si aggiungono la precarizzazione del lavoro, l’aumento delle disuguaglianze e le crescenti difficoltà che molte persone incontrano nel costruire un progetto di vita stabile. Reddito, formazione e sanità sono pilastri fondamentali della qualità della vita. Se si indeboliscono contemporaneamente, non siamo di fronte a problemi isolati, ma al fallimento di un modello politico.

Per questo il giudizio su chi ha detenuto il potere politico ed economico nel corso di questa legislatura non può che essere severo. Dopo anni di promesse sulla crescita e sull’efficienza, il risultato è un Cantone più fragile, più diseguale e meno capace di rispondere ai bisogni della maggioranza della popolazione.

Le conclusioni del rapporto di maggioranza sono del resto esplicite: proseguire sulla stessa strada. Più sgravi fiscali, più contenimento della spesa pubblica e meno strumenti di intervento collettivo. In altre parole, la soluzione ai problemi prodotti da una determinata politica sarebbe una dose ancora maggiore della stessa politica.

La campagna elettorale è già cominciata. Ma il bilancio di una legislatura non si misura dalle dichiarazioni contenute in un rapporto di maggioranza: si misura dalle condizioni concrete nelle quali vivono le persone. Ed è su questo terreno che le responsabilità della destra ticinese appaiono oggi più evidenti che mai.

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