Il diciottesimo giorno di proteste nazionali in Iran è trascorso in un contesto di continua interruzione delle comunicazioni con il mondo esterno. I dati aggregati di HRANA (Human Rights Activists in Iran) indicano la registrazione di 617 raduni di protesta in 187 città in tutto il paese, l’arresto di almeno 18.470 persone e la morte confermata di 2.615 individui, una situazione che, insieme al calo delle prove verificabili sul campo, ha intensificato le preoccupazioni internazionali sulla portata della repressione.
Il diciottesimo giorno di proteste nazionali si è svolto mentre l’Iran persisteva disconnesso dalla rete internet globale e l’accesso a prove verificabili sul campo rimaneva limitato rispetto ai giorni di punta delle manifestazioni. In questo contesto, gli sviluppi di questa giornata si sono concentrati principalmente sul continuo blackout delle comunicazioni, sull’aumento del numero di vittime e di arresti nei dati aggregati e sull’escalation delle reazioni e delle posizioni internazionali sulla situazione in Iran.
Con il blocco di Internet in corso, la possibilità di ricevere e verificare i resoconti sul campo dall’interno del paese ha continuato a subire gravi disagi. Il diciottesimo giorno, non erano disponibili resoconti verificabili di nuove proteste di piazza registrate, una situazione che potrebbe riflettere un calo delle manifestazioni di piazza visibili o il risultato diretto delle severe restrizioni alle comunicazioni e della difficoltà di ottenere una documentazione indipendente.
Allo stesso tempo, i media e le organizzazioni di monitoraggio hanno continuato a concentrarsi sulle conseguenze umane e di sicurezza delle proteste. I dati aggregati mostrano che, nonostante il rallentamento del flusso di informazioni sul campo, la tendenza al rialzo del numero di vittime, di feriti e di arresti è proseguita, un problema che, soprattutto nel contesto del blackout delle comunicazioni, ha accresciuto le preoccupazioni sulla reale portata della violenza e della repressione rimaste nascoste.
A livello internazionale, le reazioni si sono fatte più marcate il diciottesimo giorno. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere stato “informato” della cessazione di uccisioni ed esecuzioni in Iran, affermazioni che, dato il persistente clima di sicurezza e le segnalazioni di un aumento delle vittime, sono state accolte con scetticismo e reazioni critiche. Allo stesso tempo, diversi governi europei, citando valutazioni di sicurezza, hanno ridotto la loro presenza diplomatica a Teheran o hanno consigliato ai propri cittadini di lasciare l’Iran.
In questo contesto, la presidente del parlamento europeo ha anche diffuso un messaggio rivolto al popolo iraniano, esortandolo a non perdere la speranza e sottolineando il sostegno delle istituzioni europee alle rivendicazioni civili e in materia di diritti umani. Nel frattempo, sono continuate le posizioni critiche di governi e organismi internazionali in merito alla repressione dei manifestanti, alle interruzioni di Internet e agli arresti di massa, insieme agli avvertimenti sulle conseguenze della situazione sui diritti umani.
Statistiche aggregate di HRANA fino alla fine del diciottesimo giorno
Secondo i dati aggregati di HRANA fino alla fine del diciottesimo giorno di proteste, sono stati registrati in totale 617 raduni di protesta in tutto il paese. Queste manifestazioni si sono svolte in 187 città e hanno interessato tutte le 31 province del paese.
Per quanto riguarda gli arresti, è stata confermata la detenzione di 18.470 persone. Inoltre, il numero di confessioni forzate trasmesse in diretta ha raggiunto quota 105 e sono stati segnalati 2.054 feriti gravi.
Per quanto riguarda le vittime umane, il numero totale di morti confermate è stato annunciato in 2.615. Di queste, 2.435 erano manifestanti e sono state confermate le morti di 13 bambini di età inferiore ai 18 anni. Inoltre, tra le vittime figurano 14 civili non partecipanti alle proteste. D’altro canto, 153 membri delle forze di sicurezza o comunque sostenitori del governo hanno perso la vita. Inoltre, 882 ulteriori decessi sono ancora sotto inchiesta.
Breve contesto
Le proteste a livello nazionale sono iniziate il 28 dicembre 2025 e, dopo aver raggiunto la massima diffusione geografica nei giorni centrali, sono entrate in una nuova fase a seguito dell’imposizione governativa di blocchi delle comunicazioni, in cui la raccolta e la verifica indipendente dei dati sul campo sono diventate strutturalmente più difficili. Il diciottesimo giorno ha seguito lo stesso schema ed è stato caratterizzato meno da chiari e verificabili segnali di proteste di piazza e più da un blackout delle comunicazioni, da un forte aumento dei dati aggregati di vittime e arresti e da un’intensificazione delle pressioni e delle reazioni internazionali.
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