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La società HRS Real Estate AG è sicuramente il gruppo con maggiore esperienza in Svizzera nella costruzione di stadi di calcio. È indubbio. Ma è anche un gruppo capitalista aggressivo, il cui unico scopo è quello di realizzare il massimo tasso di profitto. Constatazione banale, ma troppo spesso dimenticata, soprattutto a livello delle possibili conseguenze a lungo termine. Il Municipio di Lugano ha presentato l’accordo di Partenariato Pubblico Privato (PPP), all’interno del quale il gruppo HRS Real Estate AG gioca un ruolo determinante di appaltatore generale ma anche di investitore diretto (per l’Arena sportiva), come il livello più elevato della condivisione vincente fra interessi pubblici e privati, in una perfetta armonia. Siamo proprio sicuri che sia così? I dubbi riguardano diversi aspetti essenziali. Vogliamo attardarci in questo contributo su un aspetto particolare. Se la vigilia delle nozze può sembrare idilliaca, una volta firmato l’accordo definitivo di PPP il rapporto potrebbe deteriorarsi successivamente… L’esempio della città di Bienne può essere un utile monito.

Un giretto a Bienne…

Nel 2015 è stata inaugurata la Tissot Arena di Bienne, «l’unico stadio in Svizzera a riunire hockey su ghiaccio, calcio e curling sotto lo stesso tetto. Con una lunghezza di 380 metri, una larghezza di 120 metri e un’altezza di 28 metri, la Tissot Arena si presenta imponente. Lo stadio di calcio offre 5100 posti a sedere coperti e può essere ampliato fino a 10 000 posti. Lo stadio di hockey sul ghiaccio comprende 7000 posti. La Tissot Arena può inoltre essere rapidamente trasformata in un ampio spazio per eventi quali concerti, esposizioni, convegni o fiere. Oltre agli stadi, la ”Galerie-Arena” offre una piattaforma per esperienze di shopping legate agli stadi sportivi» (1). L’appaltatore generale è stato il gruppo HRS Real Estate AG. L’intero progetto è costato 210 milioni di franchi, 77 milioni (2) per le infrastrutture sportive e 120 milioni per gli spazi commerciali, e occupa una superficie totale di 88’600 m2, di cui 65’000 m2 riservati dai contenuti sportivi. Le infrastrutture sportive sono di proprietà della città di Bienne, mentre gli spazi commerciali appartengono alla società privata Innoland AG (già Kumaro Delta AG). La gestione di tutto il complesso è stata demandata alla Congrès, Tourisme & Sport SA (CTS SA), una società controllata al 100% dalla città di Bienne.
Nel periodo successivo alla consegna del centro, ossia durante il periodo di garanzia, i due proprietari segnalano diversi difetti di costruzione all’HRS Real Estate AG. Quest’ultimo interviene, risolvendo buona parte dei problemi. Tranne 22 difetti, alcuni dei quali piuttosto gravi. In particole le carenze riguardanti la struttura portante (statica) del tetto della pista di ghiaccio all’aperto e la tenuta dell’impermeabilizzazione del seminterrato con infiltrazioni d’acqua. Nel rapporto del Municipio di Bienne indirizzato al consiglio comunale si può leggere che «più tempo passa, maggiori sono i rischi che i danni possono essere considerevoli» (3). Addirittura la Bieler Tagblatt afferma che «i difetti che non sono stati rimossi fino ad oggi (…) sono in parte abbastanza gravi. Per esempio, ci sono presunte carenze di qualità nei materiali usati» (4). In totale i difetti che il gruppo HRS Real Estate AG si rifiuta di sanare sono valutati in circa 10 milioni di franchi. È così che prende avvio un confronto tra i proprietari e l’appaltatore generale. Le trattative si rivelano infruttuose a causa dell’intransigenza del gruppo HRS Real Estate AG. Ai due proprietari non rimane che intraprendere le vie legali. Lo scorso 16 dicembre 2020, il consiglio comunale di Bienne ha votato un credito di 791’000 franchi per finanziare le spese e gli anticipi legali. Il Municipio di Bienne spiegava a questo proposito che «l’attuale procedura è stata decisa sulla base di considerazioni approfondite e in consultazione con il partner e proprietario del pavimento della Tissot Arena, Innoland AG. Tra il 2018 e l’estate del 2020, si è cercato ripetutamente il dialogo con HRS per trovare una soluzione amichevole. Dato che HRS non è disposta a cercare una soluzione costruttiva e non risponde alle richieste fatte dai condomini o dal loro avvocato, l’unica opzione legale che rimane è quella di seguire le procedure legali previste dai contratti citati; dopo tutto, i due proprietari hanno ordinato e pagato per una struttura senza difetti» (5). Interessante la considerazione del quotidiano Bieler Tagblatt: «È stato fatto notare al consiglio comunale (…) che progetti di appaltatori totali di queste dimensioni comportano spesso controversie legali. La Tissot Arena è costata in totale circa 200 milioni di franchi. L’appaltatore totale ha interesse a costruire nel modo più economico possibile, perché deve consegnare al prezzo concordato e sopporta da solo qualsiasi costo aggiuntivo. Questo dà alla città la certezza dei costi, ma significa anche che deve fare i conti con i difetti di costruzione. Il sindaco della città Erich Fehr (SP) aveva già detto alla BT [Bieler Tagblatt], in vista della riunione del consiglio comunale di ieri [16.12.2020], che i suoi esperti gli avevano già detto alla cerimonia di posa della prima pietra nel 2012 che l’ultima riunione con HRS in questa materia sarebbe avvenuta probabilmente in tribunale» (6).
Questi sono i problemi non secondari nati dal partenariato pubblico privato nell’ambito delle opere infrastrutturali. E la città di Bienne ha sottoscritto questo contratto solo per quanto riguardava la costruzione materiale del centro, senza legarsi con i partner privati anche sul fronte degli investimenti, come invece ha fatto la città di Lugano che pagherà durante 30 anni dei cospicui leasing e affitti, a prezzi elevati fuori mercato, al Credito Svizzero e al gruppo HRS Real Estate AG…

