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Il Municipio di Lugano sta diffondendo una spiegazione assolutamente fantasiosa e priva di fondamento in merito al metodo di finanziamento scelto per realizzare il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE). In sostanza, la scelta di lasciare l’onere degli investimenti al Credito Svizzero e al gruppo HRS Real Estate AG e di pagare loro degli affitti e dei leasing, sarebbe non solo la miglior soluzione, ma anche l’unica possibile.

La migliore perché, così facendo, non si andrebbe ad aumentare il debito pubblico della città di Lugano. Posizione questa che ha raggiunto i 629,2 milioni di franchi nel 2019, pari a un debito pubblico pro-capite di 9’958 franchi (sempre nel 2019)[1]. La voce “capitale dei terzi” ha invece già sforato da qualche anno il tetto del miliardo di franchi[2].

Non è nostra intenzione aprire il dibattito di fondo sul debito pubblico delle istituzioni pubbliche. Ci preme però sottolineare un aspetto rilevante. Per l’esecutivo luganese il fatto che saranno il Credito Svizzero e il gruppo HRS Real Estate AG ad assumere il peso finanziario degli investimenti di costruzione dei contenuti sportivi e amministrativi è considerato come una soluzione miracolosa che non schiaccerà le finanze cittadine, in particolare non graverà ulteriormente il debito pubblico. Forse che queste due società capitalistiche si siano trasformate in enti benefici, i quali non investono più per realizzare un profitto? Ovviamente le cose non stanno così.

Le cittadine e i cittadini di Lugano dovranno pagare il ritorno sull’investimento di questi due colossi capitalistici. E lo dovranno fare attingendo alle entrate correnti della città, ogni anno e puntualmente. Ciò significa che sarà necessario trovare ogni anno, per 27 anni almeno, 10,8 milioni di franchi: a tanto ammonterà il costo minimo di tutta l’operazione PSE, Centro sportivo al Maglio compreso.

Sarebbe il momento, finalmente, che il Municipio di Lugano dicesse alla popolazione come intende gestire questa situazione. E ciò tenendo conto che dal 2010 al 2019, in cinque occasioni, il risultato d’esercizio annuale si è saldato con un deficit. Se prendiamo il risultato d’esercizio del 2019, chiusosi con un attivo di 6,766 milioni di franchi, il solo peso finanziario del PSE avrebbe provocato un deficit di 4 milioni di franchi.

Ora, delle due l’una: o il Municipio di Lugano dovrà contrarre dei prestiti a breve termine, come già fa ora, per garantire in futuro la sua operatività, oppure dovrà procedere a poderosi tagli nei servizi sociali e pubblici garantiti alla cittadinanza, il tutto condito da un aumento delle imposte. E lo scenario futuro sarà ancora peggiore, considerati tutti gli investimenti che l’esecutivo, sostenuto dal consiglio comunale, ha già votato o messo a preventivo per i prossimi anni[3]. E diversi di questi, come il Polo fieristico al Campo Marzio, saranno realizzati sulla base del modello del partenariato pubblico privato (PPP), la soluzione magica adottata per il PSE.

I sostenitori di questa politica devono spiegare alla popolazione luganese dove stia il grande vantaggio tra il contrarre debiti sul lungo periodo e il pompare risorse sulla gestione corrente per almeno 27 anni. In ogni caso, i profitti del Credito Svizzero e del gruppo HRS Real Estate sono garantiti. Anzi, l’assunzione diretta da parte della città del finanziamento dell’investimento per la costruzione dello stadio e del palazzetto dello sport costerebbe molto meno che l’opzione del leasing.

E qui arriviamo alla seconda questione: non c’erano alternative al partenariato pubblico privato? I municipali luganesi lo stanno ripetendo con forza da diverse settimane: senza l’intervento dei privati non sarebbe stato neppure possibile trovare i finanziamenti per realizzare i contenuti sportivi. Una menzogna. Dal 2012 al 2019, la città di Lugano ha ottenuto prestiti obbligazionari, quasi tutti con una scadenza decennale, per una somma complessiva di 660 milioni di franchi, con tassi oscillanti fra l’1,75% (massimo) e lo 0,250% (minimo)[4]. Fatto ancora più interessante e degno di riflessione, la città ha rinnovato, il 1° settembre 2020, un prestito obbligazionario di 140 milioni di franchi per una durata di 50 anni a un tasso (record) dello 0,164%[5], ciò che porta la somma totale a 800 milioni di franchi sotto forma di prestiti obbligazionari. In questa fase storica, le istituzioni pubbliche non hanno problemi a reperire finanziamenti a tassi scontati sul mercato dei capitali. Lugano lo dimostra. Proviamo a calcolare il costo dei contenuti sportivi se l’investimento fosse assunto direttamente del Comune di Lugano.

