Pubblichiamo il testo dell’interpellanza al governo presentata dai deputati MPS. Si chiedono – avanzando anche qualche ipotesi concreta – misure urgenti per far fronte alla situazione di precarietà diffusa a seguito dell’attuale sistema di abilitazione, ampiamente e dettagliatamente denunciata in alcune prese di posizione rese pubbliche dai/dalle docenti abilitati/e nelle ultime settimane. (Red)
Abilitazione e precarietà nella scuola. Necessario un programma di misure urgenti per creare occupazione e migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento
Gli interventi e il dibattito emersi a seguito dell’annuncio della mancata apertura del concorso di assunzione per l’italiano nelle SMS ha fatto emergere una situazione di ampia precarietà tra i docenti che negli ultimi anni – in diversi ordini di scuola – hanno conseguito l’abilitazione.
Una di queste prese di posizione ha messo ha sottolineato come “la mancanza di trasparenza rilevabile nel corso degli studi al DFA pare permeare non solo il percorso di abilitazione per le scuole medie superiori (sms), ma anche quello di coloro che conseguono un master in Insegnamento per la scuola media (SM)”.
La stessa presa di posizione mette in luce il caso “dei docenti d’italiano (SM) abilitati nel 2022 e nel 2023, molti dei quali lavorano a bassa percentuale, poiché il mercato del lavoro non riesce ad assorbire la continua richiesta d’ore”. E già nel giugno 2024, coloro che aveva conseguito l’abilitazione in italiano hanno visto deluse le loro aspettative. Infatti la maggior parte di questi docenti pensava che “avrebbe ottenuto un impiego, ma le attese sono state deluse: solo pochi abilitati hanno ricevuto una quota oraria dignitosa, gli altri hanno invece ottenuto percentuali lavorative che variano dal 10 al 45%, e che evidentemente non permettono la sopravvivenza in Ticino”. Sempre nel 2024, afferma la presa di posizione “lo stesso schema si è ripetuto per altre discipline delle SM. La stragrande maggioranza dei docenti di storia ha ottenuto percentuali di lavoro esigue, normalmente inferiori al 50% e spinte fino a un 4%”.
Anche per gli abilitati di alcune materie per le SMS nel 2024, il concorso aveva avuto un esito insoddisfacente per i docenti di alcune materie (matematica, chimica e arti visive) proprio per la “la discrepanza tra il numero di abilitandi e il fabbisogno effettivo è talmente marcata da spingerci a mettere in discussione la strategia e le decisioni prese sull’apertura della formazione“, aveva scritto un gruppo di docenti abilitati alla direttrice del DECS nel giugno 2024.
Alla luce di queste considerazioni, appare evidente la necessità di varare un piano di misure urgenti che possano in qualche modo rispondere a questa situazione di difficoltà e precarietà.
Qui di seguito elenchiamo una serie di ipotesi di intervento sulle quali ci permettiamo di interpellare il Consiglio di Stato
1.
Considerazione
Oggi la formazione delle sezioni nei Licei avviene attraverso l’applicazione di un coefficiente di 22 allievi per classe. Questo significa che ogni 22 studenti (o frazione di 22) un istituto scolastico ha diritto a costituire una sezione (o un gruppo di insegnamento). Dal numero di sezioni derivano poi le disponibilità di ore e di posti di lavoro.
Domanda
Il Consiglio di Stato non ritiene possibile intervenire in sede di formazione delle sezioni di scuola media superiore abbassando questo coefficiente di riferimento (portandolo, ad esempio, a 21) riuscendo così a creare spazio di azione per supplementari possibilità di occupazione?
2.
Considerazione
Nella sessione di gennaio, il Gran Consiglio ha discusso una mozione, presentata nel marzo del 2022 dall’MPS, sul tema della selezione e del relativo fenomeno delle lezioni private nelle scuola medie superiori (SMS) del nostro cantone. Tutti hanno riconosciuto la serietà e la gravità del problema, rinviando tuttavia l’adozione di misure concrete alla presentazione di uno studio che il DECS sostiene sia in fase di allestimento. Oggi le attività di recupero e sostegno (purtroppo in diminuzione importante nel corso degli ultimi anni) vengono organizzate dai diversi istituti facendo capo alle disponibilità della dotazione di istituto (1 ora per ogni sezione – purtroppo diminuita di due ore nell’ambito delle misure di risparmio).
Domanda
Non ritiene il Consiglio di Stato che, vista la situazione, si possa immaginare comunque di assegnare agli istituti un’ora in più per sezione da destinare alle attività di recupero e sostegno agli studenti, offrendo in questo modo anche un’alternativa al ricorso alle lezioni private?
3.
Considerazione
Sia nelle scuole SMS che nelle SM vi sono diverse attività necessarie e importanti che non sono ore di insegnamento disciplinare. Esse vengono organizzate e svolte dai docenti delle diverse materie che per questo ricevono uno sgravio sulle ore di insegnamento disciplinare. A titolo esemplificativo, citiamo le docenze di classe, le attività quali docenti mediatori (sempre più importanti), per attività di tutor talenti sportivi e artistici, per la cura dei laboratori delle materie scientifiche, per la gestione della rete informatica, per i membri delle direzioni, per gli esperti di materia, etc. Gli sgravi per queste attività sono spesso inesistenti, oppure sono gli stessi da moltissimi anni, pur in presenza di attività accresciute.
Domanda
Non ritiene il Consiglio di Stato necessario avviare una rivalutazione del tempo messo a disposizione dei docenti (sgravi sulle ore di insegnamento disciplinare) per tutte queste attività che vengono svolte all’interno degli istituti, sia quelli di SMS che quelli di SM?
4.
Considerazione
Nell’ambito della discussione sul Preventivo 2025 sono state adottate alcune misure di risparmio (alcune di competenza del Consiglio di Stato) che hanno una influenza sulla disponibilità di ore di insegnamento e quindi sulle ore a disposizione in diversi ordini di scuola. In particolare, ricordiamo:
– Interruzione dell’ampliamento a tutte le sedi di scuola media dell’ora supplementare di docenza di classe
– Interruzione dell’ampliamento dell’ora di classe supplementare in III media
– Riduzione di 3 ore di monte ore di sede complessivo delle scuole medie superiori
– Riduzione ore del personale con statuto di docente nel settore formazione professionale
– Modifica del Regolamento sulle supplenze scolastiche – nessun incarico automatico dopo 16 settimane
– Diminuzione del quantitativo minimo (QM) di giornate di formazione continua
– Riduzione credito per spese per attività didattiche e culturali
Domanda
Non ritiene il Consiglio di Stato di dover e poter rinunciare, a partire dal prossimo anno scolastico, perlomeno ad alcune delle misure summenzionate (a cominciare da quelle sull’ora di classe nelle scuole medie), così da liberare ulteriori ore di insegnamento?
5.
Domanda
Al di là delle concrete proposte qui avanzate a titolo esemplificativo, a mente del Consiglio di Stato vi sono altri ambiti e modalità che potrebbero permettere di creare spazi occupazionali per rispondere alla precarietà sottolineata dai numerosi interventi che abbiamo citato?
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