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Interpellanza: È di qualche settimana fa una sentenza emessa dal Tribunale del lavoro di Bülach relativa alla richiesta di alcuni dipendenti dell’ospedale cittadino, sostenuti dalla VPOD, di vedersi riconosciuto il tempo di lavoro necessario per cambiarsi.

La sentenza dà ragione al personale ed alla VPOD. Il tempo necessario per cambiarsi, sulla base dell’articolo 13 dell’Ordinanza 1 della Legge sul Lavoro, è da retribuire. Concetto ribadito e sviluppato dal SECO nel suo commentario sulla LL:

“Per quanto riguarda il vestirsi o il cambiarsi d’abito, costituisce tempo di lavoro tutto ciò che rientra obbligatoriamente nel processo di lavoro: indossare dispositivi individuali per tutelare la salute e proteggersi dagli infortuni, indossare abiti da lavoro sopra i vestiti usuali o abiti da lavoro sterili e passare da camere di separazione per motivi d’igiene, ecc.”

Ma non solo. Il Tribunale ha riconosciuto il diritto alla retroattività per gli ultimi 5 anni. Il tempo di lavoro per cambiarsi è stato quantificato in 15 minuti giornalieri, corrispondente, per 5 anni a 1’282 ore o 160 giorni. Per un anno circa 36 ore di lavoro. Questo tempo può essere retribuito o compensato come vacanza.

Dalle informazioni da noi raccolte sembrerebbe che l’EOC, in contraddizione con le disposizioni di legge, non consideri il tempo per cambiarsi come tempo di lavoro. Una situazione che, se confermata, non va assolutamente bene e che deve essere sanata retroattivamente.

Chiediamo dunque al Consiglio di Stato:

1. Conferma che al momento attuale al personale dell’EOC il tempo di lavoro necessario per cambiarsi (15 minuti) non viene considerato come tempo di lavoro?

2 L’Ispettorato del lavoro negli ultimi 5 anni ha svolto dei controlli sull’applicazione del tempo di lavoro presso gli ospedali dell’EOC? Se sì, quanti e in quali ospedali?

  1. Nei suoi controlli l’Ispettorato ha constatato questa mancata applicazione della Legge sul lavoro?
  2. Come intende procedere per imporre all’EOC il pagamento, rispettivamente, la compensazione del tempo di lavoro necessario per cambiarsi degli ultimi 5 anni e per il futuro?
  3. Quale è la situazione in tutti gli altri enti socio-sanitari, sottoposti alla Legge sul lavoro? Anche qui tale disposizione della Legge sul lavoro non viene rispettata?
  4. Cosa metterà in campo l’Ispettorato del lavoro (non solo nel settore pubblico, ma anche in quello privato dove sussistono fattispecie simili) nei prossimi mesi per informare il personale ed obbligare le aziende al pagamento, rispettivamente a compensare le ore sottratte al personale?

Per MPS-POP-Indipendenti Matteo Pronzini
Arigoni Zürcher – Lepori Sergi

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