Più di 20’000 firme contro l’introduzione della partecipazione ai costi per le prestazioni di cure a domicilio!

Tempo di lettura: 2 minuti
image_print

Pubblichiamo la presa di posizione del comitato che ha promosso la petizione “Non è colpa dei pazienti!” (al quale hanno aderito ATTE, alliance Care, ASPS, MPS, PC, PS, Più Donne, Pro Infirmis, Verdi, VPOD) consegnata oggi alla Cancelleria dello Stato. (Red)

************************

Una mobilitazione senza precedenti: oltre 20’000 firme per fermare una misura ingiusta! La mobilitazione non si ferma, la petizione rimane ancora attiva!

In soli 5 giorni, la petizione “Non è colpa dei pazienti”, lanciata dall’alleanza di organizzazioni in difesa dei
pazienti, ha raccolto oltre 20’000 firme. Un risultato straordinario che testimonia una forte e diffusa
opposizione alla nuova misura di risparmio che scarica sui pazienti parte dei costi delle cure a domicilio.
Dal 1° aprile 2026, il Cantone vuole infatti introdurre una nuova partecipazione ai costi delle cure a
domicilio: 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno. In concreto, per chi
necessita di cure quotidiane, ciò può tradursi in fino a circa 450 franchi al mese in più.
Per l’alleanza, questa misura è inaccettabile, perché colpisce direttamente le persone più vulnerabili:
pazienti, anziani e persone con bisogni di cura regolari. Oggi, alla vigilia dell’entrata in vigore della misura,
la petizione è stata consegnata al Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, direttore del DSS, e all’intero
Consiglio di Stato.
Alla luce di questa imponente mobilitazione popolare e delle numerose prese di posizione critiche
provenienti anche dagli operatori del settore, l’alleanza ribadisce con forza la propria richiesta di
sospendere immediatamente la misura. L’alleanza invita il Consiglio di Stato a prendere questa decisione
già nella prossima seduta dell’Esecutivo, prevista per domani, mercoledì 1° aprile 2026.
La mobilitazione non si ferma infatti la petizione rimane ancora online e si può ancora firmare. L’alleanza
continua ancora a raccogliere attendendo una risposta chiara da parte del Governo, auspicando che
sappia finalmente ascoltare le preoccupazioni di pazienti, familiari e personale curante. In base alla
decisione dell’Esecutivo, saranno valutate ulteriori azioni.

articoli correlati

La favoletta dei piccoli reattori nucleari “sostenibili”

Ticino, ancora un femminicidio. Chiamiamolo con il suo nome

Cuba. Il miraggio delle riforme