Iniziamo ricordando i costi che deriveranno dal contratto di Partenariato Pubblico Privato (PPP). Il costo di costruzione dell’Arena Sportiva è di 99,7 milioni di franchi. Quello del Palazzetto dello Sport raggiunge i 67,270 milioni di franchi. In totale i costi di costruzione raggiungono i 166,953 milioni di franchi. Le cittadine e i cittadini luganesi dovranno pagare un leasing di 4,922 milioni di franchi all’anno per l’Arena Sportiva e un affitto di 3,566 milioni di franchi per il Palazzetto dello Sport, per un totale annuo di 8,488 milioni di franchi. Questa somma va poi moltiplicata per i 27 anni, tanta è la durata dei contratti di leasing e affitto. Tutto questo dà un totale di 229,181 milioni di franchi. Gli investitori privati realizzeranno dunque un profitto di 62,229 milioni di franchi, pari a 2,304 milioni l’anno (differenza fra costo di costruzione e i 27 anni di leasing/affitto).

Se la città procedesse autonomamente, dovrebbe limitarsi ad accendere un prestito obbligazionario per la costruzione delle due infrastrutture. Questa sarebbe la sua sola spesa. Ebbene, a un tasso dello 0,165% per 30 anni, il costo totale raggiungerebbe i 175,217 milioni di franchi. Ossia un risparmio rispetto all’opzione Credito Svizzero e HRS Real Estate AG di ben 53,964 milioni di franchi. Se il tasso d’interesse contratto fosse dello 0,625%, la spesa totale sarebbe di 198,256 milioni di franchi, pari a un risparmio di 30,925 milioni di franchi rispetto alla soluzione magica del PPP… E naturalmente, questi calcoli sono fatti basandoci su due progetti architettonici dai costi assolutamente sproporzionati. Come vedremo prossimamente, l’Arena Sportiva di Lugano sarà lo stadio più caro mai realizzato in Svizzera, sia in termini relativi che (quasi) assoluti. Mentre il Palazzetto dello Sport rischia di essere proporzionalmente il più caro d’Europa… Ma per il Municipio e il Consiglio comunale di Lugano l’unica strada rimane quella di regalare milioni di soldi pubblici al Credito Svizzero e al gruppo HRS.   


[1] Nel 2019, il debito pro capite ticinese era di 5’344 franchi.

[2] Nel 2019 la cifra ammontava a 1’035’847 franchi.

[3] Nel solo 2020 sono stati votati crediti per ulteriori 178 milioni di franchi. Secondo quanto emerso, tra investimenti arretrati ma già votati e quelli già pianificati a preventivo, la città di Lugano dovrà assumere il peso di 859 milioni di franchi supplementari nei prossimi anni. Cfr. Ferruccio Unternährer, Lugano, criticità per i 859 milioni di investimenti, LaRegione, 23.12.2020.

[4] Credito Svizzero, prestito obbligazionario 2012-2022, 100 milioni di franchi a un tasso d’interesse dell’1,125% (scadenza: 01.06.20220). Credito Svizzero, prestito obbligazionario 2013-2043, 120 milioni di franchi a un tasso d’interesse dell’1,750% (scadenza: 20.02.2043). UBS SA, prestito obbligazionario 2013-2020, 100 milioni di franchi a un interesse dello 0,875% (scadenza: 09.12.2020). Credito Svizzero, prestito obbligazionario 2014-2024, 100 milioni di franchi a un tasso d’interesse dello 0,875% (scadenza: 09.12.2024). UBS SA/Raiffeisen, prestito obbligazionario 2015-2025, 120 milioni di franchi a un interesse dello 0,625% (scadenza: 01.09.2025). Credito Svizzero/Raiffeisen, prestito obbligazionario 2017-2027, 120 milioni di franchi a un tasso d’interesse dello 0,250% (scadenza: 20.12.2027). Cfr. Città di Lugano, Consuntivo 2019.

[5] Partito Liberale di Lugano, Mozione d’ordine al PSE: priorità all’arena sportiva e al palazzetto dello Sport!, 1° dicembre 2020, p. 4. (Mozione dichiarata non ricevibile dal Municipio di Lugano il 7 gennaio 2021).

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