Lo scorso 30 ottobre si è tenuta un’assemblea rivolta a tutte le persone che avevano firmato l’appello “È ora di cambiare” lanciato nelle scorse settimane.
Una cinquantina di persone hanno risposto a questo invito e animato una interessante discussione al cui centro vi sono le prospettive dell’azione della sinistra per la costruzione di un fronte unitario di opposizione politica e sociale.
Al termine della riunione i presenti hanno approvato la risoluzione che trovate qui sotto, ripromettendosi di organizzare nuove occasioni di dibattito e confronto nel prossimo futuro. (Red)
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Risoluzione dell’incontro dei firmatari/e dell’appello “È ora di cambiare!”
L’incontro dei firmatari/e dell’appello “È ora di cambiare!” ha fatto il punto sulla situazione politica alla luce dell’ampio sostegno ottenuto dall’appello.
La fase politica attuale è segnata da un rafforzamento delle destre, da una deriva autoritaria e dall’aggravarsi delle disuguaglianze sociali, economiche e ambientali. In Svizzera e in Ticino tali dinamiche si traducono nel consolidamento delle politiche neoliberali, nella subordinazione delle istituzioni agli interessi del padronato e nell’indebolimento dei diritti sociali e democratici; l’attuale configurazione della sinistra appare spesso incapace di esprimere un’opposizione riconoscibile, coerente e incisiva.
Appare quindi necessario ribadire i contenuti politici espressi nell’appello, in particolare:
• la centralità della difesa dei salari, delle pensioni e delle condizioni di lavoro;
• la lotta per una politica fiscale che chiami a contribuire anche altri redditi e patrimoni;
• la lotta contro ogni forma di discriminazione, a partire da quelle di genere e razziali;
• la difesa e il rilancio dei servizi pubblici;
• l’impegno per la giustizia climatica e sociale;
• il rifiuto delle politiche di riarmo e securitarie;
• la solidarietà internazionalista e il sostegno ai diritti dei popoli.
Per questo, la nostra assemblea ritiene necessario contribuire alla costruzione di un’opposizione politica e sociale unitaria, chiaramente alternativa alle politiche dominanti.
Tale opposizione deve:
• essere autonoma dalle logiche neoliberali e dai compromessi che ne svuotano il contenuto;
• intrecciarsi con la mobilitazione sociale, riconoscendo che, senza conflitto e partecipazione, non è possibile modificare i rapporti di forza;
• svilupparsi a tutti i livelli istituzionali, con coerenza tra azione parlamentare ed esecutiva.
Anche le prossime elezioni cantonali potranno essere un’occasione per tentare di costruire un’alleanza che – alla luce dei punti sopra indicati – riesca a coniugare una prospettiva unitaria con un orientamento di chiara alternativa alle politiche fin qui perseguite dalle maggioranze in governo e in Parlamento.
L’assemblea invita le forze politiche e associative e tutte le persone interessate che si riconoscono nei punti sopra indicati a operare in questa prospettiva.
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