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Pubblichiamo qui di seguito la mozione dal gruppo MPS-Verdi in Consiglio Comunale a Bellinzona in merito ai rischi climatici che corre la città e alla necessità di una politica che cerchi di contrastarli. (Red)

Dopo il Palasio: clima, situazione idrogeologica, protezione della Città e delle/dei sue/suoi abitanti. Per un piano d’azione efficace.

I recenti avvenimenti che hanno coinvolto Bellinzona e i suoi riali (e che hanno trovato l’epicentro in quanto è successo alle scuole dell’infanzia del Palasio) ripropongono in modo serio e urgente la questione dei mutamenti climatici e di come essi si stiano manifestando con sempre maggior forza e frequenza anche sul nostro territorio.

La strategia della Confederazione per affrontare tali mutamenti poggia su due pilastri: da una parte la mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra per limitare al minimo l’innalzamento delle temperature e dall’altra gli adattamenti alle conseguenze che già sappiamo essere inevitabili. Inutile dire che più si aspetta a implementare incisivamente le strategie di mitigazione e adattamento, più gravi saranno le conseguenze dei cambiamenti climatici ed i costi da essi causati.

Se le misure di mitigazione dei cambiamenti climatici sono di più complessa realizzazione, perché implicano un coordinamento globale tra cantone e comuni per affrontare il cambio radicale nel nostro sistema economico-produttivo fondato sui combustili fossili[1], le misure di adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici già in atto possono e devono essere applicate proattivamente dai Comuni, poiché riguardano rischi sufficientemente ben delimitati da permettere risposte locali a salvaguardia delle infrastrutture e della popolazione.

Tra queste ultime misure vi sono indubbiamente quelle atte a contrastare i rischi di tipo idrogeologico (piene detritiche, ruscellamenti, smottamenti, ecc.), cioè quei particolari rischi legati alla evoluzione delle condizioni “meteorologiche e climatiche che interessano le acque piovane e il loro ciclo idrologico una volta cadute al suolo, con possibili conseguenze sull’incolumità della popolazione e sulla sicurezza di servizi e attività su un dato territorio”.

Gli eventi di tipo meteorologico che, in modo sempre più ricorrente stanno interessando il Cantone, ma anche la nostra città, testimoniano un forte aumento di tali rischi. Gli interventi compiuti negli ultimi due decenni a seguito di diversi eventi (straripamenti di alcuni riali e smottamenti collinari), sono stati pensati e effettuati nella prospettiva di una evoluzione climatica sostanzialmente statica. Si partiva dal presupposto che fenomeni di questo genere avessero un ciclo di tipo centenario, nel migliore delle ipotesi potessero ripetersi ogni 30 o 50 anni e con intensità meno violente. La realtà, confermata anche dalle ultime ricerche, ci sta mostrando che le cose stanno evolvendo in modo parecchio diverso con un sensibile aumento dei rischi dalle conseguenze più gravi dovuto sia al ravvicinamento dei fenomeni estremi (che tendono a diventare rischi permanenti), sia alla maggior intensità degli stessi (non a caso si parla di “bombe d’acqua” e la deflagrazione dell’argine sopra il Palasio ne è l’immagine più emblematica).

Per questa ragione una città come Bellinzona – che per la sua conformazione legata alla presenza di molti versanti e una sempre maggior cementificazione è particolarmente esposta a rischi idrogeologici – deve prendere coscienza di questa nuova situazione[2] e intraprendere con urgenza  risposte adeguate che attenuino gli effetti dei suddetti fenomeni mettendo in sicurezza le aree a rischio e riducano drasticamente i costi sia sociali che economici causati da eventi climatici sempre più distruttivi.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte chiediamo al Consiglio comunale a voler risolvere:

  1. La mozione è accolta
  2. Il Municipio, facendo ricorso a specialisti che svolgano un’analisi dei rischi idrogeologici ed elaborino una serie di proposte a breve, medio e lungo termine per evitare tali rischi o contenerli al minimo, definisce in collaborazione con l’autorità cantonale un piano d’azione a complemento delle schede sull’adattamento climatico già presenti al capitolo 6 del PAC e le necessarie modifiche delle NAPR per dare le basi normative della sua attuazione

Il Municipio sottopone al Consiglio comunale tale piano d’azione e relativo piano finanziario per realizzarlo


[1] In tal senso i Verdi del Ticino attraverso una recente mozione hanno chiesto al Consiglio di Stato di allestire entro fine 2021 un piano climatico cantonale nel quale si fissano obiettivi e piani d’azione vincolanti, con una chiara definizione delle responsabilità per ente cantonale ed enti locali.

[2] Questa presa di coscienza non è purtroppo stata svolta approfonditamente nel Programma d’azione comunale. Infatti nel capitolo 6 sull’adattamento climatico, sebbene la scheda C3 parli di prevenzione dei pericoli naturali, ci si è concentrati solamente sulla gestione del bosco quale deterrente per alluvionamenti, esondazioni, valanghe, frane e caduta sassi. Nessuna riflessione e proposta è invece stata presentata su tutte quelle misure come l’adattamento della pianificazione (creazione di zone non edificate per lo sfogo delle piene, decementificazione per facilitare l’assorbimento delle acque, …), oppure misure strutturali come la creazione di bacini di ritenuta delle acque (per la ritenzione delle piene ma anche per la sicurezza di approvvigionamento di acqua potabile e per lo spegnimento di incendi), la pulizia dai sedimenti degli alvei dei riali e delle camere di contenimento o ancora il dimensionamento e rafforzamento di tutte quelle infrastrutture (canalizzazioni, drenaggi, vasche di contenimento, …) atte al contenimento e allo smaltimento delle piene, che il Piano d’azione 2020-2025 e il recente studio sugli effetti dei cambiamenti climatici sulle acque emanati dalla Confederazione prevedono quale gestione integrale dei rischi per un efficacie ed efficiente adattamento ai cambiamenti climatici.

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