Ritorno a scuola: tante direttive, poca chiarezza

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Pubblichiamo il testo dell’interpellanza presentata oggi al governo dal gruppo MPS-POP-Indipendenti

Tra le direttive emanate dal DECS sulla riapertura delle scuole c’è anche quella che prevede che al primo sintomo (raffreddore, tosse, mal di gola o diarrea) gli allievi saranno mandati a casa e lo stesso vale per i docenti.

Una direttiva che, se applicata correttamente, avrà inevitabilmente delle conseguenze sull’organizzazione delle famiglie degli allievi e delle supplenze nelle scuole.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui una classe o una scuola dovesse essere costretta a mettersi in quarantena per dieci giorni. I ragazzi a casa avranno bisogno di essere accuditi (evitando contatti con le categorie a rischio come ad esempio i nonni) e i docenti di essere rimpiazzati.

Inoltre le classi in quarantena dovranno in qualche modo poter continuare a seguire le lezioni e i corsi.

Siamo ovviamente nel campo di cose che potrebbero succedere: come ci si continua a ripetere dobbiamo imparare a essere flessibili e a convivere con questo virus. Ci sono però comunque alcune questioni che possono essere previste e preorganizzate; se poi nessuno si ammalerà e nessuna classe verrà messa in quarantena (cosa poco probabile) tanto meglio.

Ma di tutte queste questioni non c’è traccia nei documenti finora a disposizione; insomma, quella che sembra regnare è l’improvvisazione…con buona pace di tutti i bei discorsi sull’importanza di garantire il funzionamento della scuola per il benessere degli allievi e della formazione.

Di fronte a questa situazione chiediamo quindi al Consiglio di Stato:

1. Cosa intende fare per permettere alle famiglie i cui figli saranno spediti a casa da scuola o messi in quarantena di occuparsi dei loro figli senza essere obbligati a prendere vacanza o affidare gli stessi ai nonni?

2. Non crede che sarebbe utile obbligare le aziende a prevedere per i dipendenti che si trovassero in una simile situazione di poter accedere al telelavoro (dove possibile) o a congedi pagati?

3. E’ previsto un potenziamento del personale supplente per far fronte alle assenze dei docenti? Come sarà organizzata la didattica per quelle classi che saranno a scuola (pensiamo alle scuole medie e alle superiori) e i cui docenti però si trovano in quarantena o ammalati?

4. Come sarà organizzata la didattica per le classi o sedi messe in quarantena?

Angelica Lepori, Simona Arigoni, Matteo Pronzini

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