La città di Lugano completamente nelle mani dei partner privati…

Se questo è quanto successo fra la città di Bienne e il gruppo HRS Real Estate AG, vi è da chiedersi se la città di Lugano riuscirà a evitare di trovarsi nella stessa situazione o, addirittura, in una peggiore. Come detto più sopra, l’esecutivo luganese ha colpevolmente deciso di farsi invischiare in un sistema nettamente più articolato e pericoloso di quello scelto dalla città di Bienne. Sulle rive del Ceresio infatti, i partners privati avranno in mano la progettazione, la realizzazione e la gestione di tutto il PSE per trent’anni. La città di Lugano avrà solo il ruolo di pagatore, neppure quello di committente legale. Con tutta probabilità non si commette un errore affermando che mai alle nostre latitudini ci sia stato un progetto nel quale gli interessi dei privati e quelli pubblici si siano trovati al centro di un intreccio così complesso e con un potenziale di rischi così elevato sul lungo termine come il PSE. Questo progetto sarà affrontato senza avere la minima esperienza in materia di progetti importanti costruiti sul principio del partenariato pubblico privato.
Chiunque abbia letto l’Accordo di partenariato pubblico privato firmato tra la città e i partners privati si è reso conto dell’estensione di questo documento, della complessità dei suoi contenuti e di una loro certa ambiguità. Soprattutto vi è da chiedersi quali strumenti di protezione abbia adottato l’esecutivo per difendere i propri interessi sul medio e lungo termine. E se lo stesso abbia valutato tutti i rischi, legali ed economici – nell’immediato e nel lungo termine – che potrebbero accompagnarsi a questa tanto inutile quanto rischiosa avventura.
Per esempio, l’armata municipale sostiene che la cifra di 167 milioni di franchi per la realizzazione dei contenuti sportivi è un tetto massimo e che questa cifra scenderà fino al tetto minimo di 125 milioni di franchi. In primo luogo, leggendo l’accordo di PPP, questa clausola non appare così vincolante come l’esecutivo vuol far credere. Nello stesso è riportato quanto segue: «individuazione di ottimizzazioni dei costi e varianti con l’obiettivo di ridurre i costi di realizzazione dei sotto-progetti AS e PS con relative infrastrutture comuni, infrastrutture sotterranee e sistemazione esterna PSE1, ritenuto che per i Partner Pubblici l’obiettivo, non vincolante per HRE [HRS Real Estate AG], è di un costo di realizzazione di circa CHF 125 milioni (IVA esclusa)» (7). Ciò significa, al massimo, che il partner privato potrà decidere se e di quanto ridurre i costi dei contenuti sportivi. La cifra di 125 milioni di franchi è solo un più desiderio del Municipio di Lugano, il quale forse si avverrà ma solo ed esclusivamente se lo deciderà il gruppo HRS Real Estate AG. Anche tralasciando questo aspetto, la riduzione dei costi preventivati potrebbe comportare un abbassamento non secondario della qualità dei lavori eseguiti, come insegna il caso di Bienne. Oppure, forse peggio ancora, l’ottimizzazione dei costi potrebbe avvenire attraverso una ricerca del minor prezzo di esecuzione, ossia ricorrendo al subappalto del subappalto. Una pratica possibile secondo l’accordo generale di PPP, anche perché il PSE non cadrà sotto l’egida della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) perché i committenti sono i partners privati…
Questi sono solo alcuni esempi che illustrano la “vischiosità” di una situazione rispetto alla quale le autorità politiche – Municipio e Consiglio comunale – sembrano aver ampiamente abdicato a quelli che dovrebbero essere i loro strumenti di controllo. Più in generale, i timori che la Città di Lugano sia stata portata su una strada tortuosa, sconosciuta e irta di pericoli senza avere gli strumenti necessari a un’eventuale “auto-difesa”, si fanno sempre più concreti. Una strada, oltretutto, ampiamente inutile, inutilmente costosa e facilmente evitabile. In poche parole un rischio da evitare con tutte le nostre forze.
La stessa Confederazione è molto cauta su questo fronte. In primo luogo, il Consiglio federale sottolinea che «rispetto ai grandi progetti infrastrutturali, che all’estero sono in parte finanziati tramite PPP – in cooperazioni di questo tipo lo Stato e i privati non devono assumersi grandi rischi.» (8) . Per la Confederazione gli investimenti infrastrutturali non veicolano rischi tali da non poter assumere in prima persona questo compito, senza l’intervento dei privati. Il governo federale continua scrivendo che «di regola dal confronto dell’economicità di grandi progetti secondo l’articolo 52a OFC emerge che, tenuto conto dell’intero ciclo di vita, per la Confederazione il principio del PPP è più costoso rispetto a un acquisto tradizionale.» (9). Una conclusione lapidaria che fa il paio con un’altra affermazione dell’esecutivo federale: «Senza distribuzione equa dei rischi tra i privati e il partner statale, la valutazione del principio del PPP risulta perlopiù negativa rispetto a un acquisto tradizionale» (10).

  1. https://hrs.ch/it/progetti/tissot-arena
  2. I 77 milioni sono stati così distribuiti: 45,5 milioni di franchi per la pista di ghiaccio e quella di curling, circa 22,5 milioni per lo stadio di calcio, circa 9 milioni di franchi per i 4 campi di calcio all’aperto.
  3. Stadt Biel, Bericht des Gemeinderates an den Stadtrat betreffend Projekt Stades de Bienne (Tissot Arena) / Einleitung eines Schiedsgerichtsverfahrens für die Abdeckung der Verfahrenskosten, 21.10.2020, p. 1.
  4. Bieler Tagblatt, 17 dicembre 2020.
  5. Stadt Biel, Bericht des Gemeinderates an den Stadtrat betreffend Projekt Stades de Bienne (Tissot Arena) / Einleitung eines Schiedsgerichtsverfahrens für die Abdeckung der Verfahrenskosten, 21.10.2020, p. 3.
  6. Bieler Tagblatt, 17 dicembre 2020.
  7. PSE – Polo Sportivo e degli Eventi – Lugano, Accordo generale di Partenariato Pubblico Privato, 18 dicembre 2020, p. 25.
  8. Risposta del Consiglio federale (05.11.2014) all’Interpellanza “Partenariato pubblico-privato. Quale diffusione nell’amministrazione federale?”, depositata da Fabio Abate il 25.09.2014.
  9. Idem. Il buon Tobiolo Gianella, da buon mercante, affermava che il PPP «è una forma collaborativa che si crea tra lo Stato e una società privata per la gestione di un servizio pubblico. Questo principio permette all’ente pubblico di esternalizzare dei compiti che altrimenti dovrebbe gestire internamente, con una conseguente riduzione dei costi.», https://www.ticinonews.ch/ospiti/tobiolo-gianella-sono-stato-30-volte-nel-mendrisiotto-FKTCN252205
    10.Idem.

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